La Teoria della Navigazione

... come quando esci di casa e sei sicuro che hai dimenticato qualcosa ...
giovedì, febbraio 26, 2004

Perchè ripetersi ogn...

Perchè ripetersi ogni santo giorno? perche indossare ogni volta la solita scomoda maschera, sperando che qualcuno noti i nostri occhi, le nostre parole, le idee di cui ci siamo sempre vantati?  L'avidità di possedere un'anima, un corpo, ci rende sterili. Come un cane schiumante ci fa impazzire e sbattere il muso contro il solito vecchio muro, illusi per l'ennesima volta che ciò che appare ai nostri occhi malati sia una porta, uno spiraglio di sole. Nulla di tutto questo, fratellini. La realtà che evitiamo accuratamente di guardare dritta in faccia si ripresenta,dura come ogni altra volta. Si dice che spesso nn sono le cose a cambiare, ma il nostro punto di vista. Concordo. Ma altre volte mettiamo in un bel sarcofago di ottimismo il cumulo di macerie che abbiamo collezionato finora e lo rimiriamo fieri di noi stessi.

Poi la festa finisce, il cd arriva all'ultima nota, la puntina alla fine del disco, e la disillusione arriva. Nella mia 2 metri per 2 le parole cercano di correre dietro ai miei pensieri, partorendo forse vanità, forse verità. Cosa è meglio? Narcotizzare la nostra anima, buttare via la pillola blu del risveglio? Aspettare il miracolo o essere sicuri solo del bicchiere che teniamo in mano?

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martedì, febbraio 24, 2004

Dietro di te
io ...

Dietro di te
io paziente e calmo
dietro di te
un viaggio assurdo è
immenso tu
che a sfidarti non ci provo più
non hai ancora vinto e perciò
vivrò
diffido di te
stò già imparando...
tu pace non mi dai
non mi perdoni mai!
un’altra volta nel mondo
coi limiti che sai
un posto pretendo nel mondo sbandati giorni miei
mi consumerò fino in fondo
finché non cambierai
finché non capirai
che tu sei comunque e sempre il mio mondo...
non vedi che ti vado cercando
fatti trovare e ti accendo
non lo capisci che
che se perdessi te
dove mai troverei il mio posto
in quale mondo
capisco te
che ti chiudi nei silenzi tuoi
peggio per noi se poi ti ammalerai
impazzisco all'idea che stai morendo...
rivoglio indietro il mio mondo
con tutti i vizi suoi
adesso me lo riprendo
decrepito se mai
signori io non lo vendo
lontano non andrei
non lo sopporterei
di staccarmi un solo istante dal mondo
non cancellate il mio mondo!
mi resta solo il mio mondo...






































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giovedì, febbraio 19, 2004

Malinconia, stress s...

Malinconia, stress sulla Stazione Orbitante, voglia di chissà che o chissà chi (forse in maggior proporzione la seconda)... i pensieri fanno strada a gomitate dentro di noi per insegnarci un nuovo errore, rammentandoci quanto siamo fallibili. E cosi, la rotta della Navigazione punta a dritta sui ricordi...

"e ti ricordo ancora
le braghe corte di tuo fratello
e le gambe viola
tua mamma stanca costretta a
farti un po' da padre
me la ricordo ancora
tutta bianca
e ti ricordo ancora
l'ingenuita'la tua tenerezza disarmante
eri un'omino ma dentro
avevi un cuore grande
che batteva forte un po' per me
e ti ricordo ancora
dimmi che non e' cambiato
niente d'allora
chissa' se parli ancora agli animali
se ti commuovi
davanti a un film
e ti ricordo ancora
nei pomeriggi di primavera
al doposcuola
tu mi parlavi di una colonia
in riva al mare
vienimi a trovare che si sta' bene
e ti ricordo ancora
quando scoprirono che
mi accarezzavi piano
e mi ricordo che ti tremavano le mani
ed un maestro antico
che non capiva
e ti ricordo ancora
dimmi che non e' cambiato
niente d'allora
chissa' se parli ancora agli animali
se ti commuovi davanti a un film
e ti ricordo ancora
dimmi che non e' cambiato
niente d'allora
chissa' se parli ancora agli animali
se ti commuovi davanti a un film"








































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lunedì, febbraio 09, 2004

La pubblicità ci fa ...

La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che
odiamo per comprare cazzate che non ci servono, siamo i figli di mezzo
della storia, non abbiamo nè uno scopo, nè un posto, non abbiamo la
grande guerra, nè la grande depressione... la nostra grande guerra è
quella spirituale... la nostra grande depressione è la nostra vita.
Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno
saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rockstar... ma non è
così... e lentamente lo stiamo imparando... e ne abbiamo... veramente...
le palle piene!








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giovedì, febbraio 05, 2004

L'uomo è un appa...

L'uomo è un appassionato di pc del Michigan (Usa)
Un bimbo chiamato 2.0 per amor di computer
Invece di «Junior» o «secondo» il padre ha scelto di aggiungere la sigla che designa le versioni dei software
Jon Blake Cusack, neopapà di Holland (Michigan), ha battezzato il primogenito «Jon Blake Cusack 2.0», come fosse la nuova versione d’un programma per computer. Amo l'America, ma ho sempre trovato riprovevole l'abitudine di chiamare i figli «Junior» o «II». Questo «2.0» mi sembra un passo avanti verso la crudeltà. Nemmeno tanto piccola, dato che la vittima dovrà portarsela appresso tutta la vita. Le spiegazioni del genitore costituiscono un'aggravante. Papà Cusack dice d'essere un appassionato di software e computer (non di bambini, certamente) Confessa che la moglie Jamie non ne voleva sapere (a dimostrazione che le donne con un bimbo in pancia hanno la testa sulle spalle). Spiega di aver tratto l’idea dal film «Novecento», il cui protagonista era stato chiamato così per via dell’anno di nascita (Baricco e Tornatore hanno perciò qualche responsabilità nella faccenda).
Non solo. Jon Blake Cusack racconta orgoglioso d’aver spedito agli amici email come questa: «Ci sono molte nuove features rispetto alla Versione 1.0 (lui stesso, ndr) con features addizionali di Jamie». La cosa più tremenda è che il padre sta già programmando - verbo impeccabile, considerate le circostanze - il futuro del neonato. «Se 2.0 avesse un figlio, potrebbe chiamarlo 3.0!», ha dichiarato al giornale locale.
Ve li immaginate, fra trent'anni, i pranzi del Giorno del Ringraziamento? «3.0 passami il tacchino, per favore». «Aspetta, 2.0. Ho in braccio 3.1. Chiedilo a 1.0, appena smette di giocare col computer». Forse una conversazione del genere piacerebbe a Bill Gates (che si chiama William Henry Gates III, figlio di William Henry Gates II, avvocato di Seattle). Ma la maggioranza degli americani, voglio sperare, preferirà rimanere sul classico: «Figliolo, passami il tacchino, per favore». «Aspetta, papà. Ho in braccio il cuginetto. Chiedilo al nonno». Potrebbe attecchire, in Italia, una mostruosità del genere? Spero di no, anche perché, in quanto autore di quest’articolo, mi sentirei responsabile per la creatura in questione. Mai dire mai, però. Se il 50% degli ingegneri, il 40% dei medici e dentisti e il 25% dei notai finiscono per trasferire il lavoro ai figli, qualcuno sarà tentato di passargli anche il nome.
«Dottor Mario Rossi - Medico Dentista» diventerà «Dottor Mario Rossi 2.0 - Medico Dentista». Non siamo ancora alla clonazione, ma si risparmia qualcosa sulla targa d’ottone.

postato da donbairo alle ore 00:45 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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