Quotidiano
é il perchè
in un passo di sole comincia
il non sapere per tutta l’alba.
Nei cespugli in noi è presente
a volte nella notte.
Il giuoco dei sapori
va col piede più silenzioso
nei riflessi d’ombra
del dondolio di una sedia per culla.
Sogniamo fiabe c’era una volta
cuori allo specchio
con le ginocchia strette
come gli innamorati
ad inventarci stelle
che non vediamo.
Arrossiscono al buio
tra la gente in vetrina.
Promettimi.
The wise man said just walk this way
To the dawn of the light
The wind will blow into your face
As the years pass you by
Hear this voice from deep inside
It's the call of your heart
Close your eyes and your will find
The passage out of the dark
Here I am
Will you send me an angel
Here I am
In the land of the morning star
The wise man said just find your place
In the eye of the storm
Seek the roses along the way
Just beware of the thorns
Here I am
Will you send me an angel
Here I am
In the land of the morning star
The wise man said just raise your hand
And reach out for the spell
Find the door to the promised land
Just believe in yourself
Hear this voice from deep inside
It's the call of your heart
Close your eyes and your will find
The way out of the dark
Here I am
Will you send me an angel
Here I am
In the land of the morning star
Here I am
Will you send me an angel
Here I am
In the land of the morning star
Soffia gelido il vento... cupa è la notte...
Ombra son io con le mie lacrime assorte...
Fuori fa freddo... piove sempre più forte...
Fragile cielo, tu di lacrim n'hai molte...
Eppur il tuo pianto par privo di lotte:
Resti in silenzio, muto il più delle volte...
Ecco invece, nel mio, mille echi di tuoni!
Nascon da dentro...: quali orribili suoni...!
Zittirli non posso... v'è troppo dolore...!
Avanti cielo... copri questo rumore!!!
per gli amici degli acrostici...
... vorrei ricordare ai signori naviganti, che
"Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001"
quindi, in merito al post precedente, non vi è alcun appiglio, seppur virtuale; essendo questo, un mondo di carta velina.
jack
Ok, facciamo il punto... Mi avvisano che c'è un posto vacante, nella verde Svizzera. Mando il mio Curriculum e arriva questa risposta:
"Egregio Sig. XXXXX
la ringraziamo per la sua candidatura inerente la posizione di Programmatore. Dopo diverse valutazioni siamo spiacenti di comunicarle che il suo profilo non corrisponde esattamente ai requisiti da noi richiesti. Tuttavia teniamo il suo CV per opportunità di lavoro future e non appena ci sarà un’interessante offerta, la contatteremo al più presto.
Augurandole un futuro professionale ricco di soddisfazioni le porgiamo i nostri più
cordiali saluti"
A parte che l'augurio finale non mi fa molto pensare che il mio futuro professionale 'ricco di soddisfazioni' sia con loro, poi per curiosità, ho visitato il sito di questi Signori e ho capito, almeno credo, quale sia il requisito fondamentale per loro... Click!
Allora, fratelli oltreconfine, vedo che l'idea di rifiuto verso il 'prossimo sconosciuto' è un'idea vigente solo da Chiasso in giù. Serenamente, e molto cordialmente.... andate a fare il culo.
'Campione del Mondo' Jack
Eccovi qualche sottigliezza su come il lessico tenda a variare nell'uso comune di identiche parole, al maschile e al femminile:
Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta
Un massaggiatore: un Kinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta
Un professionista: un uomo che conosce bene la sua professione
Una professionista: una mignotta
Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta
Un uomo senza morale: un politico
Una donna senza morale una mignotta
Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica: una mignotta
Un uomo facile: un uomo con il quale è facile vivere
Una donna facile: una mignotta
Un intrattenitore: un uomo socievole afabulatore
Una intrattenitrice: una mignotta
Un adescatore: un uomo che coglie al volo persone e situazioni
Un'adescatrice: una mignotta
Un uomo molto disponibile: un uomo gentile
Una donna molto disponibile: una mignotta
Ora, io dico, che parola si può dedicare a un maschietto, in modo da rendere lo stesso senso?
Una parola che trasmetta tristezza, squallore, interesse subdolo, vacuità....
... ecco, ci sono.... 'Maschio'.
Buonanotte a voi, sorelle.
scoprire la tua anima
è come attraversare il colore del mondo
di tanta dolcezza sei fatta
quasi che nata per le ali di un angelo fossi creata
e i tuoi capelli nella pallida luce della luna
tracciano nell'aria sofisticati arabeschi
si, la luna, tua madre e sorella
di lei hai la saggezza
nel profondo dei tuoi occhi
occhi che sono fonti a cui vorrei avidamente bere
perche tu sei il lete e oblio il tuo profumato seno
chissà se mai potro sfiorare la tua serica pelle
madida di un sensuale profumo carico di promesse
e le tue labbra simili a morbidi baci di delicata rosa
vederti è come soffrire
cercarti è vitale
dolcissimo essere pieno bellezza e malinconia
io sono qui che ti aspetto
semmai vorrai guardarmi
Ti nasconderai
dentro i sogni miei
ma io non dormiro'
mi dovra' passare
e quanti amori avrai
che cosa gli dirai
e quanto anche dl me
io dovro' cambiare.
amore, non mi provocare
arrivero' fino alla fine dl te
amore, mi dovra' passare
per restare libero, cambiare.
ti nasconderai dentro gli occhi miei
ma io non guardero'
io dovro' cambiare.
amore, che non puo' volare
resterai qui fino alla fine di me?
amore, mi dovra' passare
per diventare libero, cambiare, cambiare.
combattero' con le mie notti bianche
combattero' devo ricominciare a inventare me.
amore, non mi provocare
arrivero' fino alla fine di te.
amore da dimenticare
per diventare libero, cambiare, cambiare
e per non cadere piu', cambiare
Alex, tu che sei passato di là, mi sai indicare la via migliore...
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio: «La notte è stellata,
e scintillano, azzurri, gli astri, in lontananza».
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
Il verso cade sull'anima come sull'erba la rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
È tutto. In lontananza qualcuno canta, lontano.
La mia anima non si accontenta d'averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi, quelli di allora, non siamo più gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà di un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
È così breve l'amore, ed è così lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni fra le mie braccia.
La mia anima non si rassegna di averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
Ho avuto una illuminazione, fratelli.
E' incredibile come la mia mente sia in grado, anche senza il mio diretto controllo, di lanciarmi dei segnali, che mi indicano la corretta via per la rivelazione di una verità nascosta.
Mi sento tanto un predicatore stile americano, della tv, ma presto potrò dirvi se avevo cosi tanto torto o meno.
I tasselli sono sul tavolo. Sta a noi metterli nel posto giusto.
Stay tuned.
Su confessa amore mio
io non sono più il solo, l'unico
hai nascosto nel cuore tuo
una storia irrinunciabile
io non sono più il tuo pensiero
non sono più il tuo amore vero
sono il dolce col fondo amaro
che non mangi più.
Ma perchè tu sei un'altra donna? ma perchè tu non sei tu?
ma perchè non l'hai detto prima?... chi ti ama, non sarà amato mai
che ne hai fatto del nostro bene
è diventato un freddo brivido
le risate, le nostre cene
scene ormai irrecuperabili.
Io non sono più il tuo pensiero
non sono più il tuo amore vero
sono il dolce col fondo amaro
che non mangi più.
Ma perchè tu sei un'altra donna? ma perchè
tu non sei più tu?
ma perchè tu
tu non l'hai detto prima?... chi ti ama, non sarà amato mai
quando viene la sera
e il ricordo pian piano scompare
la tristezza nel cuore
apre un vuoto più grande del mare
più grande del mare.
Sapevo che la mia città fosse diventata la 'Hollywood dei poveri', ma non credevo che anche il cantante dei Muse avesse preso una villa da queste parti... e che avesse scritto questa canzone davanti al lago, dedicandola alla mia città.
"City Of Delusion"
Stay away from me
Build a fortress
And shield your beliefs
Touch the divine
As we fall in line
Can I believe
When I don't trust
All your theories
Turn to dust
I choose to hide
From the all seeing eye
Destroy this City of Delusion
Break these walls down
I will avenge
Justify my reasons
With your blame
You'll not rest
Settle for less
Until you guzzle
And squander what's left
Do not deny
That you live and let die
Destroy this City of Delusion
Break these walls down
I will avenge
Justify my reasons
With your blame
Destroy this City of Delusion
Break these walls down
I will avenge
Justify my reasons
With your blame
Un minuto di raccoglimento, fratelli;
oggi si è spento un sogno.
Jack
La lacerante distanza
Tra fiducia e illudersi
È una porta aperta
E una che non sa chiudersi
E lei sbaglierà le parole
Ma ti dirà ciò che vuole
C’e differenza tra amare
Ed ogni sua dipendenza
"ti chiamo se posso"
o "non riesco a fare senza"
...soffrendo di un amore raro
che più lo vivo e meno imparo
Oggi è una giornata che è passata in un'ora. E le emozioni che ho vissuto non hanno prezzo.
E' per questo che ti vorrei qui adesso, piccola. Io e te, e basta.
E' incredibile come il mondo necessario possa coincidere con un sorriso.
E ora... ti voglio.
E fuori è buio, ma tu ci sei, amore.
Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, “creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.
Certe volte questo cuore cammina
lungo sentieri scuri, senza sole,
ove le stelle brillano luce fina,
ove gli spenti prati non danno prole
con il sonno dei sogni della mia età
nei giorni che passano troppo forte,
giorni che portano all'ultima meta,
unico viaggio,ultima chiamata,morte
vorrei venire ma ancora è presto,
con te,amore dolce amaramente assente
e ancora quì così distratto resto.
Quando il sazio tempo giungerà a me,
sarò pronto a scoprire finalmente
lei, cibo della mia mortale fame.
Lavoro, tanto per cambiare. Sento voci intorno a me che sprecano ossigeno nel dirmi che devo cambiare, che non vado bene, che devo sistemare i capelli, la voce, la postura, il torpiloquio. Da rifare, insomma. Ci si mette meno tempo. Eppure...
Eppure nn avverto tutto questo sfacelo. In compenso vedo gente, fratelli, ne vedo tanta. E nonostante alcuni di essi siano degli avanzi di galera, degli inetti, degli ignoranti e dei maiali (che non me ne vogliano i maiali, si intende), essi non si pongono il minimo problema. Felicissimi di ciò che vivono, della fortuna che continuamente li bacia e dà loro possibilità a mazzetti (nel lavoro, nel personale, in salute), non si pongono neppure per mezza volta in discussione. Tutto perfetto.
Vedo gente, si. Vedo allacciare di continuo nuovi rapporti, forse basati sul nulla, forse stupidi; ma li vedo nascere con una disarmante facilità. Nascono e muoiono, direte voi, e avete ragione. Ma i miei non muoiono di meno. In compenso, non è facile allo stesso modo allacciare. O se avviene, l'aria diventa come fiele; si fa fatica ad andare avanti. E si finisce per terminare in fretta con uno sguardo torvo e interrogativo (penso che se comparisse un disco volante in piazza, la gente lo guarderebbe allo stesso modo).
Terminato il mio sfogo quotidiano, tanto per mettere su carta cio che mi ronza nel cervello, fratelli. Ho preso tempo a sufficienza per regalare importanza a questo lavoro. Non 'due minuti e via', ma 'mamma mia che roba complessa che era'. Sapete come va il mondo, ci si deve adeguare.
Se sentite odore di merda... sono io, è che anche io sto diventando un po stronzo.
'Cloaca Maxima' Jack