La Teoria della Navigazione

... come quando esci di casa e sei sicuro che hai dimenticato qualcosa ...
martedì, febbraio 27, 2007

Clandestino

fingi che tutto è perduto...
vetro rotto, scheggiato, buttato
risata frontale
sguaiata,aperta

fingi che tutto è perduto
che non hai più casa, abiti, amici
che il cielo è caduto
che il mare è asciutto.

Allora ti accorgerai
che la porta è aperta,
la porta della vita
quella senza schemi
senza linee nè punti,
senza pagine
senza capitoli.
E' aperta,
e devi solo uscire
per entrare dentro l'altro te,
che da sempre
ti abita,
clandestino e abusivo.
postato da donbairo alle ore 23:16 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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martedì, febbraio 27, 2007

io non mi aggrappo
non mi velo
non mi nascondo,
io non mi chiudo
non recito
non mento
io non mi nego
non mi chiedo
dove sarò domani
non ti chiedo di aspettarmi
di adorarmi
di pensarmi
non pretendo di essere
il tuo unico sapore
il tuo unico amore
il tuo universo
io non mi vesto per la festa
non indosso un sorriso solo tuo
io non ti amo.
sarebbe solo una bugia,
un vanto
un vezzo
io passo,
come una piccola molecola d'azoto,
come una fragola d'estate
come un fringuello,
raccolgo,
le tue briciole di pane
le tue lacrime di latte
le tue smorfie di piacere
amo,
una notte sul tuo viso (imperlato)
un mattino sui tuoi piedi
una goccia del tuo sangue
prego,
che uno solo dei tuoi peli,
uno solo dei tuoi sguardi
resti,
conficcato nei miei occhi,
incastrato nei miei sogni
perso,
come perla infondo al mare.
abbandonato
come il corpo nudo dell'universo
esangue e riverso,
sulla spiaggia sabbiosa de mi vida.
je ne m'accroche pas
je ne me voile pas
je ne me cache pas
je ne me ferme pas
je ne joue pas
je ne mens pas
je ne me demande pas
où je serai demain
je ne te demande pas de m'attendre
de m'adorer
de penser à moi
je ne prétends pas être
ton goût unique
ton unique amour
ton univers
je ne mets pas mes habits de fête
je ne m'orne pas d'un sourire pour toi seul
je ne t'aime pas
ça ne serait qu'un mensonge
une vantardise
des manières
je passe
comme une petite molécule d'azote
comme une fraise d'été
comme un pinson
je recueille
tes miettes de pain
tes larmes lactées
tes grimaces de plaisir
j'aime une nuit sur ton visage (emperlé)
un matin sur tes pieds
une goutte de ton sang
je prie
qu'un seul de tes cheveux (o "poil")
un seul de tes regards reste
planté dans mes yeux
encastré dans mes rêves
perdu
comme perle au fond de la mer
abandonné
...comme le corps de l'univres
exsangue et rejeté
...sur la plage sableuse de mi vida
postato da donbairo alle ore 02:31 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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sabato, febbraio 24, 2007

vado in chiesa. quando cerco la solitudine vado in chiesa. nelle chiese vuote. tra i banchi in legno. dove la senti addosso. solenne. austera. oggi non ho trovato nessuna chiesa aperta. mi ha lasciato solo anche la solitudine.
postato da donbairo alle ore 18:45 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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sabato, febbraio 24, 2007

E' la brevità di un soffio di vento freddo
in un giorno di agosto
a raccontare come sono
chi sono
quando respiro
e se lo faccio
ma forse no
oggi no
tutto terso
bello il sole, scalda i caschi degli operai in strada
Chi viene dopo, e ottiene di piu
non deve ringraziare intelligenza.
Ma solo un nome.
Very important Person.
Perdona, la persona.
Ufficio chiuso, stiamo rimettendo assieme il fegato
torni a trovarci.
Mi piace nascondermi
nel buio
laddove le ombre
si uniscono alla mia
Unica traccia e scarsa visione
del mio essere in vita.
postato da donbairo alle ore 04:55 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, febbraio 22, 2007

Come un foglio d’un vecchio giornale
gettato in un angolo:
Io.

Accartocciato
nel mio letto immenso
di malinconico tepore
stringo nei pugni i pensieri
ad evitare fuggano
inseguendo i ricordi nella mente.
Silenzio tombale,
impalpabile

Accarezzo le lenzuola
come fosse sabbia d’estate
scivolano le mani
a cercare il nulla impalpabile.

Gli occhi chiusi
a guardare il soffitto buio
luccichii innaturali
illuminano gli angoli del cuore.
Nella mente solo tu
incancellabile
come ruga sul viso
inafferrabile
come granelli di sabbia
rapiti dal vento.

Mordo le labbra
e una lacrima scende lenta
un rumore di porta sbattuta
apre i miei occhi…
provo a sentire il tuo corpo
cercando i tuo odore sul mio.

Accartocciato come un vecchio giornale
nel mio letto immenso
qui, solo,immobile
a sognare di te.
postato da donbairo alle ore 00:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, febbraio 20, 2007

Im just the pieces of the man I used to be
Too many bitter tears are raining down on me
Im far away from home
And Ive been facing this alone
For much too long
I feel like no-one ever told the truth to me
About growing up and what a struggle it would be
In my tangled state of mind
Ive been looking back to find
Where I went wrong

Too much love will kill you
If you cant make up your mind
Torn between the lover
And the love you leave behind
Youre headed for disaster
cos you never read the signs
Too much love will kill you
Every time

Im just the shadow of the man I used to be
And it seems like theres no way out of this for me
I used to bring you sunshine
Now all I ever do is bring you down
How would it be if you were standing in my shoes
Cant you see that its impossible to choose
No theres no making sense of it
Every way I go Im bound to lose

Too much love will kill you
Just as sure as none at all
Itll drain the power thats in you
Make you plead and scream and crawl
And the pain will make you crazy
Youre the victim of your crime
Too much love will kill you
Every time

Too much love will kill you
Itll make your life a lie
Yes, too much love will kill you
And you wont understand why
Youd give your life, youd sell your soul
But here it comes again
Too much love will kill you
In the end...
In the end.
postato da donbairo alle ore 17:08 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, febbraio 17, 2007

Odia come un matto,
Parole di vetro taglino la tua lingua,
Vomita sangue, vomitalo intriso di veleno.

Tremenda sarà la tua vendetta
scolpisci i tuoi risentiti silenzi
in marmo levigato
in globi di odio, freddo e letale.

Sale la rabbia come un fiume in piena
brucia come uno sfregio sporco di fango
Cavalca l'onda del tuo odio
E giunto all'apice del tuo maledetto destriero
Nell'ultimo rantolo di disperazione
Impara a perdonare
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giovedì, febbraio 15, 2007

Oggi, una 'donna in rinascita' ha letto un brano sulle 'donne in rinascita'.
meraviglia.

jack
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giovedì, febbraio 15, 2007

E mi ricordo che stavamo bene
e bene riempivamo i nostri giorni
ma i giorni messi in fila fanno tempo
e il tempo fa cambiare.
Cambiare che neppure lo sappiamo
e non sappiamo come va a finire
e va a finire che poi ci perdiamo
che ci perdiamo tutto, proprio tutto.
E tutto ci fa voglia di cercare cercare
tra la gente e in mille strade
le strade che ci portano lontano
lontano ma da soli.
E soli non fa bene e non è giusto
e non è giusto smettere di amare
amare che ci complica la vita
ma è vita da inseguire.
Siamo una storia che si può cantare,
senza la musica e senza parole;
una canzone che dice piano
che siamo come siamo.
Dormiamo con la testa nel futuro,
futuro che spaventa i nostri giorni,
i giorni di fatica e di fortuna,
fortuna da sperare.
Sperare di imparare a stare al mondo
nel mondo meridione delle stelle,
le stelle che ci insegnano la strada,
la strada per tornare.
Siamo una storia che si può cantare,
senza la musica e senza parole;
una canzone che dice piano
che siamo come siamo.

jack
postato da donbairo alle ore 16:06 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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mercoledì, febbraio 14, 2007

Veloce, incalzante, incessante,
tempo scandisci la silenziosa
muta sofferenza di una vita.
Grandine fitta si abbatte
sul velo delle mie speranze,
senza che il tempo si fermi un attimo.
Non un secondo ti fermi,
me e la mia anima,
la stessa sepolta da tanta sofferenza,
continuano a coltivare quel sogno che...
...tempo mi porterai via...


'no more time'  jack
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martedì, febbraio 13, 2007

Seduto su questa nuvola
i miei occhi stanchi e socchiusi guardano un sole fosco,
diverso da come lo disegnavo
quando i miei ridenti occhi luccicavano.

Questo temporale,
molto più che tenebroso,
mesto e vago,
come puttane solitarie
che guardano la propria dignità in un fuoco
aspettando anime bramanti d'infinito.

Ora che anche il tempo è fermo
io mi chiedo cosa sia questo anelito di vivere
come quelle puttane solitarie,
guardiamo la nostra esistenza nei gesti quotidiani
aspettando che sia l'infinito a trovare noi.

Ora che anche la luna è vinta dal buio
mi perdo nel viso di questo fanciullo
e assaporo sbiaditi ricordi
di un caldo pianoforte
o di gelide pennellate
e poi i tuoi capelli al vento,
ora rimembro,
i tuoi capelli erano onde
che si infrangevano nel mio cuore.
Ora che anche quel mare è calmo
e il vento sempre più sfocato,
come quei desolati tramonti
che straziavano la mia anima,
sparisco per sempre.
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sabato, febbraio 10, 2007


Io non sono mai sparito. Ti ho conosciuto e preferisco restare fuori dal tuo 'cerchio delle persone amiche'. Specie se si va a intermittenza. Ritieniti fortunata per cio che hai ricevuto. Ufficio chiuso.
Ieri, una nana con la carta vetrata al posto della faccia mi ha detto che appaio come uno che se la tira e pensava che fossi un cagacazzo.
Ho riso, sinceramente felice di non essere 'nazional popolare'.
La sua carta di identità potrà essere più vecchia della mia, ma poco importa.
'Le aquile non volano a stormi'. Sguardo misto a un sorriso come a dire 'mmm che risposta...' ma anche 'aspè che ora ci arrivo eh??'
Bah.
'Riempi il bicchiere, va'

Prosit
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sabato, febbraio 10, 2007

Una dolce scheggia di colore che vaga nel cielo,
una veloce serie di note stonate
e già il mattino s’inoltra cantandomi strane armonie.
Allora senza guardar indietro sulle mie piccole follie,
le notti indecenti e le serate passate,
sui tanti amari ricordi io cerco di posar un velo…

C’è una serie di volti là fuori
Cosa ci fanno non potrei saperlo sai
C’è una serie di storie qui in giro
Non smetterei mai di ascoltarle, mai
Ma più di ogni cosa m’interessa la storia tua
Tu, che sei imprendibile più del vento in fuga
Tu, che m’hai donato primavere su ogni ruga
Che di un amore sei diventata la stella sua
Non smetterei mai di guardarti, sai
C’è sentimento in ogni singolo respiro
Senza di te non potrei vivere ormai
C’è un intreccio infinito nei cuori…

E ai dolci risvegli scopro di non esser mai solo,
uno scambio di carezze ricercate
e già il vivere si rafforza con piacevoli melodie.
Allora mi dimentico delle altrui immense bugie,
le crisi e tante invidie mai evocate
e inizio la vita con te, mio dolce stellato cielo.
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mercoledì, febbraio 07, 2007




echi di passi, lontani da orecchie
quanta morte puo ospitare, la vita.
animo disgregato da occhi falsi
sfocati, e mani tese
solo per ricevere le mie
donanti aiuto
e ora fredde,
e ora e sempre
vuote.
Quanto tempo, e per quanto ancora
il soffitto crepato
lascerà lo spazio vuoto
prima di riprenderselo
e incontrare alfine il pavimento?
Cocci per terra, e frantumi
di sogni, sparsi
ma non per questo
invisibili.
Solo uno spazio.
Per una sedia, memoria
forse,
o forse vanità
per quando mi va di pensare
tornare indietro;
tentare un cammino;
immaginare un futuro;
uccidere mostri;
chiamarne altri;
sapere di poter di più;
ma chissà se poi è vero.
Cuscino con chiodi invisibili
cocci che segnano
e una finestra.
in fondo, senza vetri
per respirare aria 'finta fresca'
o guardare
prendere la vita di striscio
lasciarsi bagnare quando piove
o scavalcarla
per uscire
definitivo
dalla stanza della mia coscienza.

Jack
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martedì, febbraio 06, 2007

Tachipirina. Effervescente granulare.
500 mg.
Gradisce un po di ghiaggio? No grazie, la prendo così.
C'è scritto 'Tenere fuori dalla portata dei bambini'. E si sono anche impegnati a inventarsi il mitico 'tappino anti bimbo', con quell'apertura strana.
Ricordo che leggevo quella frase molto piu spesso di quanto non lo faccia oggi, da piccolo. E mi chiedevo come cazzo fosse possibile che un bambino potesse ingerire delle cose misteriose, e non fossero cosi tanto fuori dalla sua portata.
Anzi, ricordo che non ci misi molto a capire come si apriva il flacone, a 7 anni.
Premi, giri, et voila, arrivano i rinforzi per quella guerra che hai dentro.
Ho il batterista degli Iron Maiden che ha scelto di fare le prove nel mio cranio, oggi. Bel colpo.
In tv danno lo spot della nuova Fiat. Finalmente hanno scelto una canzone bella. E' uno dei pochi spot che guardo volentieri, solo per sentire la voce in sottofondo di 'Meravigliosa creatura' riarrangiata con gli archi.
Bellissima.
Ho dedicato il testo a una persona molto speciale per me, nonostante io la senta scivolare via giorno dopo giorno. E mi spiace.
Ma forse non è il mio piano.
Non intendo 'piano sociale' o 'piano culturale', no fratelli.
Parlo di piani percorsi da un'ascensore. Ogni passeggero di un'ascensore ha una propria destinazione, un proprio piano. Chi va al terzo, chi al quinto, chi doveva salire ma è stato intercettato e si ritrova a pianoterra.
Guardo male chi interrompe la mia corsa verso il quarto piano, al mattino.
Mi ritarda. Mi frena.
O quelli che chiedono 'Sale?', con tanto di freccia luminosa che lampeggia in giù. E naturalmente, stanno davanti alla porta, guardandola come se si fosse improvvisamente animata di vita propria, quando questa tende a chiudersi, dopo i canonici 3 secondi di apertura.
Mi chiedo, in quei momenti, durante il breve schianto contro la spalla dell'idiota, quante braccia siano state salvate dai sensori. Bella invenzione, non c'è che dire.
Comunque, ho avuto la ferma convinzione che tutta la vita sia come una corsa in ascensore.
'Breve e puzzolente di vecchio?', no fratelli. Non in questo senso. E non assomiglia neppure alla famosa scaletta del pollaio, quanto piuttosto al fatto che, prima di arrivare alla nostra destinazione, occorre passare del tempo con altri passeggeri come noi, ognuno cn la propria destinazione; che magari puo coincidere con la nostra, ma che non è detto.
E prima di raggiungerla, occorre fermarsi, anche piu volte, per fare arrivare gli altri. E sorbirsi le espressioni di chi fa domande stupide.
Smetterla di meravigliarsi su come sia falso il sorriso di chi risponde 'Scende? Ops, scusate..' , mentre gli occhi dicono tutt'altro, e capire come sia facile mostrare il volto ma mai il viso.

DIN! Arrivato.
Si aprono le porte, e il sipario su un'altra giornata.
E' questo che intendevo io, come 'non è il mio piano'.


Fanculo.
Domani faccio le scale.

'Stairway'  Jack
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lunedì, febbraio 05, 2007

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.

Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Riesci a pensare una vita migliore di questa??

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lunedì, febbraio 05, 2007

All'amica Suspence, un'ode del grande Baroni.

"Pensavo a te stasera
Che strana idea che ho
Sei molto più bella più splendida
Dentro i pensieri miei
Ma dove sarai adesso
Con chi sarai
Perché
In questa stanza precipito
Forse ti chiamo
Sei la mia prigione
Sei questa canzone
Sei che vuoi che dica
So che sei per tutta la vita

Ma esco di qua è meglio
Qualcuno incontrerò
La strada ha fame dei passi miei
So dove arriverò
Per una volta ancora
Qui sotto casa tua
Ma lo prometto è l’ultima
Forse ci sei
Sei la mia prigione
E sei questa canzone
Sei che vuoi che dica
Tu sei per tutta la vita

E sei ogni momento
E tu sei sabbia del vento
E qui fino a quando arriva domani
Fino a domani lascia che sia
E sei la mia prigione
E sei questa canzone
E qui fino a quando arriva domani
Fino a domani
Che poi cambierà

Pensavo a te stasera...."
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venerdì, febbraio 02, 2007

Sei diventata come quei cieli carichi di pioggia che non piovono mai.
Grigi.
Senza uno squarcio.
Un alito di vento.
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giovedì, febbraio 01, 2007

nel giardino del serial killer tutto tace
solo gli assassini lì possono cantare
cantano una melodia lucida, affusolata come la morte stessa
la loro saliva profuma di spezie
la loro pelle trasuda follia
come un fiore di baudelaire
se cercassimo un motivo
non ne troveremmo
li esiste solo il sangue
che cola via come il pianto di un bimbo
nel giardino del serial killer esistono i genitori
anche se non meritano quel nome
hanno generato carne
ma hanno distorto l'amore
essi sono li come ricordi impazziti di una mente ancor più folle
nel giardino del serial killer tutto è rapido
ma non indolore
brandelli di donne fanno all'amore con i coltelli di pazzi pierrot
impaurite correvano veloci
ma non abbastanza
nel giardino del serial killer tutto tace
le vittime son tutte morte ormai
postato da donbairo alle ore 18:15 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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