Oggi mi sono tolto un bracciale. Di quelli di corda, da due soldi, di quelli che, cosi si dice, quando si rompono portano fortuna ed esaudiscono un tuo desiderio. Dopo otto anni, l'ho tolto, tagliandolo con una forbice. Me lo regalò una ragazza che conobbi a Rimini nel lontano 96, iniziammo una amicizia epistolare. Per circa un anno durò, poi lei mi disse che nn sapeva se ci saremmo potuti piu vedere perche nn sapeva che cosa avrebbe potuto dirle il suo ragazzo (figura che non era mai stata menzionata prima d'ora), e cosi nn scrissi piu. In qualche lettera precedente all'ultima mi mandò questo bracciale, assieme al foglio della lettera, dicendo 'per un'amicizia che cresce sempre più'.
Lo misi. E non lo mollai più. Fino ad oggi, quando mi sono reso conto che troppe cose sono successe e che il mio stato d'animo tocca i minimi storici, e che questa testimonianza passata è veramente tanto passata. Quando lo indossai, per assicurarmi che nn si slacciasse, misi una goccina di colla in corrispondenza del nodo; anche oggi, quando lo tolsi, la colla fece il suo dovere ed effettivamente feci un pochino di fatica anche con le forbici per tagliarlo.
Forse se non avessi messo la colla, quel bracciale col tempo si sarebbe allentato da solo e magari sarebbe andato perso o chissà cos'altro. Invece no, la colla lo teneva ben saldo. Ho capito una cosa in più di me, fino all'ultimo è stato utile quel bracciale: perche ho sempre bisogno di forzare le cose? Non lascio il giusto tempo alle cose, le voglio guidare, dando loro forme che di per sè nn prenderebbero mai. Mai.
... e quando lo capisco, ovviamente, è sempre troppo tardi.
Buona giornata, fratelli.
Sono tornato dalle vacanze, fratelli. Di cose ne ho da dirvi.
Fin troppe.
Ora è tempo di disfare le valigie e di ritornare alla solita vita di un anno. Anche se il termine 'solita vita' non è molto azzeccato.