Credo sinceramente che nell'aria ci sia qualcosa che fa impazzire la gente; non mi spiego altrimenti come mai, tutte le persone che conosco, e non se ne salva una, fratelli, ragioni e si comporti in un modo a dir poco rivoltante e inspiegabile; da un minuto con l'altro, da una riga ad un'altra, come se uno spirito maligno si impossessasse delle loro menti, modificano i loro comportamenti, tagliano i rapporti, cambiano a vista d'occhio.
Dubbio. Inspiegabile dubbio. Tutti, tranne i rompicoglioni che pretendono di tutto e di piu, solo loro resistono e restano costanti e fedeli alla loro idea di noi; gli altri.... puff ... via diventano alieni.
Sinceramente, non capisco. E come dice Rett Butler, 'Francamente, me ne infischio'
Jack
chi mi fa fare tutto questo... talmente disarmante questo dubbio, che temo a mettere pure il punto di domanda..
tra poco andrò via ancora, fratelli, e spero che questa nuova esperienza sia migliore dell'ultima.
o delle ultime, tra quelle che si sono verificate (estate 04) e quelle che potevano verificarsi e non ci sono state per un soffio (estate 05).
non ho timori a scrivere dei miei programmi, fratelli, non è mai stato il mio forte nascondermi dietro a dei silenzi o a risposte che lasciano il tempo che trovano; cosi, tanto per darle.
potrei glissare e non scrivere piu nel blog, e poi riprenderne in mano le redini al mio ritorno, facendo finta che fosse passata una giornata e basta.
ma il travestimento da verme non mi entra piu, davvero, la muta è terminata e con essa sono finiti i rimpiattini e i posti oscuri dove nascondersi.
li lascio fare a chi ha qualche gioco sporco da portare avanti. si, gioco sporco e magari doppio. se non triplo.
un gioco che non ha vincitori; solo una presa in giro che serve a consumare il tempo in inutili circonlocuzioni puntati al vuoto. certe persone le vedrei bene in un'aula di tribunale, sapete?, ma non nelle vesti dell'imputato (anche se non vi nego che godrei nel vedere alcune di loro scontare l'immaginaria pena di 'omissione di soccorso verso un'anima in cerca di aiuto, ma che ha avuto la sfortuna di trovare voi'; pena inflitta: umiliazione, disperazione, attesa, rabbia, nostalgia, rassegnazione, da portare a spasso tutti i santi giorni per le vostre vene), no, ma come avvocato, talmente brave a girare le frasi, a infilare in bocca parole mai dette (ed è l'unico momento in cui dimostrano di saper usare la bocca).
che mercanteggino il loro corpo (come se fosse cosi attraente da meritare un'asta che premia il miglior offerente), che vendano la loro anima e i loro sorrisi.
che facciano credere che la loro vita sia pregna, nonostante si portino appresso il cellulare anche quando pisciano. che credano di tutto cuore che sia corretto barattare un cuore con un numero di cellulare.
'Ha fatto un bell'affare, signorina, queste 10 cifre scritte nel suo telefono le scalderanno molto più di qualsiasi altro calore umano'.
gli squarci sulle mie braccia hanno liberato litri e litri di sangue, riversi sul pavimento. col tempo si sono chiusi, e il sangue è rinato.
pulito.
pulito, dopo le rivelazioni: umiliazione.
pulito, dopo gli schianti: disperazione.
pulito, dopo le vane speranze: attesa.
pulito, dopo il rifiuto della realtà: rabbia.
pulito, dopo i ricordi che ti mordono il culo prima di dormire: nostalgia.
pulito, dopo la dura accettazione della realtà, come mandare giù un masso: rassegnazione.
ora sono qui, rinato. e non sto più a queste regole, a questi orrendi giochi. Non sarò più complice del mio omicidio.
vi lascio con 2 righe di vera poesia, fratelli, e auguro che il sole arrivi a scaldarvi.
"io per lei, avrei sfidato il mare, e con lei avrei capito cosa è mai una rosa;
io per lei avrei ballato pure per la strada, e con lei sarebbe stata tutta un'altra cosa..."
Ricevo questa lettera da uno dei tanti schiavi moderni. Lavorava 56 giorni (di otto ore) al mese, belin. Ma questa è fantascienza, fantalavoro, fantacapitalismo. Quando ho letto la mail non ci volevo credere, pensavo a uno scherzo di Paolo Villaggio. Ho telefonato al ragazzo che ha confermato tutto e mi ha detto di mettere per esteso il suo nome. Se la Lidl vuole scrivere una replica la pubblicherò.
“Mi presento:mi chiamo Emanuele D., sono pugliese, ho 32 anni, laureato in Economia e Commercio e vivo a Bologna da quando ho un anno. Adesso ho un problema: hai mai sentito parlare della Lidl? E' una società tedesca che si occupa della grande distribuzione di prodotti quasi esclusivamente alimentari, in Italia è famosa per i suoi discount ma non solo.. A dicembre 2005 vengo contattato dai dirigenti della società per fare un colloquio "di sicuro interesse", così comincia tutto:mi offrono 29000 euro l'anno, automobile aziendale, buoni pasto e tutti i benefits del caso per diventare quello che chiamano il Capo Settore, ossia, un quadro intermedio con le stesse mansioni di un capo area ma responsabile di una area provinciale non regionale. Il 15 dicembre lascio il mio vecchio lavoro "responsabile di reparto" in una catena di distribuzione di elettronica, a tempo indeterminato, ed il 2 gennaio approdo da questi tedeschi! Da quel giorno la mia vita viene stravolta! Tutte le mattine in piedi alle 5.00, la mia giornata inizia con lo scarico di camion pieni di merce, naturalmente da solo e con la forza delle braccia, poi sistemo il banco della frutta, del pane e le vasche della carne ed anche qui sollevo chili e chili di merce. Alle 9 apre il negozio al pubblico e solo allora iniziano ad arrivare i primi dipendenti (naturalmente tutti in formazione, con mille dubbi e domande alle quali devo rispondere io)e fino alle 21 il mio impegno è rivolto ad ogni singola mansione presente all'interno di un supermercato. Ovviamente se ho un po’ di tempo mi offrono di andare a pulire il parcheggio scoperto del negozio, perchè d'inverno con la neve è difficile per i clienti parcheggiare. Se rimane del tempo posso anche mangiare qualcosa, chiaramente dopo le 15.30 perchè a pranzo arriva un altro camion da scaricare.
Dopo la chiusura mi occupo di risistemare tutto il negozio (1286 mq) affinché sia perfetto per l'apertura del giorno successivo. Il negozio che mi viene affidato ha anche la fortuna di essere sotto personale a causa del forte turnover e così dopo le 21 sono sempre da solo a lavorare. Se tutto va bene, finisco per le 22.30, se tutto non va bene alle 22.30, quando credo di aver finito la mia giornata, arriva il controllo notturno, ossia un collega che ha il compito di valutare il tuo operato, che non è mai soddisfacente e così te ne rimani fino a notte inoltrata nel tentativo di fare qualcosa di soddisfacente, ricordandoti che il motivo della tua permanenza è solo la tua negligenza.
Ci sono anche le giornate di inventario notturno in cui dalle 5 della mattina si va letto alle 3.30 per ricominciare tutto dopo 1 ora e mezza.
Il giorno di riposo che mi spetta in realtà è bene non utilizzarlo per risparmiare qualche nottata lavorativa, la domenica non è il giorno di Dio, ma il giorno di chiusura della filiale e non si va a messa ma si approfitta dell'assenza dei clienti per fare altri inventari o rifacimenti.
In questo frangente mi capita un lutto in famiglia, per il quale mi spettano 5 giorni visto il viaggio a Brindisi che devo fare, ma i miei superiori hanno pensato che 3 giorni potessero essere più che sufficienti e al mio ritorno mi accusano di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per i 3 giorni successivi.
Mi capita anche un infortunio, e devo chiedere il permesso di assentarmi dal negozio per andare al pronto soccorso a mettere qualche punto alla mia mano, permesso che mi viene accordato dopo 2 ore e, al mio ritorno dall'infortunio, vengo accusato di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per tutto il periodo di degenza.
Questa non è solo la mia esperienza, infatti abbiamo iniziato la formazione in 83 in tutta Italia (13 in Emilia Romagna) ed a oggi ci sono solo 24 persone (3, me compreso in Emilia Romagna)che continuano ad aver la forza di fare tutto questo ogni mattina.
I costi dei prodotti riescono ad essere contenuti perchè l'azienda non è disposta a pagare straordinari (perchè se lavori di più è solo per colpa tua), festività non godute(perchè sei in formazione e più lavori più impari)..
La loro politica è quella del terrore, i dipendenti devono essere impauriti in modo da evitare ogni genere di rivendicazione o richiesta, infatti i sindacati non riescono ad avere una rappresentanza all'interno dei punti vendita.
Cercando in internet ho scoperto decine di testimonianze vicine alle mie, ed addirittura è stato pubblicato un libro "nero" lo Schwarzbuch, del quale è possibile trovare notizia anche su WIKIPEDIA, che racconta gli innumerevoli soprusi della Lidl nei confronti dei propri dipendenti.
Io all'ennesimo insulto ingiustificato, stanco di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno, di non avere nemmeno il tempo per recuperare le mie energie, a quattro giorni dal termine del fatidico periodo di prova, ho provato a contestare i loro comportamenti e così sono stato obbligato a presentare la lettera di dimissioni, cosa che sono riuscito a non fare solo grazie all'aiuto di chi ha vissuto con me questi orribili mesi, e che mi ha permesso di non cadere sotto i loro colpi.
Sono in malattia da quel giorno, ho bisogno di ritrovare l'equilibrio che loro mi hanno tolto, e sto affrontando la situazione con l'appoggio di un sindacato, che mi aiuta anche a contestare qualcosa che non mi aspettavo, il licenziamento arrivatomi via telegramma durante la malattia.
La loro politica va al di fuori di ogni logica di mercato,sfruttano le persone fino all'esaurimento e poi le buttano via, tanto per contratti così appetitosi trovano qualche altro ragazzo che pensa finalmente di poter costruire qualcosa per il suo futuro.
Quello che ora sto cercando è sicuramente di riprendermi da questa esperienza, ma vorrei far conoscere alla gente, ovviamente contenta di aver trovato il risparmio sotto casa, da dove questo risparmio viene; non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degni di un paese che ha la pretesa di far parte dell'unione europea (il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, è di 448 per una base oraria di 3,48 euro, con un contratto da 42 ore settimanali elastiche e l'inquadramento da quadro).
Vorrei scrivere un milione di altre cose, far parlare insieme con me decine di colleghi costretti alle situazioni più impensabili, ma spero almeno di aver aperto una strada per riuscire a far conoscere tutto questo, in modo che nessuno più si trovi nelle condizioni di dover sposare la società per cui lavora e doverLe riconoscere anche i "doveri coniugali".. passivi chiaramente..
Grazie per l'impegno che metti in quello che fai, per tutti.
Emanuele.
Ho molto lavoro da fare, in questo periodo, fratelli. L'estate diventa ancora piu rovente, con tutti sti siti da fare, e rischio di bruciarmi.
Ma, come ho scritto qualche post fa, 'in fondo, mi piace bruciare'.
Jack
Le prime luci dell'alba trafissero la stanza attraverso gli infissi appena accostati.
Un raggio di luce lo colpi' in pieno volto e lo fece riemergere da quella specie di letargo in cui era sprofondato.
Apri' con gran dolore gli occhi, quasi che quell'atto gli costasse tutto lo sforzo di cui era capace.
La vista del cielo terso del mattino e quel sole che brillava cosi' spavaldo, proprio li' di fronte alla sua finestra, ebbero su di lui lo stesso effetto di un maglio cadutogli in pieno petto.
Il letto e il resto della stanza erano in uno stato disastroso.
Le voci che provenivano dalla televisione erano lontanissime e confuse.
Sulle lenzuola, e sparse sul pavimento intorno, molte foto, alcune strappate, altre stropicciate.
Accanto al cuscino una fotografia di loro due, insieme. Lei sorrideva, gli teneva un braccio intorno al collo fingendo di strozzarlo.
Senti' quella morsa alla gola e gli manco' davvero il respiro.
Si ritrovo' seduto al centro del letto.
Quel pensiero che tante volte era riuscito a scacciare via, tra le intenzioni da regalare all'oblio, si faceva ora sempre piu' prepotentemente avanti, sempre piu' forte, era la soluzione a tutto.
L'aveva persa per sempre, questa volta, e con lei aveva perso l'unico appiglio che teneva la sua anima lontana dalla disperazione.
Non c'era altra scelta che farlo. Si', ma come? Dove?
Un luogo, un'atmosfera amica gli si fecero chiari nella mente.
Dietro i loro visi, sullo sfondo della foto, c'erano i pescatori intenti a lavorare alle reti.
Al borgo, sarebbe andato li'. Come tante volte aveva fatto, incamminandosi con il cuore a mille, contento di incontrarla.
Questa volta, pero', avrebbe incontrato solo il suo ricordo, il fantasma del loro amore.
Si vesti' ed attese la sera.
Con il calare delle tenebre muto' anche il tempo e l'acqua che cadeva fitta dal cielo lo accompagno' nell'acqua nel suo ultimo appuntamento.
Tra le barche a pancia all'aria
rauco il vento s'infilò
l'ultima boccata forte
poi le scarpe si cavò
con le mani stanche cariche di vene
i vestiti ripiegò
come chi non ha più fretta
verso il mare camminò
la schiuma gli si fece incontro
e i suoi piedi incatenò
gli occhi acquosi di tristezza
oltre quel cielo
un altro cielo lui cercò
ti seguirò ...
se tu lo vuoi ...
dovunque andrai ...
io ci sarò ...
strinse intorno a se le braccia
poi nell'acqua scivolò
i treni partiti senza portarci via
non si fermeranno più qua
finché la certezza non ci addormenterà
e ancora la pioggia cadrà
il riflesso della luna
nel suo solco lo guidò
pallide le spalle magre
contro l'orizzonte andò
un silenzio nero come il culo dell'inferno
e lui si accompagnò
io non lo so ...
cosa non va ...
che cosa c'è ...
e che sarà ...
metro dopo metro spinse il cuore
e la notte attraversò
i sogni sognati con tanta ingenuità
marciscono in fondo a una via
finché la paura non ci abbandonerà
e ancora la pioggia cadrà
con bracciate più rabbiose
il suo corpo trascinò
e sfidò la nebbia densa
che pian piano lo abbracciò
le speranze mezze uccise dalla vita
tra le onde abbandonò
non ti amo più ...
non sono tua ...
che cosa vuoi ...
vattene via ...
si aggrappò sfinito al suo dolore
ed il mare lo ingoiò ...
puoi darmi un grammo d'aria fina
la nostalgia di un luna park
una nota blues persa in un cortile
le storie del l'ultimo tram?
puoi darmi un briciolo d'autunno
le voci di una birreria
la fotografia di quei tuoi segreti
un goccio di curiosità
od un vetrino blu
per colorare il cielo?
puoi darmi un 'isola per i pensieri miei
o una girandola che non si ferma mai?
no tu non puoi non puoi
non dire che ce la farai
non dirlo mai...
mai...
puoi darmi un raggio del tuo sole
la fine di una galleria
la fragilità... della prima neve
o l'agonia di un venerdì
un soldo di poesia o un poco del tuo amore?
puoi darmi il numero della felicità...
la noia di città dietro a un semaforo
no tu non puoi non puoi
non dire che ce la farai
ma resta qui se puoi...
...se tu lo vuoi...
Se esiste un dio, conosce l'anima che c'è in me. sa che amo la notte, non intesa come 'discoteca e luci colorate'.
La notte come silenzio che urla, la notte come immenso fermo immagine nel quale viaggi con la tua auto e la tua immaginazione. Tutto fermo, tutto fiocamente illuminato da luci gialle di distributori, sbiadite come dentro ad un ricordo.
Se esiste un dio, ha osservato fino ad ora quel che è successo; e, sempre se esiste un dio, sono sicuro che comprende le mie reazioni, anche quelle che fanno storcere il naso alle persone accanto a me. Quelle reazioni che ti fanno guadagnare l'appellativo di 'pazzo' o 'malato di mente'.
Se esiste un dio, mi conosce e sa quel che ho fatto, nel bene e nel male. Sa quando mi sono rialzato in piedi e sa quando ho voluto 'lasciare la mano' e preferire il silenzio a tante parole belle quanto inutili. Se esiste, si ricorda quanti progetti ho immaginato, quanti ne ho cercato di iniziare, e conosce l'abisso tra quelli che hanno davvero preso il volo, seppur per poco tempo, fino a sciogliersi come un castello di sabbia aggredito dalla marea.
Se esiste un dio, saprà ascoltarmi, e saprà perdonarmi se l'avrò deluso in qualcosa.
Se esiste un dio, non sarà deluso di me se avrò preferito la via della solitudine, piuttosto che svendere il mio cuore in vicoli ciechi di amicizie vuote e tentazioni anacronistiche.
Se esiste un dio, conosce il peso delle catene e l'apnea di un nodo alla gola.
Ma, se esiste un dio, e non muove un dito per cambiare le cose, allora la colpa di tutto questo è anche sua.
"Insomnia" Jack