lunedì, luglio 31, 2006

Sono un buttafuori di amori infranti
sotto le mie mutande ho due coglioni giganti
quando guardo la tele vedo facce importanti
non capisco i discorsi e resto tra gli ignoranti
quanti simpatizzanti di manifesti americani
ma cosa pensi ad invogliarmi vengo dai portici ercolani
voglio andare dove a chi ruba staccano orecchie gambe e mani
potrai avere una moglie zitta se fossi nato tra gli afghani

ma solo troie di qua vedo mignotte di la
con me chi ci proverà io non avrò pietà
incontro troie di qua vedo mignotte di la
ma non dobbiamo accontentarci di queste zoccole

Alla televisione vogliono farci abboccare
dicono cose assurde del tipo prova anche tu a sfondare
alla porta chi bussa torna quando sei un pò cresciuta
ma questa velina russa che faccia da prostituta
come dirò a mio figlio che esistono i pedofili al mondo
oggi che in galera ci vai soltanto per stupro
la mia ex fidanzata adesso sta a capo verde
perchè è una vita che sogna il negro dentro il suo imbuto..eh già

solo troie di qua vedo mignotte di la
con me chi ci proverà io non avrò pietà
incontro troie di qua vedo mignotte di la
ma non dobbiamo accontentarci di queste zoccole

Cazzo cosa darei per avere qui una vera donna
al posto di stupide minorate minorenni in minigonna
fanno tanto le emancipate e poi che vergogna
quando a letto le spogli è più maiala mia nonna
dimmi tu cosa pensi di quel padre di famiglia
che andava a cuba a farsi le ragazze più giovani della figlia
quando vent'anni fa prometteva fedeltà alla moglie
ma non esiste marito che non sia mai andato a troie
è già..

solo troie di qua vedo mignotte di la
con me chi ci proverà io non avrò pietà
incontro troie di qua vedo mignotte di la
ma non dobbiamo accontentarci di queste zoccole
postato da: donbairo alle ore 01:47 | link |
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domenica, luglio 30, 2006

A malincuore, dedicato alla mia ex...

Ora che sarai un po' sola
Tra il lavoro e le lenzuola
Presto dimmi tu come farai ?
Ora che tutto va a caso
Ora non sono più un peso
Dimmi quali scuse inventerai ?

Inventerai che non hai tempo
Inventerai che tutto è spento
Inventerai che ora ti ami un po' di più
Inventerai che ora sei forte
E chiuderai tutte le porte
Ridendo troverai una scusa
Una in più..

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando il nostro lago non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l'ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora

Qualche cosa ti consola
Con gli amici il tempo vola
Ma qualcosa che non torna c' è
C' è che ho freddo e non mi copro
C' è che tanto prima o dopo
Convincendoti ci crederai

Ci crederai che fa più caldo
Da quando non mi hai ormai più accanto
E forse è meglio
perché sorridi un po' di po' di più
un po' di più…

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando
il nostro lago non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l'ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
Ancora

E il mio ricordo ti verrà a trovare quando starai troppo male
Quando invece starai bene resterò a guardare
Perché ciò che ho sempre chiesto al cielo
È che questa vita ti donasse gioia e amore vero
E in fondo

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando
il nostro lago non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l'ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora

Ed ero contentissimo ma non te l' ho mai detto
E dentro urlavo
Dio ancora
Ancora
Ancora
postato da: donbairo alle ore 16:06 | link |
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Credo sinceramente che nell'aria ci sia qualcosa che fa impazzire la gente; non mi spiego altrimenti come mai, tutte le persone che conosco, e non se ne salva una, fratelli, ragioni e si comporti in un modo a dir poco rivoltante e inspiegabile; da un minuto con l'altro, da una riga ad un'altra, come se uno spirito maligno si impossessasse delle loro menti, modificano i loro comportamenti, tagliano i rapporti, cambiano a vista d'occhio.

Dubbio. Inspiegabile dubbio. Tutti, tranne i rompicoglioni che pretendono di tutto e di piu, solo loro resistono e restano costanti e fedeli alla loro idea di noi; gli altri.... puff ... via diventano alieni.

Sinceramente, non capisco. E come dice Rett Butler, 'Francamente, me ne infischio'

Jack

postato da: donbairo alle ore 01:32 | link |
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venerdì, luglio 28, 2006

lì dove si ode solo dei grilli il suono
un uomo si siede sottto un albero folto
è sera e tutti quanti già dormono
la pace lo avvolge lasciandolo contento

guarda al cielo le stelle molto lucenti
lo spettacolo del cielo gli toglie il fiato
prende allora la penna e la carta soliti
comincia a scrivere di un altro mondo

le stelle sono per lui ossigeno
tutto qui è una goccia nel deserto arido
i grillli invisibili piacevolmente cantano
e quell'uomo ora sereno sta pensando

al canto di quei grilli a ritmo scrive
la sua penna equivale a mille pugni dare
il suo animo non cerca trattative
ormai stanco pensa di mettersi a dormire
postato da: donbairo alle ore 19:15 | link |
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domenica, luglio 16, 2006

chi mi fa fare tutto questo... talmente disarmante questo dubbio, che temo a mettere pure il punto di domanda..
tra poco andrò via ancora, fratelli, e spero che questa nuova esperienza sia migliore dell'ultima.
o delle ultime, tra quelle che si sono verificate (estate 04) e quelle che potevano verificarsi e non ci sono state per un soffio (estate 05).
non ho timori a scrivere dei miei programmi, fratelli, non è mai stato il mio forte nascondermi dietro a dei silenzi o a risposte che lasciano il tempo che trovano; cosi, tanto per darle.
potrei glissare e non scrivere piu nel blog, e poi riprenderne in mano le redini al mio ritorno, facendo finta che fosse passata una giornata e basta.
ma il travestimento da verme non mi entra piu, davvero, la muta è terminata e con essa sono finiti i rimpiattini e i posti oscuri dove nascondersi.
li lascio fare a chi ha qualche gioco sporco da portare avanti. si, gioco sporco e magari doppio. se non triplo.
un gioco che non ha vincitori; solo una presa in giro che serve a consumare il tempo in inutili circonlocuzioni puntati al vuoto. certe persone le vedrei bene in un'aula di tribunale, sapete?, ma non nelle vesti dell'imputato (anche se non vi nego che godrei nel vedere alcune di loro scontare l'immaginaria pena di 'omissione di soccorso verso un'anima in cerca di aiuto, ma che ha avuto la sfortuna di trovare voi'; pena inflitta: umiliazione, disperazione, attesa, rabbia, nostalgia, rassegnazione, da portare a spasso tutti i santi giorni per le vostre vene), no, ma come avvocato, talmente brave a girare le frasi, a infilare in bocca parole mai dette (ed è l'unico momento in cui dimostrano di saper usare la bocca).


che mercanteggino il loro corpo (come se fosse cosi attraente da meritare un'asta che premia il miglior offerente), che vendano la loro anima e i loro sorrisi.
che facciano credere che la loro vita sia pregna, nonostante si portino appresso il cellulare anche quando pisciano. che credano di tutto cuore che sia corretto barattare un cuore con un numero di cellulare.
'Ha fatto un bell'affare, signorina, queste 10 cifre scritte nel suo telefono le scalderanno molto più di qualsiasi altro calore umano'.

gli squarci sulle mie braccia hanno liberato litri e litri di sangue, riversi sul pavimento. col tempo si sono chiusi, e il sangue è rinato.

pulito.
pulito, dopo le rivelazioni: umiliazione.
pulito, dopo gli schianti: disperazione.
pulito, dopo le vane speranze: attesa.
pulito, dopo il rifiuto della realtà: rabbia.
pulito, dopo i ricordi che ti mordono il culo prima di dormire: nostalgia.
pulito, dopo la dura accettazione della realtà, come mandare giù un masso: rassegnazione.

ora sono qui, rinato. e non sto più a queste regole, a questi orrendi giochi. Non sarò più complice del mio omicidio.

vi lascio con 2 righe di vera poesia, fratelli, e auguro che il sole arrivi a scaldarvi.

"io per lei, avrei sfidato il mare, e con lei avrei capito cosa è mai una rosa;
io per lei avrei ballato pure per la strada, e con lei sarebbe stata tutta un'altra cosa..."

postato da: donbairo alle ore 03:00 | link |
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venerdì, luglio 14, 2006

Ricevo questa lettera da uno dei tanti schiavi moderni. Lavorava 56 giorni (di otto ore) al mese, belin. Ma questa è fantascienza, fantalavoro, fantacapitalismo. Quando ho letto la mail non ci volevo credere, pensavo a uno scherzo di Paolo Villaggio. Ho telefonato al ragazzo che ha confermato tutto e mi ha detto di mettere per esteso il suo nome. Se la Lidl vuole scrivere una replica la pubblicherò.

“Mi presento:mi chiamo Emanuele D., sono pugliese, ho 32 anni, laureato in Economia e Commercio e vivo a Bologna da quando ho un anno. Adesso ho un problema: hai mai sentito parlare della Lidl? E' una società tedesca che si occupa della grande distribuzione di prodotti quasi esclusivamente alimentari, in Italia è famosa per i suoi discount ma non solo.. A dicembre 2005 vengo contattato dai dirigenti della società per fare un colloquio "di sicuro interesse", così comincia tutto:mi offrono 29000 euro l'anno, automobile aziendale, buoni pasto e tutti i benefits del caso per diventare quello che chiamano il Capo Settore, ossia, un quadro intermedio con le stesse mansioni di un capo area ma responsabile di una area provinciale non regionale. Il 15 dicembre lascio il mio vecchio lavoro "responsabile di reparto" in una catena di distribuzione di elettronica, a tempo indeterminato, ed il 2 gennaio approdo da questi tedeschi! Da quel giorno la mia vita viene stravolta! Tutte le mattine in piedi alle 5.00, la mia giornata inizia con lo scarico di camion pieni di merce, naturalmente da solo e con la forza delle braccia, poi sistemo il banco della frutta, del pane e le vasche della carne ed anche qui sollevo chili e chili di merce. Alle 9 apre il negozio al pubblico e solo allora iniziano ad arrivare i primi dipendenti (naturalmente tutti in formazione, con mille dubbi e domande alle quali devo rispondere io)e fino alle 21 il mio impegno è rivolto ad ogni singola mansione presente all'interno di un supermercato. Ovviamente se ho un po’ di tempo mi offrono di andare a pulire il parcheggio scoperto del negozio, perchè d'inverno con la neve è difficile per i clienti parcheggiare. Se rimane del tempo posso anche mangiare qualcosa, chiaramente dopo le 15.30 perchè a pranzo arriva un altro camion da scaricare.
Dopo la chiusura mi occupo di risistemare tutto il negozio (1286 mq) affinché sia perfetto per l'apertura del giorno successivo. Il negozio che mi viene affidato ha anche la fortuna di essere sotto personale a causa del forte turnover e così dopo le 21 sono sempre da solo a lavorare. Se tutto va bene, finisco per le 22.30, se tutto non va bene alle 22.30, quando credo di aver finito la mia giornata, arriva il controllo notturno, ossia un collega che ha il compito di valutare il tuo operato, che non è mai soddisfacente e così te ne rimani fino a notte inoltrata nel tentativo di fare qualcosa di soddisfacente, ricordandoti che il motivo della tua permanenza è solo la tua negligenza.

Ci sono anche le giornate di inventario notturno in cui dalle 5 della mattina si va letto alle 3.30 per ricominciare tutto dopo 1 ora e mezza.
Il giorno di riposo che mi spetta in realtà è bene non utilizzarlo per risparmiare qualche nottata lavorativa, la domenica non è il giorno di Dio, ma il giorno di chiusura della filiale e non si va a messa ma si approfitta dell'assenza dei clienti per fare altri inventari o rifacimenti.
In questo frangente mi capita un lutto in famiglia, per il quale mi spettano 5 giorni visto il viaggio a Brindisi che devo fare, ma i miei superiori hanno pensato che 3 giorni potessero essere più che sufficienti e al mio ritorno mi accusano di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per i 3 giorni successivi.
Mi capita anche un infortunio, e devo chiedere il permesso di assentarmi dal negozio per andare al pronto soccorso a mettere qualche punto alla mia mano, permesso che mi viene accordato dopo 2 ore e, al mio ritorno dall'infortunio, vengo accusato di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per tutto il periodo di degenza.
Questa non è solo la mia esperienza, infatti abbiamo iniziato la formazione in 83 in tutta Italia (13 in Emilia Romagna) ed a oggi ci sono solo 24 persone (3, me compreso in Emilia Romagna)che continuano ad aver la forza di fare tutto questo ogni mattina.
I costi dei prodotti riescono ad essere contenuti perchè l'azienda non è disposta a pagare straordinari (perchè se lavori di più è solo per colpa tua), festività non godute(perchè sei in formazione e più lavori più impari)..
La loro politica è quella del terrore, i dipendenti devono essere impauriti in modo da evitare ogni genere di rivendicazione o richiesta, infatti i sindacati non riescono ad avere una rappresentanza all'interno dei punti vendita.
Cercando in internet ho scoperto decine di testimonianze vicine alle mie, ed addirittura è stato pubblicato un libro "nero" lo Schwarzbuch, del quale è possibile trovare notizia anche su WIKIPEDIA, che racconta gli innumerevoli soprusi della Lidl nei confronti dei propri dipendenti.
Io all'ennesimo insulto ingiustificato, stanco di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno, di non avere nemmeno il tempo per recuperare le mie energie, a quattro giorni dal termine del fatidico periodo di prova, ho provato a contestare i loro comportamenti e così sono stato obbligato a presentare la lettera di dimissioni, cosa che sono riuscito a non fare solo grazie all'aiuto di chi ha vissuto con me questi orribili mesi, e che mi ha permesso di non cadere sotto i loro colpi.
Sono in malattia da quel giorno, ho bisogno di ritrovare l'equilibrio che loro mi hanno tolto, e sto affrontando la situazione con l'appoggio di un sindacato, che mi aiuta anche a contestare qualcosa che non mi aspettavo, il licenziamento arrivatomi via telegramma durante la malattia.
La loro politica va al di fuori di ogni logica di mercato,sfruttano le persone fino all'esaurimento e poi le buttano via, tanto per contratti così appetitosi trovano qualche altro ragazzo che pensa finalmente di poter costruire qualcosa per il suo futuro.
Quello che ora sto cercando è sicuramente di riprendermi da questa esperienza, ma vorrei far conoscere alla gente, ovviamente contenta di aver trovato il risparmio sotto casa, da dove questo risparmio viene; non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degni di un paese che ha la pretesa di far parte dell'unione europea (il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, è di 448 per una base oraria di 3,48 euro, con un contratto da 42 ore settimanali elastiche e l'inquadramento da quadro).
Vorrei scrivere un milione di altre cose, far parlare insieme con me decine di colleghi costretti alle situazioni più impensabili, ma spero almeno di aver aperto una strada per riuscire a far conoscere tutto questo, in modo che nessuno più si trovi nelle condizioni di dover sposare la società per cui lavora e doverLe riconoscere anche i "doveri coniugali".. passivi chiaramente..
Grazie per l'impegno che metti in quello che fai, per tutti.
Emanuele.

postato da: donbairo alle ore 10:58 | link |
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giovedì, luglio 13, 2006

Corriamo un po' le mani son sudate
e scivola il volante, non parli più
le luci in fila illuminano il tuo profilo stanco
le mani sono immobili i pensieri simili
non so se andranno via
le gallerie i fumi densi i buchi neri
e i tuoi discorsi strani, che hai fatto tu
ma che silenzio non sento il motore
e neanche più l'amore
son certo che è andato giù
a rompersi tra le ruote dell'autostrada.
non c'è non c'è più vitalità
qui tra noi due
non c'è più audio non c'è nessun programma
su tutte le frequenze in onda su di noi
non c'è non c'è più sole sulle parole afone e pallide
sei stata l'ultima a dire io ti amo
una volta purtroppo una volta sola.
nell'autogrill ci gira il vento intorno
urlando consonanti, ma che cosa ho
e tempo da matti c'è se giù
il sole sta nascendo lì fermo all'orizzonte che
guarda lontano e non ha paura.
non c'è non c'è più vitalità
qui tra noi due
non c'è più audio non c'è nessun programma
su tutte le frequenze in onda su di noi
non c'è non c'è più sole sulle parole afone e pallide
sei stata l'ultima a dire io ti amo
una volta purtroppo una volta sola.
postato da: donbairo alle ore 23:11 | link |
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mercoledì, luglio 12, 2006

Ho molto lavoro da fare, in questo periodo, fratelli. L'estate diventa ancora piu rovente, con tutti sti siti da fare, e rischio di bruciarmi.
Ma, come ho scritto qualche post fa, 'in fondo, mi piace bruciare'.

Jack

postato da: donbairo alle ore 23:25 | link |
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martedì, luglio 11, 2006

odio
si odio
della vostra paura
raccapriccio della vostra insensibilità
schifo della vostro odio inconfessato
stufo della vostra mediocrità
esasperato dalla vostra incoerenza
umiliato dal vostro bisogno di sottomettere
incompreso dal vostro ego
annichilito dal vostro cieco fanatismo
stremato dal vostro vendervi
martoriato dal vostro illudervi
ferito da voi fotocopie della vostra inconsistenza
eppure
eppure cosa sarei io senza di voi esseri umani?
postato da: donbairo alle ore 01:22 | link |
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lunedì, luglio 10, 2006

... a saperlo, mi sarei comprato il televisore da Mediaworld...
postato da: donbairo alle ore 03:39 | link |
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domenica, luglio 09, 2006

Campioni del Mondo.
postato da: donbairo alle ore 23:05 | link |
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Le prime luci dell'alba trafissero la stanza attraverso gli infissi appena accostati.

Un raggio di luce lo colpi' in pieno volto e lo fece riemergere da quella specie di letargo in cui era sprofondato.
Apri' con gran dolore gli occhi, quasi che quell'atto gli costasse tutto lo sforzo di cui era capace.

La vista del cielo terso del mattino e quel sole che brillava cosi' spavaldo, proprio li' di fronte alla sua finestra, ebbero su di lui lo stesso effetto di un maglio cadutogli in pieno petto.

Il letto e il resto della stanza erano in uno stato disastroso.
Le voci che provenivano dalla televisione erano lontanissime e confuse.
Sulle lenzuola, e sparse sul pavimento intorno, molte foto, alcune strappate, altre stropicciate.
Accanto al cuscino una fotografia di loro due, insieme. Lei sorrideva, gli teneva un braccio intorno al collo fingendo di strozzarlo.
Senti' quella morsa alla gola e gli manco' davvero il respiro.
Si ritrovo' seduto al centro del letto.

Quel pensiero che tante volte era riuscito a scacciare via, tra le intenzioni da regalare all'oblio, si faceva ora sempre piu' prepotentemente avanti, sempre piu' forte, era la soluzione a tutto.

L'aveva persa per sempre, questa volta, e con lei aveva perso l'unico appiglio che teneva la sua anima lontana dalla disperazione.

Non c'era altra scelta che farlo. Si', ma come? Dove?
Un luogo, un'atmosfera amica gli si fecero chiari nella mente.
Dietro i loro visi, sullo sfondo della foto, c'erano i pescatori intenti a lavorare alle reti.
Al borgo, sarebbe andato li'. Come tante volte aveva fatto, incamminandosi con il cuore a mille, contento di incontrarla.
Questa volta, pero', avrebbe incontrato solo il suo ricordo, il fantasma del loro amore.

Si vesti' ed attese la sera.

Con il calare delle tenebre muto' anche il tempo e l'acqua che cadeva fitta dal cielo lo accompagno' nell'acqua nel suo ultimo appuntamento.

 

Tra le barche a pancia all'aria
rauco il vento s'infilò
l'ultima boccata forte
poi le scarpe si cavò
con le mani stanche cariche di vene
i vestiti ripiegò
come chi non ha più fretta
verso il mare camminò
la schiuma gli si fece incontro
e i suoi piedi incatenò
gli occhi acquosi di tristezza
oltre quel cielo
un altro cielo lui cercò
ti seguirò ...
se tu lo vuoi ...
dovunque andrai ...
io ci sarò ...
strinse intorno a se le braccia
poi nell'acqua scivolò
i treni partiti senza portarci via
non si fermeranno più qua
finché la certezza non ci addormenterà
e ancora la pioggia cadrà
il riflesso della luna
nel suo solco lo guidò
pallide le spalle magre
contro l'orizzonte andò
un silenzio nero come il culo dell'inferno
e lui si accompagnò
io non lo so ...
cosa non va ...
che cosa c'è ...
e che sarà ...
metro dopo metro spinse il cuore
e la notte attraversò
i sogni sognati con tanta ingenuità
marciscono in fondo a una via
finché la paura non ci abbandonerà
e ancora la pioggia cadrà
con bracciate più rabbiose
il suo corpo trascinò
e sfidò la nebbia densa
che pian piano lo abbracciò
le speranze mezze uccise dalla vita
tra le onde abbandonò
non ti amo più ...
non sono tua ...
che cosa vuoi ...
vattene via ...
si aggrappò sfinito al suo dolore
ed il mare lo ingoiò ...

postato da: donbairo alle ore 16:02 | link |
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sabato, luglio 08, 2006

Stasera mi hanno detto che ho le mani carismatiche; che si vede a occhio che sono una bella persona e che trasmetto belle emozioni. Non sono in grado di interpretare il perchè di tale esclamazione, ma so per certo che erano mesi che non ricevevo complimenti e che è bastata questa frase per rendermi felice. Basta cosi poco per regalare un sorriso... Buonanotte, per chi ancora ha sonno, fratelli.
postato da: donbairo alle ore 04:03 | link |
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venerdì, luglio 07, 2006

puoi darmi un grammo d'aria fina
la nostalgia di un luna park
una nota blues persa in un cortile
le storie del l'ultimo tram?
puoi darmi un briciolo d'autunno
le voci di una birreria
la fotografia di quei tuoi segreti
un goccio di curiosità
od un vetrino blu
per colorare il cielo?
puoi darmi un 'isola per i pensieri miei
o una girandola che non si ferma mai?
no tu non puoi non puoi
non dire che ce la farai
non dirlo mai...
mai...
puoi darmi un raggio del tuo sole
la fine di una galleria
la fragilità... della prima neve
o l'agonia di un venerdì
un soldo di poesia o un poco del tuo amore?
puoi darmi il numero della felicità...
la noia di città dietro a un semaforo
no tu non puoi non puoi
non dire che ce la farai
ma resta qui se puoi...

...se tu lo vuoi...

postato da: donbairo alle ore 20:10 | link |
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giovedì, luglio 06, 2006

Se esiste un dio, conosce l'anima che c'è in me. sa che amo la notte, non intesa come 'discoteca e luci colorate'.
La notte come silenzio che urla, la notte come immenso fermo immagine nel quale viaggi con la tua auto e la tua immaginazione. Tutto fermo, tutto fiocamente illuminato da luci gialle di distributori, sbiadite come dentro ad un ricordo.

Se esiste un dio, ha osservato fino ad ora quel che è successo; e, sempre se esiste un dio, sono sicuro che comprende le mie reazioni, anche quelle che fanno storcere il naso alle persone accanto a me. Quelle reazioni che ti fanno guadagnare l'appellativo di 'pazzo' o 'malato di mente'.

Se esiste un dio, mi conosce e sa quel che ho fatto, nel bene e nel male. Sa quando mi sono rialzato in piedi e sa quando ho voluto 'lasciare la mano' e preferire il silenzio a tante parole belle quanto inutili. Se esiste, si ricorda quanti progetti ho immaginato, quanti ne ho cercato di iniziare, e conosce l'abisso tra quelli che hanno davvero preso il volo, seppur per poco tempo, fino a sciogliersi come un castello di sabbia aggredito dalla marea.

Se esiste un dio, saprà ascoltarmi, e saprà perdonarmi se l'avrò deluso in qualcosa.

Se esiste un dio, non sarà deluso di me se avrò preferito la via della solitudine, piuttosto che svendere il mio cuore in vicoli ciechi di amicizie vuote e tentazioni anacronistiche.

Se esiste un dio, conosce il peso delle catene e l'apnea di un nodo alla gola.


Ma, se esiste un dio, e non muove un dito per cambiare le cose, allora la colpa di tutto questo è anche sua.


"Insomnia" Jack

postato da: donbairo alle ore 03:53 | link |
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sabato, luglio 01, 2006

Il gelo
galoppava sui campi
le luci delle case
mischiate a stelle
due olive nere
gli occhi di lei
e lo bacio'
con l'anima sulle labbra
lontano un'eco di spari
gli disse cose
che lui non capi mai
un mazzetto di lilla'
l'imbarazzo e la paura
e la guerra quella sera
per un poco si fermo'...
per un po' guardateli
si cercano si sfiorano
si abbracciano
sotto un povero cielo
il tempo ando' via
e loro insieme la'
i rami che
graffiavano i vetri
sotto la gonna calde
le cosce bianche
ed il fucile
lasciato giu'
un berrettino blu
la miseria e la speranza
per la guerra fu abbastanza
li sorprese e li porto'....
li porto' via
guardateli che corrono
e cantano e ballano
ci saranno altri giorni
il freddo andra' via
e loro ancora la'
postato da: donbairo alle ore 03:45 | link |
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