Cristalli d’argento brillano
questa mattina
su nudi rami infreddoliti.
Una foglia rimasta aggrappata
ora volteggia rigida,
un passero l’osserva curioso
e io dietro il vetro, guardo
l’andare del tempo veloce,
indossare stagioni.
E’tempo d’inverno tra poco,
la neve l’ha già annunciato.
Un corvo solitario zampetta
sotto il tappeto di foglie
in cerca di sopravvivenza.
Esseri soli che incrociano
le loro vite per pochi istanti,
mentre la clessidra
per qualcuno, versa l’ultima sabbia.
'minchia che freddo' jack
Il mio sguardo si perde
fra le giovani tenebre
di questo utopico tramonto
occhi esperti
nel buio danzano
poiché da secoli
solo l'oscurità lor conoscono
e osservo nascosto
il frenetico danzar
di ombre ignare dei loro destini
ma su una falena stanchi si posano
e le labbra or infiammate di passione
sulle tue vorrebbero posarsi
per goder di piaceri ormai dimenticati
con te le albe
avrei voluto osservare
ma già secoli addietro
mi son perso nel buio
consapevole che mai la luce
io avrei rivisto.
'nostalgic' Jack
La mia donna la sua allegria
che mi riscalderà con il fuoco di un’idea
uomo solo uomo a metà
domani nei suoi occhi tutto il resto affogherà.
Grazie per le mie città, appassionate, esagerate, ma col nido comodo di casa mia e gli aeroporti per andarsene, se vuoi.
Grazie per la nostra età, per questi anni di velocità, per i satelliti e gli amori che son quelli di un milione d'anni fa e poi...
Grazie per le donne libere, compagne colorate e comode e per questa nostra musica, per chi mi lascia respirare e ridere e piangere e vivere a modo mio.
Mi chiedono se ho sogni nel cassetto. 'no, fratelli, solo calzini'. Rido tra me e me.
Il mio desiderio è sperare che una stella cada;
.... è sperare di avere altri desideri.
E cascate d’amore noi
le nebbie del passato non ci inquineranno mai
a quest’ora ti sento mia
l’avrai di già lasciato con disprezzo e poesia.
Ho imparato che è una cazzata dire che 'i treni passano una volta sola'; perchè ci si deve affannare per prenderne uno, magari pieno zeppo e un pò puzzolente di sudore, quando ce ne possono essere alcuni che passano e girano, apposta per te.
forse ci possono essere cattive sorprese, dite voi?
beh, non credo che nel treno puzzolente sul quale sei salito (magari per il rotto della cuffia, come i due sfigati del Titanic, in terza classe e malvisti da tutti) ti lustrino le scarpe e ti accompagnino fino a destinazione.
fregatura per fregatura, almeno si viaggia in business class.
Bianchi zingari i passi tuoi
nell’anima il silenzio da quanto tempo hai
io d’amore ti vestirò
ma non dovrai tremare dove io ti porterò.
A volte non vuoi chi c'è e a volte non c'è chi vuoi.
Con la pioggia e col sereno c'incontriamo tutti
più o meno da soli
con la voglia di rifare tutto
... o soltanto di tornare a letto a sognare.
'è un bel giorno per morire' Jack
Tu torni qui dal tuo week-end
Da chissà dove senza me
Cosa hai lasciato in quel tassì
Le tue chiavi o chissà chi
Tra il vento e le contraddizioni
Di un’ azzurro lunedì
Sto camminando sui carboni
E mi faccio strani film.
Tornando indietro ad un’ anno fa
Rifarei tutto di noi
Ma tu di sconti non ne fai
O stai bene o te ne vai
Sento arrivare un temporale
La pressione va su e giù
Pensare troppo e amarsi male
Ma come dici sempre tu
Vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
E invece il cielo e i suoi tramonti
Vanno a pezzi amore mio
Tu stai scappando e mi racconti
Che ci ho guadagnato io
Se questa lacrima si asciuga
Chi mai più la piangerà
Rincorrerò il mio cuore in fuga
E nessuno più dirà
Vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
C’è un forno sotto casa mia
Sulla porta vedo te
Ho il cuore fuori garanzia
Forse quel pane è anche per me
E visto che si può imparare
Solo quello che non sai
Dimmi altri nomi dell’amore
Che non ho imparato mai
Vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
Vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
vedrai vedrai
che il cielo non finisce mai
martedi 26 dicembre 2003 - venerdi 26 dicembre 2006
buon compleanno, Stazione Orbitante
'un po commosso' jack
e poi
e poi ti ritrovi con una marea di parole, che neppure un dizionario saprebbe tener tutte. e neppure due orecchie che le senta.
solo le tue, che gridano pietà perche le hai sfinite a forza di ripetere concetti vecchi come il mondo.
si, perche non c'è nulla di nuovo sotto il sole, fratelli.
è un valzer, che rintocca di continuo, cadenzando i tuoi passi da scimmia ammestrata.
e poi l'otto volante nella tua testa fa il pieno di altri pensieri, come visitatori curiosi, nella giornata che ha preso una piega di 'gita', nel parco del tuo mondo.
e riparte.
scoprirsi a ridere di fronte a un messaggio nel telefonino e sentirsi invaso da un senso di vuoto grande come il cielo e profondo piu del mare.
assieme.
assieme, un tempo forse, si.
o almeno, lo hai pensato.
o almeno, lo avresti voluto.
ipotizzato, fratelli.
sperato, forse. ma senza premer troppo il pedale.
perche la vita morde. scarnifica. si porta via cio che hai piu dentro.
mastica il tuo cuore. e si pulisce la bocca con la tua anima.
si paga, e si paga tutto, qui.
in anticipo, non sempre, ma succede. certamente, dopo trovi gli interessi.
carta o bancomat?
e poi cerchi.
cerchi in te, come quando si rovista in uno zaino.
perche sei sicuro, "si cazzo, è lì", che dentro c'è qual 'qualcosa'.
ma che non sai definire.
perche forse non c'è, ora.
o forse non c'è mai stata.
te la sei inventata, si certo, è l'unica spiegazione.
ma se non esiste, com'è che stavi cosi bene, quando la avevi?
e poi speri, che i suoi occhi si chiamino 'Arrivederci', o che la mano che ti salutava, da dentro il finestrino, non ti abbia dato un addio.
pagheresti uno zingaro al giorno, per farti dire come è la verità. e cercheresti un posto cosi lontano e inarrivabile, che ti confermasse come la bellezza sia viva solo in lei.
e infine un bacio. perchè ci vuole.
perche l'ultimo non puo essere stato quello.
ci dev'essere un errore. controllate, please.
ma nessuno risponde.
come quel telefono. sordo, ormai, oltre che muto. e una bustina che non arriva più.
nessun postino elettronico. per nessuna emozione sintetizzata in sms.
ma vera.
'poisoned' Jack
(esterno giorno) finestra di una casa
con il bianco quadrettato
(lento carrello in avanti) dal sole mezza invasa
lui col mento un po' appoggiato
sul bordo del piano
i tasti bianchi e neri
non c'è suono n‚ rumori
(primo piano di lui) negli occhi ha dei pensieri
chiusi in cerca di colori
(stacco) ora corre una spiaggia
fatta a scimitarra
(interno giorno) lui buttato su un divano
abbraccia una chitarra
(fuori campo) una voce in napoletano
eco di un vecchio canto
che cammina in fondo al mare
e gli bagna le labbra
lui se la mette accanto
(particolare) sulle corde a risuonare
(esterno all'alba) un vicolo di vento
dentro un abito importante
si dondola contento
(cameracar) lui strimpella sul volante
di un'auto scoperta
un po' di barba scura
(interno casa) nella tenda della doccia
si muove una figura
(dissolvenza) mentre cade qualche goccia
sulla macchina da scrivere
sopra le gambe
(in soggettiva) un televisore acceso
facce contorte e strambe
(totale) lui su un letto come arreso
(panoramica) sul pubblico che aspetta
dentro il fumo ed il sudore
e scandisce il suo nome
lui sale la scaletta
(controcampo) e si accende un riflettore
(interno sera) a lume di candele
una testa reclinata
(piano sequenza) le braccia parallele
su una tavola apparecchiata
si alza girando
e porta lentamente
una mano sopra il petto
(rallenty) lui prova quasi assente
come passi di un balletto
e i suoi piedi che ora
vanno proprio a tempo
(dal basso) mentre scendono le scale
(piano americano) respira nottetempo
una musica da finale
che piange un organetto
(esterno tramonto) mentre il sole
si va a inabissare tra le case del mondo
lui ciondola su un tetto
(in controluce) a braccia larghe per volare
(esterno notte americana) tra gli alberi di un bosco
(macchina a spalla) lui si aggira diffidente
con uno sguardo fosco
(scene veloci) tra i cespugli della mente
e il suo fiato che appanna
un volto in uno specchio
(effetto flou) a spiarsi i lineamenti
si vede un po' più vecchio
(flashback) lui bambino si mostra i denti
per farsi paura
dentro un videogioco
(in successione) immagini di vita reale
(primissimo piano) sul dito che fa fuoco
contro i demoni del male
(interno notte) lui in piedi accanto al piano
(dolly indietro) e raccoglie i fogli li vicino
uno a uno per bene
e se li stringe in mano
(fermo immagine) poi s'incurva in un inchino
Nervi lisci di cavalli
a sfaticare sere
a calmarci di sudore
in fiaccole di gelo
inutilità di foglie
stupide e leggere
nubi di bucato
sugli stenditoi del cielo
come e' duro essere nuovi
avere un'altra storia
io ti amai con noncuranza
senza mai uno scopo
i ricordi sono acqua
e l'acqua e' memoria
il dolore e' sforzo e vino
uccide il giorno dopo
vento di girandole
in mezzo alle immondizie
mi fa freddo così tanto
da cercarti adesso
e ad un certo punto andare
e non dar più notizie
solo in compagnia di sé
e chiedere il permessi
per essere te stesso
mai
non odiarmi mai
se mi allontanai
perché potessi appartenerti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai
già rassegnato a non saperti
quanti addii che immaginai
facchini e treni
a sbuffare intorno
e tavoli di avanzi
in un viavai di camerieri
un fiammingo sole
sta per inchiodare il giorno
rondini croci d'autunno
infilano pensieri
guizzi in occhi di cavalli
laghi nero fondo
anime di ombre
nell'attesa delle stalle
e' un'immensa sala in cui aspettiamo
questo mondo
il futuro e' qui davanti
o già dietro le spalle
chiuderò la porta
a far star bene la tua assenza
ci sarà fedele sempre
il cane del rimorso
i cavalli origliano
quest'aria di impazienza
a metà della speranza
io cambiai percorso
e poi non ho più corso
mai
non odiarmi mai
io mi allontanai
perché potessi raccontarti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai già rassegnato a ripensarti
sudai di sud
di vento diventai
e andai
con la voce andai
coi capelli andai
lungo sentieri di tornadi
e andai
con il cuore andai
fino a che trovai
la piana dei cavalli bradi
scalpitai
scartai
m'impennai
scalciai
galoppai
saltai
m'involai
,,, e, come fuori tema autorizzato (dai, fratelli, il blog in fin dei conti è mio), faccio gli auguri a Nacht per il suo -esimo compleanno.
Jack
viaggiando sulla strada di smeraldo
ho visto leoni giocare nel cielo
e vecchi pupazzi di carne abbattersi sul cemento
il respiro del vuoto
mi fa da compagno di viaggio
i suoi denti battono
come puttane stanche
e stanco lo sono anch'io
di vagare e mi abbandono alla fantasia
ella ha echi di follia
e si smembra sinuosa nel vento
quasi a rappresentare
di quanto le mie spalle siano cariche di tristezza
come smorto uccellino in gabbia
osservo ciò che mi è intorno in questa pazza città
e chino il capo
eppure padre mio non dovrei anch'io volare?
strano scherzo mi fai
ali sottili in un corpo pesante
e un piccolo cuore spezzato
ma non posso fuggire
non mi è permesso
posso solo sperare che tutto finisca presto
ma non divaghiamo
e tempo che io vada
e che di me tutto sia dimenticato
Cercando di te
ho consumato la mia vita,
tra storie in salita
e provvisorie verità;
il tempo è pieno di sorprese
e qualche volte ci assomiglia,
si sogna e si sbaglia
e ci si spegne sempre un po'.
Cercando di te
in ogni donna che ho incontrato,
ho sempre inventato
passioni grandi più di me;
ma son tornato sempre solo
a medicarmi le ferite,
convinto ogni volta
che non ti avrei trovata mai.
Capita che poi
quando non hai voglia più di crederci,
ti cade addosso un'emozione,
cresce prepotente e senza regole e d'un tratto
torni a vivere.
Comincia da qui
il secondo tempo della vita mia
e tutto quello che sarà,
è ancora da scrivere.
Non mi sveglierò
con un sorriso sconosciuto accanto,
sempre straniero in ogni letto,
col mio cuore sconfitto
cercando di te.
Cercando di te
nelle maree che ho attraversato,
ho sempre incontrato
troppe parole e poco amore,
tu parli poco e non prometti
ma sai scaldare le mie notti
e quando mi manco
sono sicuro che ci sei.
Ora che sei qui
mi sorprende a perdere abitudini
che non avrei cambiato mai,
questa confusione che mi fa sentire vivo,
me la merito.
Comincia con te
il secondo tempo della vita mia
e tutto quello che vorrò
è solo pretenderti.
Svegliarmi con te,
con questa faccia forse un po' sgualcita,
da notti bianche per amore,
per fatica o dolore,
ma vivendo con te.
In quei momenti
che io credevo a tutti quanti
tu dov'eri.
Quando in questi miei occhi chiari
avevo mille futuri
tu dimmi allora dov'eri
In quelle notti
che un uomo impara a stare al mondo
tu dov'eri,
quando ero più tenero dentro
e più cattivo di fuori
tu dimmi allora dov'eri.
Tu dov'eri a parlare, a dormire
a fidarti e a dire la tua.
Dov'eri invece del tempo che ho perso
a parlare da solo e a pensare per due.
Io ci ho messo il mio corpo e il mio cuore
anche quando era meglio di no,
prendimi adesso per quello che sono
con il corpo ed il cuore che ho.
In quei momenti
che non leggevo più e dormivo senza sogni.
Quando erano i giorni peggiori
dei miei tempi migliori
tu dimmi allora dov'eri.
Tu dov'eri a comprare, a sognare
a incollare le fotografie.
Dov'eri quando non c'era nessuno
a riempirmi i pensieri o a portarmeli via.
Ci son stati dei giorni feriti
e guariti anche senza di noi,
apriamo gli occhi per quel che saremo
e chiudiamoli adesso se vuoi.
Ma in quei momenti
che se una donna ha del coraggio ha tutti contro.
Quando trasformavi i tuoi sogni
in quel che esiste davvero
chiedimi allora dov'ero.
quando io
morirò sarà un giorno qualunque
come quelli che già sono andati
o quelli che ci sarebbero stati
ma sarà come va per chiunque
anche io
che ho vissuto e vivrò uguale a tanti
come se si campasse in eterno
con la vita che va sempre avanti
anche se questa vita è un inferno
e avrà un senso ma non uno scopo
se il passato non passò per niente
se il futuro non fu neanche dopo
ed il presente è sempre assente
mentre si snoda
la mia storia sul rullo sfuggente
dei titoli di coda
amori miei
sarà duro restare a digiuno
dell'amor che dovrò dare indietro
e riportare quei vuoti di vetro
anche se ci sta un po' di qualcuno
figli miei, vi lascerei
se potessi una casa più grande
una con mille e più fumaioli
e risposte per cento domande
che cresciate un po' meno da soli
ma da soli si è in ogni copione
quando il pubblico non grida fuori
e non si alzerà mai più il telone
e anche se muori
non c'è emozione
nè primi piani
per quest'ultima interpretazione
chi batterà le mani
cambiare un po' il finale
prima che il mondo
rida o si commuova
applauda o se ne vada
ai titoli di coda
talvolta vorrei dimenticare
la mostruosità del mondo
dove bimbi e agnelli
sono la stessa carne
masticata, derisa
da bruti in doppiopetto
essi giocano con la sventura altrui
con pallidi dadi di freddo osso
per loro la coscienza è mera astrazione
perché sono mostri e non lo sanno
vivono sol per le loro sporche voglie
anche se questo vuol dire strappar la pelle a bimbi già traditi
loro non hanno vergogna
ma solo alienazione
guardano questo mondo
con sguardi velati di falsità
temono il diverso
e accumulano putredine
o angelo del male
accogli presto le loro anime
e ricompensa dona a loro
scoprendo ogni loro nervo
versando tutto il loro indegno sangue
finché ogni lacrima
sarà asciugata in questo desolato mondo
"La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre"
(W. Shakespeare -Othello)
Ecco ciò che la mia mente malata può produrre durante un pomeriggio uggioso di dicembre.
....pensa te.....
Jack
Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno
'in the office' jack
tutto quello che avrei voluto
altro non era
quelle labbra che in eterno
han promesso il paradiso
tutto quello che avrei voluto
altro non era
che il morbido tepore
del tuo corpo sopra il mio
che ancora può scaldare
il gelo di un cuore solo
tutto quello che avrei voluto
eri tu
era la tua anima
era il tuo corpo
tutto quello che avrei voluto
é andato via assieme al vento
che quel treno si é lasciato alle spalle.
Sono molto felice oggi perchè mi stanno facendo un sacco di complimenti su un mio recente lavoro... bello!
'Oh Happy Day' Jack