lunedì, maggio 29, 2006

Bon Jovi, fratelli, in una delle sue migliori canzoni...

They say that no man is an island
And good things come to those who wait
But the things I hear are there
Just to remind me
Every dog will have his day

The spirits they intoxicate me
I watched them infiltrate my soul
They try to say it's too late for me
Tell my guns I'm coming home

I swear I'm gonna live forever
Tell my maker he can wait
I'm riding somewhere south of heaven
Heading back to Santa Fe
It's judgement day in Santa Fe

Once I was promised absolution
There's only one solution for my sins
You gotta face your ghosts and know
With no illusions
That only one of you is going home again

And I blame this world for making
A good man evil
It's this world that can drive a
Good man mad
And it's this world that turns a killer
Into a hero
Well I blame this world for making
A good man bad

Now I ain't getting into heaven
If the devil has his way
I swear I'm gonna live forever
Heading back to Santa Fe
Got debts to pay in Santa Fe
It's judgement day in Santa Fe

So I save a prayer
For when I need it most
To the Father, Son
And the Holy Ghost
And sign it from a sinner
With no name

When I meet my maker
When I close the book
On the hearts I broke
And the lives I took
Will he walk away
'Cause my soul's
Too late to save

Now I ain't getting into heaven
If the devil has his way
I swear I'm gonna live forever
Heading back to Santa Fe
Got debts to pay in Santa Fe
It's judgement day in Santa Fe

postato da: donbairo alle ore 13:57 | link |
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giovedì, maggio 25, 2006

Le persone sole sono sole sia quando sono da sole sia quando sono in compagnia. Le persone sole vanno al cinema negli orari in cui sanno che non troveranno le coppie o altri accoppiati, oppure non ci vanno per niente, così come evitano i bar affollati e i ristoranti non self-service.
Le persone sole non sanno spiegarsi bene perché sono sole, ma in realtà sono sempre state sole, anche se non lo sanno o fingono di non saperlo. Non sanno se la loro solitudine sia il frutto di un oscuro disegno e anzi credono di essere normali come tutte le persone normali tranne che per il loro essere sole e invece sono anormali in tutto tranne che nella loro solitudine.
Le persone sole sono romantiche anche quando vogliono essere antiromantiche perché credono che prima o poi troveranno qualcuno, magari anche lui o lei una persona sola come loro, con cui abbandonare il paese della solitudine, ma si sbagliano spesso, e anche quando si accoppiano avvertono che c'è qualcosa che non quadra e la coppia si sfalda dopo poco tempo come un qualcosa che non c'è mai stato, un brutto sogno che si è avverato in un altro sogno.
Le persone sole sono diverse dalle persone da sole: chi è solo è solo perché deve, chi è da solo lo è perché vuole. Anche le persone da sole (o in compagnia) credono di essere sole, ma non è vero, e lo sanno, ma non lo dicono perché la loro finta solitudine è un altro modo, a volte parecchio intrigante e spesso interessante, per attaccare bottone con la vittima di turno. Quando invece dicono di essere sole pur essendo solo da sole è perché vogliono atteggiarsi a vittima, e rubare ancora una volta le luci del palcoscenico.
Le persone sole puzzano di solitudine lontano due metri e non aggregano e non si aggregano. Le ragioni della loro solitudine sono molteplici: è nel loro DNA familiare, ambientale, personale, caratteriale, sociale e anche economico a volte. Difficilmente sono sole le persone nate nei ceti alti e medio alti, come difficilmente sono sole le persone nate nei ceti bassi e bassissimi, anzi quasi mai. Le persone sole sono quasi tutte appartenenti ai ceti medio-bassi, chissà perché.
Le persone sole sono noiose perché parlano sempre di sé eppure trovano sempre il tempo per gli altri e nessuno se ne stupisce. Sono ripetutamente accusate invece di narcisismo e di egotismo, soprattutto da parte di chi solo non è, anche se a ben guardare questi due difetti dilagano peggio della grandine tra chi socializza e vive un'intensa attività a due a tre e a più che la metà basta.
Le persone sole non hanno capito che per non essere sole devono, o meglio avrebbero dovuto - e ormai è troppo tardi per recuperare il tempo perduto -sgomitare per arraffare ciò che ritengono sia loro di diritto, devono imparare a non dare la precedenza, a non rinunciare a niente se può essere loro utile, a cercare sempre e comunque il proprio vantaggio, a tutti i costi, in tutte le situazioni. E viceversa, a non fare ciò di cui sopra, se dovesse rivelarsi il metodo migliore per perseguire il proprio vantaggio.
Le persone sole credono, sbagliando, che la relazione con l'altro possa esistere all'interno di un vuoto come scambio alla pari e molte di loro nemmeno minimamente immaginano che cosa si nasconde nel campo di battaglia della sopraffazione all'insegna del quotidiano do ut des che si cela dietro le mentite spoglie delle "relazioni". L'economia dei sentimenti prevede solo scambi sinallagmatici e mai parallagmatici, ma le persone sole sono cattive amministratrici dei sentimenti e passano dall'eccessiva parsimonia alla stravagante prodigalità senza mai capire che in ogni caso stanno sbagliando: il bravo economo delle relazioni non dà mai più di quel che è necessario e non prende mai meno di quello che riesce a strappare senza fare la figura del morto di fame.
Le persone sole sono veramente sole perché non hanno nemmeno se stesse, ma solo il fantasma di se stesse: è questo il prezzo da pagare per chi non ha imparato a prevaricare sugli altri senza darlo a vedere.
Le persone sole rompono le palle a chi non è solo perché parlano sempre della loro solitudine, un altro fantasma più vivo e più vero di ogni cosa viva e vera, e alle persone che non sono sole i fantasmi non interessano se non come mezzo per rendersi interessanti agli occhi di chi vogliono conquistare. Le persone sole dovrebbero anche imparare a stare da sole coi loro fantasmi, ma nonostante tutti gli sforzi non ci riescono mai, perché invece di disperarsi restano inguaribili ottimisti e credono che gli altri esistano anche per loro.
Le persone sole sono generalmente assai più sensibili e colte della media, anche se non necessariamente perché sono sole, e questo a volte le rende interessanti e desiderabili da chi non è solo. Ma è sempre uno sbaglio o un abbaglio nel quale le persone sole cadono facilmente perché la loro sensibilità e la loro cultura non serve loro assolutamente a niente se non ad avere una percezione più acuta della loro solitudine.
Le persone sole scrivono diari e lettere, di solito pessima poesia e raramente grande letteratura perché non si rendono conto che gli altri sono terreno di conquista non pacifici ascoltatori o docile pubblico.
Le persone sole vivono vite di quieta disperazione o di cieca inettitudine, ma in un caso o nell'altro ritengono che va bene così anche quando non va bene. Sono sole perché anche quando hanno grandi energie non sono state capaci di canalizzarle e di indirizzarle verso la se-duzione, il condurre-a-sé che le libererebbe dalla loro condizione di persone sole. Ma a questo pensano raramente, e perdono tempo invece a maledire l'ingrato destino.
postato da: donbairo alle ore 19:35 | link |
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martedì, maggio 23, 2006

vento
amico mio
tu che porti nell'aria
il folle odor di fiori secchi
vento nemico mio
che hai portato via da me
l'ultimo soffio di vita
che giaceva inerme nel mio letto
vento mia unica e ultima speranza
dì a colei che amai che ormai l'ho dimenticata
ma ti prego, no, vento
non dirle
che l'ho fatto piangendo.
postato da: donbairo alle ore 22:52 | link |
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La si vedeva ogni mattina
col suo cappotto verde e delle eccentriche scarpe rosse
da quasi 20 anni alla finestra con il rosario al petto e una preghiera in gola
la si vedeva ogni mattina andare incontro all'uomo della posta e tornare delusa
da quasi 20 anni nell'attesa di una notizia possiam chiamare dolorosa
sembrava fosse giunto un angelo a farle visita
aveva occhi grandi e un corteo di nuvole
contornava enormi ali bianche

nell'impetuoso fluire del tempo
nutriva la speranza che tornasse quel figlio disperso al fronte
nei pomeriggi dalla sua finestra
fissava un punto conteso
tra idillio e noia

sembrava fosse giunto un angelo a farle visita
aveva occhi grande e un corteo di nuvole
contornava enormi ali bianche
celestiale sembianze
intensi occhi grandi custodi di un addio

sembrava fosse giunto un angelo
a farle visita aveva occhi grandi e un corteo di nuvole
contornava enormi ali bianche
celestiale sembianze
intensi occhi grandi custodi di un addio
custodi di un addio.

postato da: donbairo alle ore 19:23 | link |
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lunedì, maggio 22, 2006

Nella mia vacanza ho portato un bloc-notes, dove scrivevo la versione cartecea del blog, fratelli (molto meno tecnologico, ma vuoi mettere la suggestione?); il secondo giorno ho scritto poche righe, ma in quel giorno e in quel clima vi assicuro che è stato molto emozionante.

"Amore, mio Sole nel giardino dei piaceri.
Non è forse ora di
spegnere la luce del futile
per godere dei raggi della Vita?
Forse non tutti hanno bisogno
di vivere per esistere.

Se solo potessi spegnerei il sole affinchè tu sia l'unica ad illuminare la mia vita,
se solo potessi ruberei le stelle cosicchè siano i tuoi occhi i soli astri del cielo,
se solo potessi prenderei la luna per farla specchiare nel tuo sorriso,
potrei fare tutto questo.... solo se tu lo volessi.

Sorgi o pallida luna e veglia,
veglia su chi, dormiente e sognatore,
ama chi non può amare, brama chi non può avere.
Sogna, o uomo, di colei che t'inebria l'anima,
sogna di colei che ti spezza il cuore.
Sorgi ora o maestoso sole a rischiarar il novello giorno,
sorgi a rischiarar le menti di color che stanno ancor sognando,
son desti e nn lo sanno..... "

Ci sono più morti che camminano tra la terra e il cielo che gente sotterrata, fratelli.

postato da: donbairo alle ore 19:07 | link |
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domenica, maggio 21, 2006

In ogni coppia che si rispetti esistono, per ognuno dei due partner, degli esseri immaginari con i quali si è costrette/i a confrontarsi quotidianamente, almeno fin quando non si deciderà di rassegnarsi o, più raramente, stupirsi.

Questi esseri, spesso descritti come angeli celestiali, dotati di qualità sovrannaturali inserite in corpi alati e meravigliosamente modellati dal Creatore, vivono come fantasmi sotto il vostro tetto, si aggirano per le stanze e soprattutto, maledetti loro, hanno compiuto già tutti i gesti che state per fare, hanno già avuto le idee che vi stanno per venire, hanno affrontato tutti i problemi che vi stanno per capitare, superandoli brillantemente.

Questi esseri sono al tempo stesso il vostro peggior nemico e l’unità di misura in base alla quale il vostro partner vi misurerà. E voi sapete bene che contro un fantasma non c’è alcuna possibilità di vittoria.

Nonostante ciò analizzeremo ora alcune tipologie di nemico, per verificare se esistono o meno margini di successo (la risposta è “No” ma se ve lo dicessi ora non avrebbe senso continuare).

I fantasmi di lui

Una donna si conquista solo passando per il suo cuore. Potete tranquillamente saltare il cervello (facile, direte voi, quante possono dire di averlo?), il corpo (benché qualche apprezzamento velato faccia sempre indubbiamente piacere), ma guai a voi se le negate il sentimento, non cederà mai. Al giorno d’oggi sempre più spesso gli uomini lasciano credere di essere innamorati stando ben attenti, però, a non pronunciare le fatidiche parole “ti amo”, proprio perché sanno che, diversamente, non riuscirebbero mai ad ottenere la porzione di corpo femminile che tanto li attira. Non dirlo chiaramente, poi, aiuta nel momento di tagliare la corda. Logico e consequenziale, quindi, che i fantasmi con cui avrete a che fare combatteranno sul campo dei sentimenti.

Il primo amore, il grande amore, l’ex amore. Ogni possibile abbinamento con la parola amore può saltar fuori a tradimento e pugnalarvi alle spalle. Esistono ancora casi, invero decisamente rari, in cui il fantasma ha la faccia da pastore protestante di suo padre, ma è un fenomeno in netta recessione, vuoi perché le ragazze svecchiano il museo delle cere ormai già dall’adolescenza, vuoi perché diciamocelo, i padri di oggi tutto sembrano tranne che degli eroi. Magari sono capaci di urlare improperi devastanti per un parcheggio svanito sotto il naso, ma sono pronti a chiudere occhi e orecchie di fronte a qualsivoglia responsabilità sociale e familiare.

Il primo amore è un avversario abbastanza agevole da superare, se non altro perché si tratta di un ragazzino sedicenne che fu capace solo di scrivere dediche su un diario, regalare audiocassette fatte in casa e baciare a fior di labbra. Certo, la poesia di quel meraviglioso periodo voi, indubbiamente, non sarete mai capaci di ricrearla, specie avendo le mani a coppa sulle sue tette e la lingua ad operare una tracheotomia. Potreste anche vincere, se riusciste a distruggere tutti i diari che lei conserva gelosamente in soffitta, o le foto della gita ad Assisi, dove lui arriva raggiante dietro di lei con un mazzetto di margherite appena colte. Ma non ci riuscirete mai. Una tecnica può essere quella di chiederle in prestito i diari, per fingere di volerli leggere con calma, con la scusa di volervi appropriare di un periodo in cui non potevate essere con lei. Questo farà molto colpo sulla ragazza. Certo che quando si accorgerà del falò in giardino lo stesso colpo toccherà a voi. E non sarà piacevole.

Il Grande Amore, cari amici, è il nemico più terribile. Già perché se lei vi paragona, sospirando, al suo Grande Amore, questo già significa che non lo siete voi. Per di più spesso e volentieri la separazione dal Grande Amore è avvenuta per cause indipendenti dalla volontà dei due ragazzi, con tutto il corredo di intrighi familiari, partenze per l’estero, addii consumati tra le lacrime che fanno molto Romeo e Giulietta. Dovreste essere un uomo eccezionale, per battere il Grande Amore, ma l’ossimoro purtroppo non è praticabile. Molto più facile trovare del ghiaccio bollente. Perché vedete, c’è una cosa che dovete sapere, del Grande Amore di una donna: non è mai contemporaneo. Il Grande Amore di noi donne, per esserlo veramente, dev’essere volto al passato.

L’ex ragazzo-fidanzato-marito, invece, è un povero diavolo come voi che ha l’indubbio vantaggio di non pesare più sui fragili nervi della vostra amata con la sua presenza e basta solo questo a renderlo preferibile. Un uomo di discrete qualità, mediamente intelligente, potrebbe anche aver ragione dell’ex, a patto però di fare cose che l’altro non ha avuto il coraggio di fare. Alcuni esempi? Sposarla, darle dei figli, portare un onesto stipendio a casa. In questo caso sarà addirittura possibile che lei parli bene di voi con sua madre, magari dicendo: è un uomo solido, stabile, su di lui ci posso veramente contare. Certo, Carlo a letto era una forza della natura, ma non si può avere tutto dalla vita.

Guardate la vostra amata adesso, mentre sospira e vi sembra che abbia lo sguardo perso nel vuoto e siatene certi: sta pensando a lui, a Carlo.

postato da: donbairo alle ore 22:10 | link |
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La vita: questa breve parola tra il silenzio,
questa pausa tra l’eterno nulla,
questa luce che brevemente
illumina l’infinito.
Le ore, i giorni, il tempo,
continui e lenti,
la notte, l’inverno, il cielo
uguali e spenti.
postato da: donbairo alle ore 04:26 | link |
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sabato, maggio 20, 2006

"Lasciala andare, dai, senza dir niente. Lo vedo anch'io che è così, non c'è bisogno di dirlo. Così fuori fuoco, così distante, così perduto.

Chissà se è davvero  così, che finiscono i sogni. Chissà in quanti modi, finiscono i sogni. Se è così che si va via, e se bastano davvero un paio di valigie.

Attraversare i giorni che non tornano, mano nella mano, sperando di farcela, per andare dove…

Un piccolo passo di lato, e siamo fuori fuoco, appannati, distanti. Opachi, come gli occhi che queste lacrime non ne vogliono sapere di piangerle. Le porterò via, forse è meglio.

L'angolo basso dei tuoi occhi misura i passi che ci separano, gli anni che sciolgono i respiri e le catene, ma io non giro più intorno a te, il filo liso e spezzato giace in terra, tra la pagine di un libro che abbiamo scritto poco e letto ancor meno.

Ci credi tu, a quello specchio? Non sono io, quel volto stanco e malinconico ha preso il posto mio, che ho nascosto i sorrisi dietro i panni da lavare, attaccando i punti per una caffettiera da lasciare là in vetrina, dove nessuno la guarderà mai.

La senti anche tu, questa melodia? Racconta di noi, di quel che abbiamo dentro, della strada fatta, di quella solo sognata. Non siamo stati in nessun posto, forse perché nessun posto valeva questo, non siamo mai saliti in cima, perché niente era più alto di così. Di noi. Che adesso andiamo via, schiena contro schiena, verso il nulla che c'è, che c‘è sempre stato.

Solo che noi, insieme, non ci siamo mai accorti."

Grazie.

postato da: donbairo alle ore 15:17 | link |
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mercoledì, maggio 17, 2006

Bentornato, Jack...
postato da: donbairo alle ore 18:29 | link |
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Ho solcato tutte le onde della Rete: e mi son rotto le palle. Internet dà molto, ma si prende indietro tutto.

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