domenica, febbraio 27, 2005

Di respirare la stessa aria
di un luglio malato non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia 'ora di libertà'

se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel viale
voglio soltanto che sia prigione

non mi aspettavo un vostro errore
care mie donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro voi,
vi siete chieste tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che diceste di me alla gente
quel che diceste ve lo dico io
'da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio'

E adesso imparo un sacco di cose
tra le mie mura, cosi sempre uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.

Mi avete insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba l'amore
ora io so che l'unico delitto
è il non rubare quando chiama il cuore

Di respirare la stessa aria
di un luglio malato non mi va
e ho deciso di imprigionarvi
durante l' 'ora di libertà'
venite adesso alla mia prigione
state a sentire sulla porta
la mia ultima per voi canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolte
siete per sempre coinvolte.

Per quanto voi vi crediate assolte
sarete per sempre coinvolte.

postato da: donbairo alle ore 04:47 | link |
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giovedì, febbraio 24, 2005

Nn conosce paura, l'uomo che salta e vince sui vetri,e spezza bottiglie e ride,e sorride,xchè ferirsi nn è possibile,morire meno che mai e poi mai; e insieme visitate la notte,dicono ha due anime e un letto,e un tetto di capanna utile,è dolce come ombrello teso tra terra e cielo,

Lui ti offre la sua ultima carta,il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,quando dice: 'è 4 giorni che ti amo, ti prego nn andare via. Nn lasciarmi ferito...'

Tu nn hai capito ancora come mai gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai......... però stai bene dove stai.

postato da: donbairo alle ore 16:07 | link |
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Non piangere mai più per questo mondo, non è stato mai rotondo
tu carichi il fucile di chi ti spara e ti lamenti poi se la vita è troppo amara
e sei convinto ancora che lei ti amava... Dimmi come fai a dire che credi in questo vecchio pazzo mondo

Tu credevi in lei quasi ciecamente e credevi in me che ero il tuo amico
ora piangi perchè lei ti ha tradito con me e mi domandi perchè
tu sei troppo buono sai, per dei tipi come noi... Dimmi come fai a dire che tu credi in questo vecchio pazzo mondo

Hey amico perchè tu non rispondi niente e guardi me così umilmente
perchè ora dovrei avere dei rimorsi se in questa vita ognuno riesce ad odiarsi
e mai, nessuno mai, impara ad amare tanto meno poi a perdonare
amico mio caro dimmi perchè, Dimmi come fai a dire che ci credi in questo vecchio pazzo mondo.

Perchè negli occhi tuoi c'è ancora amore dopo così tanto, tanto dolore
perchè ti senti forte e ci perdoni invece di trattarci come due cani
e se hai ragione tu insegnaci ad amare a credere di più nel mondo e nel domani
insegnaci a soffrire, perchè voglio sentirti dire come fai a dire che tu credi in questo vecchio pazzo mondo.

postato da: donbairo alle ore 00:03 | link |
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mercoledì, febbraio 23, 2005

Nessun calcolo ha nessun senso dentro questa paralisi, gli elementi a disposizione non consentono analisi. Se appoggi l'orecchio sul muro puoi distinguere le parole, strappare la mashera e affrontare il lento cammino di risalita; e affogare il sangue nel mare del vuoto.
Legalizzare il dolore sarà la regola del duemila, bambini, venite, c'è un applauso da fare al bau bau.

Sabbia sulle autostrade e ruggine sulle unghie, limatura di ferro negli occhi, terra fra le nostre lingue...
E avrei voluto baciarti, amore, ancora un poco, prima di andare via...

Prima di essere scaraventato dentro questo tipo di lenta agonia, sento il fluire delle mie forze come neve all'impietoso sole. Ancora nn sono scomparse le cicatrici callose sulle mie ginocchia, abituato come sono stato a strisciare per mesi. Ancora le cicatrici nn sono andate via; e sia a loro, sia al mio cuore stanco e malato, poco importa per chi si stanno scarnificando e a causa di chi stanno di nuovo sfiorendo. Loro sanno solo contare. Contano quanto sono state bene e quanto hanno sofferto.

e per non diventare complici della notte, per nn posare le armi definitivamente senza timore di recupero, non vogliono contare, non voglio contare. Nulla ha attecchito di ciò che di più bello avevo da regalare, le monete del diavolo sono di piombo, pesano di piu nell'anima... Nulla resta, e nulla importa. Mi ritrovo in un buco nero, nuovo ma già conosciuto tante volte... nell'occhio del ciclone, in una pseudo pace, in un fermo immagine, mentre vedo tutto girare intorno e cambiare di dimensione, finche il vortice nn mi travolgerà; nel centro esatto di una immensa ammonite, che mi fa allontanare sempre di piu, ad ogni passo, ad ogni giorno, dalla via del ritorno. Una spirale che produce una vertigine eterna.............  finche  il rumore del vento sarà piu forte dei miei piedi sul selciato, fin quando sarò cosi piccolo in lontananza,  un granello nel  vento. Lo stesso granello che ci si stacca di dosso con poca e fatica.

Buio.

postato da: donbairo alle ore 15:58 | link |
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lunedì, febbraio 21, 2005

Ricordo un uomo, e il suo templio. Ricordo di come parlava, della gente che c'era attorno a lui ad ascoltarlo. Ricordo come era amato, e come era odiato. Ricordo che predicava il perdono, e la gente cominciò a diventare restia.

Luci psichedeliche, discoteche illuminate piene di bugie, mi tuffo perplesso in momenti conosciuti già. Tanti fili insanguinati, taglienti a spezzare l'anima, restano grigi e imponenti tra le mie mani. Insignificanti, ma nel contempo di immenso valore. Forse domani, forse, non ci sara piu modo di assistere a danze di lontananza o di ballate per l'impunità. Forse il ricordo di quell'uomo puo servire, come lo è stato per me. Ognuno ha da dare e da avere. Ognuno ha da ricordarsi che puo essere carnefice e vittima qualche istante dopo. Ma forse è tanto piu forte la tendenza a procurar dolore che al successivo chieder venia, ed è piu forte il non perdono alla spinta di ricrescita. Ho sentito dire che nessun uomo è un'isola, sola e sperduta, e che le cose belle arrivano per quelli che sanno aspettare. Mi chiedo quanto tempo sia passato da quando sono state delle queste parole, di quanto il mondo sia andato avanti. Quanto potrà ancora servire rifugiarsi dietro a un foglio e scrivere? Io resterò qui, dove un attimo vale l'altro, rischiando di far scivole la memoria nel dolore e la vita nel buio. 

postato da: donbairo alle ore 02:55 | link |
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mercoledì, febbraio 16, 2005

 E' nel deserto delle parole senza risposta, nel rimpianto di tempi spezzati e fuori moda che rammento di quante emozioni potevano nascere da un semplice 'Mi ricordo'. Lì il mio cuore si è fermato, li continua a battere. Potrei continuare a sollevare gonne a sconosciute per assaporare notti che sappiano di qualcosa di nuovo. O forse preso da chissa quale ambiguità, promuovere e incitare la freddezza per il mio cuore; forse con questa soluzione tra le mie dita, tutto il mio presente di sogni infranti ricostruirebbe un antico specchio... Avrei potuto barattare la mia sensibilità con una lancia nel petto, scagliata all'infinito nel profondo. Evaporati i sogni di ogni significato, dai principali ai 'non fondamentali', fino a quelli 'strettamente necessari', come ballerine di seconda fila, pensavo 'è bello che dove finiscono le mie dita debba iniziare la sua mano'.

postato da: donbairo alle ore 23:36 | link |
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Un uomo onesto, un uomo probo
tralalalallatralallalero
s'innamorò perdutamente 
d'una che non lo amava niente.
Gli disse "Portami domani"
tralalalallatralallalero
gli disse "portami domani
il cuore di tua madre 
per i miei cani".
Lui dalla madre andò e l'uccise
tralalalallatralallalero
dal petto il cuore le strappò 
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore non era il cuore
tralalalallatralallalero
non le bastava quell'orrore
voleva un'altra prova 
del suo cieco amore.
Gli disse "Amor, se mi vuoi bene"
tralalalallatralallalero
gli disse "Amor se mi vuoi bene
tagliati dei polsi le quattro vene".
le vene ai polsi lui si tagliò
tralalalallatralallalero
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un pazzo da lei tornò.
Gli disse lei ridendo forte
tralalalallatralallalero
gli disse lei ridendo forte
"L'ultima tua prova sarà la morte".
E mentre il sangue lento usciva
e ormai cambiava il suo colore
la vanità fredda gioiva
un uomo s'era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalallatralallalero
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei niente era restato
non il suo amore, non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.
postato da: donbairo alle ore 19:09 | link |
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 The only thing i want to remember is my boyfriend, he's the best in the world. Sometimes he's bad... but his sweetness is way too strong.. it makes me forget everytime i was sad. I love him more than anything , even more than myself.
And i know what LOVE is. i know.. i know..

Questo è stato scritto oggi su un blog di una ragazza di suicidegirls.com .. Questo è cio che ognuno di noi vorrebbe sentirsi dire, no? Che si è importanti, più importanti ancora della vita stessa. Importanti a prescindere, che 'come lui non ce n'è'. Varrebbe la pena vivere per una frase del genere.

E invece .....

postato da: donbairo alle ore 17:34 | link |
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martedì, febbraio 08, 2005

 Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano.
Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene.
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero,
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.
E poi il capitano, se vuole, si leva l'ancora dai pantaloni
e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa,
c'è sempre uno che gli risponde.
Ma capitano non te lo volevo dire,
ma c'è in mezzo al mare una donna bianca,
così enorme, alla luce delle stelle,
che di guardarla uno non si stanca.

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine, miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d'acciaio,
pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

postato da: donbairo alle ore 14:54 | link |
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lunedì, febbraio 07, 2005

 
  • Candesartan ( Blopress , Ratacand )
  • Eprosartan ( Tevetenz )
  • Irbesartan ( Aprovel , Karvea )
  • Losartan ( Lortaan , Losaprex , Neo Lotan )
  • Telmisartan ( Micardis , Pritor )
  • Valsartan ( Tareg , Valpression )
  • ecco, va un po meglio....

    postato da: donbairo alle ore 18:08 | link |
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    Ho solcato tutte le onde della Rete: e mi son rotto le palle. Internet dà molto, ma si prende indietro tutto.

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