Visto che tra poco me ne andrò, metterò ad asciugare al sole un vestito bianco.
Credo che mi farò la barba e aprirò la gabbia ai miei canarini gialli.
Non guardarmi
mentre mi pulisco le dita:
passo il tempo.
Se sono gentile
non sono sincero.
Non farci caso
quando me ne vado
se t'ho trattato male:
ti ho detto che ti amo
e tu non l’ hai capito.
Vedi, questo gioco è mortale
e solo io so farlo,
e non chiedermi perché.
Se mi vedi sorridere all’improvviso
non farci caso:
il mio sorriso
è la rinnegazione di tutto.
E se quando ti parlo t'accorgi
che non ho terminato una frase,
un pensiero,
non badarci,
è il mio silenzio;
il mio modo di tacere
quando mi sento perduto,
è tutta la tenerezza
che da molto mi manca.
Non farci caso
se ti ho detto
che la morte per me
è la fine di tutto.
E' la speranza
che termini tutto qui,
anche quell'attesa
sotto la pioggia
mentre aspettavo la tua ombra.
Tra poco me ne andrò
guardandoti appena
senza nemmeno accarezzarti;
non farci caso
è la certezza che in questo momento
non potresti capirmi
se rimango con te.
Porte chiuse; ecco che trovai.
"Cominciai a sognare anch'io insieme a loro
poi l'anima d'improvviso prese il volto."
Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
come diavolo fanno a riprendere fiato.
Da uomo avvertire il tempo sprecato
a farti narrare la vita dagli occhi
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti,
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti.
Eppure un sorriso io l'ho regalato
e ancora ritorna in ogni sua estate
quando io la guidai o fui forse guidato
a contarle i capelli con le mani sudate.
Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,
quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
se fu troppo sgomento o troppo felice,
e il cuore impazzì e ora no, non ricordo,
da quale orizzonte sfumasse la luce.
E fra lo spettacolo dolce dell'erba
fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue cosce color madreperla
rimasero forse un fiore non colto.
Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.
"E l'anima d'improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non si riesce di sognare con loro."
Tra pochi giri d'orologio è Natale, fratelli. Natale 2005. Dicono che non nevicherà, e che tutto sommato ci sarà un bel sole. Forse sarà aiutato Babbo Natale nel portare i regali, non credete?
Quest'anno tuttavia non ho spedito nessuna lettera al signore vestito di rosso; non c'è nulla di cui necessito che potrebbe portarmi lui. Nè trenini, nè giochi nè un sacco pieno di speranze. Una lettera, però, l'ho scritta. E come tutte le migliori lettere, non l'ho spedita nè recapitata
...e resta bene qui, in mezzo a queste pagine.
- Mi chiedo se esisti...
a me manca il poterti vivere
almeno per una notte,
ma intera...
Guardarti negli occhi,
percepire le variazioni di tono della tua voce
mentre parli di te e di ciò che non va...
Le fusa del tuo corpo sotto le mie mani,
i sorrisi della tua anima rannicchiata al calduccio di me...
Poi, penso che i miei pensieri non sono giusti,
non per te,
e torno a chiedermi se esisti.-
- I pensieri non sono. Esistono,
e tradotti in parole sono ancor più tangibili.
Sono esseri di carta carbone che copiano e modellano
quel che il corpo non può dire.
Se ti respingo, puniscimi,
perchè allora sì,quel pensiero non è giusto.-
-...Le onde esigono...
e tu pensi di non aver forza per divincolartene...-
-Non ho il coraggio e non merito commento,
era questo che aveva bisogno d'essere perdonato.-
-Regalami il tuo sospiro per qualche tempo...
il tempo di scrivere assieme nuovi versi
su quel che non c'è e non si vede nei deserti.
...E se esiste ancora un troppo per te....
Sei la stupidità più affascinante che esista...
Non ti perdono
perchè ti voglio
e resterò un alito di vento,
dal quale non ti lasci sfiorare.-
- Tu non credermi,
ma sei una tempesta.-
- Farò di tutto per placare i miei soffi...
Sei una gemma troppo preziosa per essere travolta.-
- Non voglio che ti rendi solo un respiro,
quando sei una spirale immensa d'emozione.-
- ...Ed io non voglio che tu ti distrugga con ciò che non vuoi,
o non puoi avere.
Non posso dirti di non desiderare il tuo respiro accanto al mio,
ma a cosa serve?-
- Devo stare in silenzio?-
- In silenzio no.
Le tue parole sono la linfa di questi miei giorni.
Rispetta te stessa.-
- Non riesco a starti lontano.-
- Ma nemmeno vicino...-
Come l’aurora la tua presenza mi giunge,
ed avvolta da un leggero respiro
mi solleva lentamente dalla notte tranquilla,
con il silenzio che mi porto negli occhi,
pieno di voci in punta di piedi
che attendono un volo senza ritorno.
Come l'animale prigioniero della rete,
vivo l’amore chiuso nel silenzio,
un silenzio che forse non cancella
l’espressione disperata delle gesta.
No, non è solo il mio pensare,
ma è qualcosa che vive più forte di me,
oltre il voler pensare e oltre il voler credere.
Vivo, profondo, forte e sincero in tutta la sua amarezza,
inarrestabile come l’onda, è il desiderio di amarti.
Sei tu stella caduta in questo mare,
con la tua luce che allarga il giorno e scalda il mio cuore,
a condurmi ogni giorno sulla riva dei sogni.
Quando mi appari, nel lampo di gioia
mi confondo e mi perdo.
Vorrei nascondere tutto, tranne noi,
e far parlare solo i cuori.
Invece, confuso e agitato,
devo nascondere le voci nel silenzio,
per poi coprirle con il vuoto.
La mia voce cammina dentro lo sguardo
e nei suoi passi vive il suo pianto
in una luce che si allontana,
lasciando lacrime come carezze
lungo il sentiero, che sarà, dei ricordi.
Solo, come il tramonto che vede la propria luce andar verso l’eterno,
e per chi mi ricorderà solo per ciò che ha visto,
attendo qui, immerso nel silenzio che domina il profondo,
il prossimo incontro con l’aurora.
«Je t'ai toujours aimé, comme la fleur au Soleil.
Tu me manqueras toujours, comme le Soleil à la fleur.
En silence.
Ti ho sempre amata, come il fiore al Sole.
Mi mancherai sempre, come il Sole al fiore.
In silenzio.»
... e così, tra poco, arriva Natale. Il Santo Natale. Il dilemma dei doni, cosa potrà piacere, cosa farà di certo schifo, "questo è bello ma costa", "questo è accessibile ma fa schifo". Il solito teatrino di tutti gli anni, per vivere, come al solito, il carrozzone di finti sorrisi e sorprese autoindotte. Ormai sono due anni che vi scrivo da questa 2 metri per 2, fratelli, e anche quest'anno ne ho sentite di tutti i colori.
... ma anche quest'anno, se qualcuno di voi avesse la malsana idea di regalare una pelliccia (magari cinese, che costa meno...) alla propria "amata" (magari sperando che diventi più figa e meno acida, e sperando che la pelliccia porti anche un abbonamento annuale di pompini), vorrei che buttasse un occhio qui http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/
Per chi, invece, possiede ancora un cuore malato che batte, consiglio di andare qui http://www.infolav.org/lenostrecampagne/pellicce/petizioneallevamenticina/ e di scrivere 2 righe.
... e non dite che non ve l'avevo detto... come pure non dite cazzate del tipo "la pelliccia è sempre la pelliccia" oppure "un diamante è per sempre".
Sì.... è per sempre.
...come un Vaffanculo.
Santa Jack
Tua madre ce l'ha molto con me
perché sono così e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.
La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.
E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi "Ciao come stai ", insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.
I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po' strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
"Sono loro stasera i migliori che abbiamo? ".
E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell'imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.
E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l'ho già regalato
e lo stesso quei due peli d'elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.
Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
Ho imparato che si può capire molto di una persona dalla maniera in cui affronta queste tre cose: una giornata piovosa, la perdita del bagaglio, l'intrico delle luci dell'albero di Natale.
Ho imparato, a proposito della relazione con i propri genitori, che ci mancheranno quando saranno usciti dalla nostra vita.
Ho imparato che semplicemente sopravvivere, è diverso da vivere.
Ho imparato che la vita qualche volta consente una seconda chance.
Ho imparato che non si può affrontare la vita con i guantoni da baseball su entrambe le mani: si ha sempre bisogno di gettare qualcosa dietro le spalle.
Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione col cuore, generalmente faccio la scelta giusta.
Ho imparato che anche quando non sto bene, non devo stare da solo.
Ho imparato che ogni giorno si dovrebbe uscire ed avere contatti con qualcuno. Le persone gradiscono molto un abbraccio, o anche semplicemente una pacca sulle spalle.
Ho imparato che ho ancora molto da imparare.
Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.
ho imparato a fare a meno, fratelli;
....a dimenticare
...a stamparmi addosso un'indifferenza voluta
ho imparato che non ci si deve aspettare nulla
mai
perchè noi uomini e donne siamo esseri imperfetti
ho imparato che la delusione c'è
che il tradimento anche
fanno parte della vita
che le persone dicono bugie
e mentono a se stessi
ho imparato a parlare sempre
a non tenermi mai dentro niente
ho imparato a chiarire
a dire la verità
ad amare l'onestà...
ho imparato a non scappare davanti alle cose che non mi piacciono
ho imparato a crescere
ho imparato che la paura di vivere a volte ci fa morire dentro
...ho imparato
che dare non vuol dire mai avere
ho imparato ad ascoltare
a capire.....
ho imparato tante cose
e tante altre dovrò imparare
...ho imparato a fare di tutto
a curarmi
a pensare di più a me stesso
ho provato ad odiare
a tradire
ho imparato che non si può essere diversi da come si è
ho imparato l'umiltà
conoscendo la solitudine
ho imparato ad amare la solitudine
ho imparato cosa vuol dire guardarsi allo specchio e non vedere nulla
e cosa vuol dire diventare il nulla...
Ho imparato a dire Ti Amo
senza averne paura
ho imparato cosa vuol dire mettersi in discussione
e cosa voglio o non voglio
Ho imparato che è meglio il silenzio a tante bugie.
Ho imparato a consigliare il miglior coltello a chi me lo stava trafiggendo nel petto.
Ho imparato a sorridere e a rimanere freddo nonostante vedessi lontano, all'orizzonte, una tempesta avvicinarsi.
Ho imparato a lucidare la pistola nel cui corpo c'era un proiettile che riportava il mio nome.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando verrà distrutto questo mio vuoto mondo, infelicemente starò morendo.
Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva
con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva
con la radio che ronzava
per il mondo cose strane
e il respiro del tuo cane che dormiva.
Coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane
con il tuo bambino biondo a cui ha donato una pistola per Natale
che sembra vera
con il letto in cui tua moglie
non ti ha mai saputo dare
e gli occhiali che tra un po' dovrai cambiare
Com'è che non riesci più a volare
Con le tua finestre aperte sulla strada
e gli occhi chiusi sulla gente
con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
la tua coda di ricambio
le tue nuvole in affitto
le tue rondini di guardia sopra il tetto.
Con il tuo francescanesimo a puntate
e la tua dolce consistenza
col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
col permesso di trasmettere
e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da contare
Com'è che non riesci più a volare
Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo di parole complicate
la tua ultima canzone per l'estate.
Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali
con l'idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori
col tuo freddo di montagna
e il divieto di sudare
e più niente per poterti vergognare.
Com'è che non riesci più a volare