La Teoria della Navigazione

... come quando esci di casa e sei sicuro che hai dimenticato qualcosa ...
mercoledì, marzo 30, 2005

Se un giorno tornerò su questa terra, ti cercherò ovunque, sperando che il ricordo di me, sia ancora vivo nei tuoi occhi, nel tuo cuore, nelle tue mani. Se quel giorno tornerò, ti cercherò....ti cercherò nel dolce volo di una farfalla, tra i petali dei fiori di primavera, fra le colline spazzate dal vento, ti cercherò nella profumata brezza del mattino. Griderò il tuo nome ai quattro angoli della terra ed aspetterò che la mia voce, torni a me abbracciata al tuo cuore,in un eco senza fine. Donerò il mio ricordo di te, alle onde del mare,perchè possano tornare, ed infrangendosi sulla spiaggia, possano parlarmi di te,in un caldo ricordo d'amore. Cercherò ovunque la tua ombra, ricordo di un giorno di sole. E se i miei occhi la scorgeranno, saranno d'Amore le lacrime che ne usciranno. Con dolcezza mi sdraierò accanto a lei, con un abbraccio la stringerò a me,con le parole le chiederò di non svanire. E lentamente mi addormenterò accanto a lei, scivolando in un dolce sonno senza risveglio...
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lunedì, marzo 28, 2005

E' buffo, sapete, non si ha neppure una fotografia... delle volte questo fatto delle foto mi ingabbia il cervello. Cosi parto, e giro, giro, giro...
immaginatevi, e sorbitevi, queste fotografie su carta...

'Un azzurro scalzo in cielo
il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro
al centro tu poggiata sui ginocchi
e il vento sui capelli e sui tuoi occhi
qui l'ombra cade giù dalla tua mano
un orizzonte di cani abbaia da lontano
tu aggrappata alla ringhiera
di una tenera e distratta primavera
pomeriggio lento e un po' svogliato
maggio è andato via un dito sotto il mento
e gli uccelli fuggono infilando il verde dove la
città si perde
sopra un foglio di carta vetrata
luglio e tu sdraiata tu sporca di baci e sabbia
a cercar le labbra smisurate dell'estate sulle mie
in quest'altra stiamo insieme
come ridi di gusto e fino a soffocarti
io stringevo agosto e te
vedendoti con gli occhi miei per non scordarti
e ancora tu tra file di alberi
che cuciono colline di uva bianca
tu sei stanca un giorno intero a bere vino
e un contadino col bicchiere in mano li' vicino
foglie arrugginite in fondo al viale
e nuove voglie e tu tu sei venuta male
la tua faccia un po' tirata e una risata senza più
allegria e incoscienza
l'aria acerba della domenica mattina
sopra l'erba e tu e lacrime di brina
guance colorate mentre sbucci arance e stupide
bugie
resta li
non muoverti
sorridi un po'
adesso voltati
fai cosi'
appoggiati
non dire no
amore guarda qui
gennaio e il fiato grosso scalda le parole
il sole andava giù cielo di marmo rosso
tu un po' nera contro quella sera che scavava il
nostro addio e scappava
la pioggia fina salta sopra i marciapiedi
noia moschina e tu tu guardi ma non vedi
che è finita e tra le dita non ci sono che fotografie
un azzurro scalzo in cielo
il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro
al centro tu poggiata sui ginocchi
e gli occhi tuoi per sempre nei tuoi occhi'

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domenica, marzo 27, 2005

Dio, sei appena rinato e già ti disturbo con questo post.... chiedo venia

Dio, ma quanto è ingiusto il mondo
Bello in lui e brutto in me
Io la luna te la prendo
Ma non strappo amore a te

Lui, con quella sua freddezza
Senza te nei suoi pensieri
Trova in te la tenerezza
Là, nei tuoi occhi belli

E tu gli aprirai il tuo corpo
Entrerà coi giuramenti
Tu l'ami, ma l'ami intorno
Non sai che non c'è niente dentro

Dio, ma quanto è ingiusto il mondo
Io nessuno e lui Signore
Ti dà, senza che domandi
L'universo dell'amore

Dio, ma quanto è ingiusto il mondo
Ama il tuo bel cavaliere
Tu sei liscia come un onda
E io sponda di miserie

Con la mia bruttezza insulto
La bellezza tua insolente
La natura sbagliò tutto
Mi ha fatto male, mi ha dimenticato

Dio, ma quanto è ingiusto il mondo
Zero a noi e tanto a loro
Se la nostra razza è immonda
Di che razza è il loro cuore?

Sono nati nei merletti
Per far l'amore e la guerra
Ma anche a noi, stracci della terra
La vita piacerebbe bella

Ma da quale parte è Dio
Se ne sta con gli ostensori
O qui, dove lo prego io
Dal mattino fino a sera

Gesù Cristo che adoriamo
Quali figli preferì?
I Re Magi e il loro oro
O noi, che strisciamo qui?

Dio, com'è crudele un mondo
Che non sa legare i cuori
Sono brutto e tu sei bella
E mai, mi amerai... mai...

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sabato, marzo 26, 2005

nella mia 2 metri per due c'è una bottiglia appesa a testa in giu. C'è un rubinetto, che fa scendere il contenuto cone fosse una sorgente. nella bottiglia c'è del Ballantine's. ed erano molti mesi che nn la utilizzavo. Oggi si. perche mi andava. o semplicemente, perche ne avevo bisogno.
Come, jack alcolista? alcolizzato? che vergona... nn eri tu a promuovere l'animo perfetto, la mente cosi forte che nn necessita di niente altro? nessun'altra schifezza esterna?
si ma oggi è diverso.
oggi stacco. oggi io nn sono piu io, ho le pile scariche. oggi il tempo mi è sfuggito e nn capisco piu nulla. ho costantemente la certezza di trovarmi fuoritempo e fuorispazio. ho la certezza della mia pseudo abilità nello scrivere. credo nei colori che escon fuori dalla mia penna, dal calore che le mie parole possono avere, dalla forse decorosa melodia che trasuda la mia cassa di legno che si chiama chitarra.
senzo di loro non ho sogni. io sono loro... e loro sono me. quasi come gli eroi, sogni di morire in battaglia, portando in alto il nome dell'amore che indissolubile canto fino a che i miei polmoni nn scoppiano.
oggi è diverso. oggi le mie parole divengon scontate, divengon stronzate. la pelle d'oca mi riempie le braccia, le dita tremano. il volto accartocciato.
[...]
rappresento un nulla oramai assottigliato cosi tanto da apparire l'ombra di se stesso. deriso, senza traccia di colore, senza volto e deluso, col ricordo in mente di come potrebbe essere un sorriso, Cieco della peggior specie fin dalla nascita: Cieco per scelta, Cieco per non vedere come vanno le cose.
Cieco, per prendere le distanze, e conoscere la realtà a poco a poco, e ricevere le botte a poco a poco, credendo ogni volta invano di esser pronti. esser pronti, si, occorre sempre esser pronti.
il mondo si riavvolge sotto ai piedi, continui a sorridere ma hai una linea di sofferenza dentro agli occhi; continui a sorridere ma vorresti urlare. vorresti piangere. vorresti sparire. e zitto organizzi, programmi, ipotizzi. pensi a che effetto farebbe la tua scomparsa. anche non definitiva, sia chiaro, fratelli, non siamo cosi cattivi. ma una sparizione, si... un'eclissi, giusto...
Ma ciò che ti ferisce profondamente nell'orgoglio e che ti porta a lasciar perdere è la consapevolezza che nn accadrebbe nulla. Nulla che non sia superiore a 3 chiamate senza risposta e 3 sms.
Aggiugiamo ai conti anche una mail, mi voglio rovinare; esageriamo visto che è pasqua, via.
Anzi, Pasqua, chiedo venia ai piani alti.
Consapevolezza che nn accadrebbe nulla, altra realtà che fa male. Allora desisti, accantoni il progetto.
Come accade quando scioperano i Cobas del Latte, che nessuno se li fila manco per 10 secondi. Se ne parla, ok, il minimo sindacale. Ma spariscono in fretta dalla nostra mente. In fondo in fondo a noi non interessano, i Cobas del Latte.
Prova, invece, a organizzare una serrata dei ripetitori per telefoni cellulari. Non per molto, 24 ore.
Ti accorgi che ti manca qualcosa... o no? QUel tuo dispensatore di gioia e dolore, di verità e di fandonie, non funziona... Dei ripetitori, invece, c interessa.
C'è chi è Ripetitore, e chi è Cobas del Latte. Chi primo e chi ultimo, e questo si era capito.
Chiedi dal tuo nulla ad un dio vacante da 20 anni se deve durare ancora molto la beffa. Tic Tac, il tempo va avanti. Forse è lì la risposta, anche se nessuno ha aperto bocca. Il tempo, forse devi andare avanti e sbattertene.. oppure 'senti com'è lento, sono cazzi tuoi'.

2dC

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venerdì, marzo 18, 2005

Amo una dea
dagli occhi di sole,
la carne odorosa
tessuta d’erba e di fiori,
la bocca brillante
d’avorio prezioso,
le morbide cosce
scrigno feroce
d’infinito potere,
i folti capelli splendenti
di verde smeraldo
come a Cefalù
le rocce sul mare.
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giovedì, marzo 17, 2005

mi hanno detto che nessun uomo è un'isola, e che le cose belle arrivano per chi dimostra di saper aspettare; ma gli spiriti interiori mi intossicano, infilandosi nell'anima. Mi dicono che è troppo tardi ormai per me, dite a tutte le mie armi che è ora di tornare a casa. Sono un peccatore e il paradiso nn è la mia destinazione, oh no. Un tempo mi promisero assoluzioni, ma l'unica soluzione per i miei peccati è di fronteggiare i miei fantasmi e i miei mostri sapendo senza illusioni che forse nn riuscirò ad uscirne vivo. Allora mi ritrovo a criticare questo mondo, perchè fa diventare cattivo un uomo buono, e ancora perche fa diventare pazzo un saggio. E accuso questo mondo che trasforma un assassino in un eroe. E in questo valzer di passi sbagliati so che il paradiso nn è la mia destinazione. Anche l'inferno ha le sue strade, ma nn mi hanno portato lontano. Il mio giorno del giudizio è prossimo. Le promesse, le realtà. Cercai giustizia ma trovai la gente. Risparmio una preghiera per quando ne avrò veramente bisogno, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, la mia preghiera, di un peccatore senza nome. Quando incontrerò il mio Creatore mi chiuderà la porta in faccia? Se ne andrà via, lontano, perche la mia anima è troppo marcia per essere salvata?
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mercoledì, marzo 16, 2005

Mi manchi
quando, nostalgico,
volgo al passato
che narra di te.

Mi manchi
quando, dolente,
respiro il presente
che tace di te.

Mi manchi
quando, sperante,
scruto il futuro
che chiede di te.

Nel silenzio
cullo il ricordo,
lo nutro di sogno
che non sazia però,
la voglia di te.

Mi manchi...
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martedì, marzo 15, 2005

La troupe del fuggiasco stasera ha cambiato la scena
sulla neve e sul fango lentamente arrancano piano
e si lasciano indietro, ridendo, la ricca Milano.
Carovana di gente da circo sbandata davanti alla nebbia;
lo lo spio mentre il vino mi gonfia le vene
e il fucile imbracciato aspetto stambecchi.
E un cavallo pezzato di nero compare nel buio
tocca a lui, innocente, di aprire la lunga teoria.
E la donna biondissima e nuda che cammina di fianco,
non c'è dubbio è la sua segretaria che porta
sulla schiena bianchissima delle autofatture
lei amava il Marchese ancor prima di fargli da schiava
e due negri in livrea celestina le frustano il seno.
Poi due fari al limone attraversano il buio
e una luce azzurrina sul tetto che gira
fa capire al mio scarso vedere che
è una pantera della polizia.
E poi dietro una fila interrotta da un solo rumore,
sono uomini e spazzaneve della stradale.
Poi di colpo mi vedo sbucare una "Rolls" tutta bianca
con i vetri appannati da una pallida ombra di cielo.
E lo vedo finalmente quel sigaro nero che brilla
"È lui lo stambecco ferito che stavo cercando".
Le racchette da tennis confuse dietro al sedile
e i suoi occhiali da sole comprati sulla Costa Smeralda,
tra il soffitto e la pelle del tetto 40 miliardi di lire
che le mucche domani tranquille potranno mangiare,
le bottiglie di whisky ricordo di orge lontane
aspettano di essere aperte dal loro padrone.
"Industriale ammazza la moglie e poi fugge lontano".
E due fabbriche chiuse in Calabria aspettano il pane
"La polizia, malgrado gli sforzi, ha perso le tracce".
Io li vedo passare davanti intontito dal freddo.
Le sue mazze da golf risplendono al sole
quando lui si riaccende quel sigaro tanto temuto
quaranta miliardi di lire nascosti
tra l'acciaio e la pelle del tetto.
Venderà le sue tazze da cesso in Cina o in Giappone
dopo aver liberato per noia la bionda compagna.
E suo figlio? E suo figlio girerà come un biglietto da mille
I "College" inglesi, rivedrà suo papino
sulla foto di qualche giornale.
Ed il vino ed il sangue mi sale alla testa
"Non voglio sparare".
E le lacrime confondono il cuore dal proprio dovere.
"Dov'è andato dov'è andato il coraggio spavaldo di un bracconiere".
La pietà mi fa dire di no a un leone che fugge.
II grilletto è bloccato dal ghiaccio
"Non voglio vedere".
Uno sparo...
Riecheggia tremante per tutta la valle.
"Polizia uccide cacciatore di frodo
sulla terra comasca".
Lo stambecco felice e ubriaco vola lontano
e la nebbia delusa e sconfitta se ne va... piano, piano.
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martedì, marzo 15, 2005

Come sempre il richiamo mi ha fatto tornare indietro. Suona la campana 'din don' , ed eccomi qui di nuovo. Rimetto in piedi la baracca, con l'idea di creare un posto in cui il vento dorme, un posto in cui ci si innamora di quelli che nessuno ama, dove i pensieri corrono liberi, verso un luogo imprecisato. Un luogo che non è da raggiungere, ma da costruire, post dopo post. Le 39 carte che compongono l'universo hanno le loro regole, le loro priorità e le loro importanze. Come una serrata gerarchia, ognuno di noi vorrebbe trasormarsi da Jolly a Re di Denari. Come Quando Fuori PIove Come Quando Fuori PIove Come Quando Fuori PIove. Sarà perche creai io, qualche anno fa, il sito duedipicche.it che mi sento accomunato, delle volte, al significato intrinseco delle carte. Ma essere due di picche nn mi va piu di tanto... preferisco un altro seme. Il cuore. ma si... 2dCuori. Carino, si.. Passo e chiudo, dal mio ritorno all'infinito.

2dC

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giovedì, marzo 03, 2005

questo blog resterà chiuso a tempo indeterminato, in seguito all'ennesima conferma di come questo mondo faccia schifo e di come non esista spazio per persone come me. spazio nel cuore di qualunque essere umano e spazio virtuale di tutti voi, che non scrivete piu uno straccio di commento a cio che ho da dirvi.

 non so se ci rivedremo, riprendo la mia rotta solitaria.

Daniele

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mercoledì, marzo 02, 2005

"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare?".

"Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."

"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare;
le più piccole dirigile al fiume
le più grandi sanno già dove andare."

Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente
il tribunale mi ha dato fiducia
assoluzione e delitto, lo stesso movente.

E ora Pietro, figlio della Lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare
a contare sulle antenne dei grilli
non usa mai bolle di sapone per giocare;
seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici
avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;
si fermò un attimo per suggerire a Dio
di continuare a farsi i cazzi suoi
e scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso
fra la gente che si lascia piovere addosso.

Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure,
col mio amore si discute l'amore
ci sono distanze, non ci sono paure,
ma ogni notte lei mi si arrende più tardi
vengono uomini, ce n'è uno più magro,
ha una valigia e due passaporti,
lei ha gli occhi di una donna che pago.

Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia,
l'uomo magro ha le mani occupate,
una valigia di ciondoli, un foglio di via.

Non ho più la faccia del mio primo hashish
la poesia è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa d'alzarsi, neppure quando è caduto:
e i miei alibi prendono fuoco
adesso le fiamme mi avvolgono il letto
questi i sogni che non fanno svegliare.

Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,
ora aspettami fuori dal sogno
ci vedremo davvero,
io ricomincio da capo. 

postato da donbairo alle ore 19:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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