Come dice la compianta Mia Martini, 'gli uomini non cambiano'.
piccola aggiunta, datata 2007, da parte di uno scribacchino:
"... non è che le donne siano sta gran varietà di cambiamento..."
"Mio il Martini (giù le mani, please)" Jack
E sembra che all’improvviso tutto si illumini per poi tornare com’era in principio,
Questo mi succede il più delle volte, quella sensazione di soddisfazione quasi fossi l’uomo più
Felice al mondo, l’aumento incondizionato di fiducia in me stesso , la voglia di fare e…
E poi tornare alla realtà, alla paura d’essere inferiore, al buio futuro che mi si volge davanti mentre il tempo
Scorre veloce. Il tempo, il pensiero di di questa forma indefinita che scandisce la vita mi deprime, ho ancora paura si paura che non riesca nell’intento e che tutto resti come adesso lo vedo e vivo, e mi sento perdente.
Ma chi è perdente a questo mondo? Ho sempre pensato che lo fossero gli altri, quelli che sfoggiano la loro pragmatica superiorità fatta di auto costose vestiti firmati e mutande alla moda credendo che ciò li faccia essere e sentire migliori di altri, ma in reltà chi è più di un altro? Chi può dirlo? Forse gli appartamenti di proprietà? Il conto in banca?
No siete poveri stupidi se pensate davvero di capirmi attraverso questi vostri criteri, per voi sarei solo un’altra pedina della collezione da usare a piacimento per i vostri umili e schifosi lavori, bè a questo spero ci sia un’alternativa.
Eppure ogni tanto più di tutto vorrei essere come voi in quei momenti di debolezza penso che sia più facile unirmi al pensiero comune e sotterrare il mio sotto una coltre di specchi ma capisco subito che troverei solo banali spettri che cercherebbero di farmi stare bene con me stesso senza però riuscirci mai .
E’ stupendo sognare, sognare il mondo dove vorresti vivere un mondo senza ipocrisie e ignoranza, quell’ignoranza che arrogantemente ti giudica, ti indica, ti distrugge l’anima e ti fa sentire diverso dagli altri che credeno già di sapere cos’è la vita ma in realtà non lo sanno come non lo so io.
Queste foto parlano del freddo che ci divide
e nel volto del bambino dal pianto trattenuto
riecheggia l’aria ignota e le perenni terre aride
che ancora inondano le nostre vite spoglie.
In quello sguardo potete ormai scorgere un uomo:
nelle tasche i propri sbagli; sul viso un velo cucito;
i segreti e le speranze, disperse nel suo animo.
Ognuno, nel ritratto, ha il proprio segreto che si scioglie.
La famiglia, mare d’autunno che si lascia sopraffare;
livide onde che si ripiegano nevrotiche su se stesse
e che porgono le lame dell’esistenza agli spauriti bambini.
La famiglia, mondi separati seppur vicini con rancore.
Mai poserò le fatali lame nelle mani non ancora illuse
di mio figlio. Mai saprà del famigliare inganno e dei dolori umani.
Nella melodia straziata
di solitudine
Di un grammofono rotto
Nel disegno sbiadito
Di noia
Ancor dentro al pastello
Nelle macchie
Di fondi di bottiglia
Sui banconi dei bar
Nei trucioli di gomma
pieni di castelli
e sogni infranti
Forse è l’ intero Universo
racchiuso in un misero verso
La voglia di gridare al mondo
la propria esistenza
residuo di una vita assente
dove tutto è nato per scomparire
incubi mai sopiti e riverberati
danno all'atmosfera malvagità oscura
che ti balla attorno
spirali che non danno scampo
giocano a rimpiattino con le paure nascoste nel buio
hanno la consistenza del cuoio
ma non sono mai state vive
e masticano, masticano tutto ciò che trovano
la mente poi si dipana in sottili esclusioni
che tagliano la pelle
profondamente
e battono e ribattono come cieche farfalle
sul vetro della ragione
ma già sappiamo che lei sogna
sogna di partorire mostri
Catch me, if you can.
ho fatto un sogno del color della tenebra
era un mondo fatto di sospiri e disillusioni
scheletrico
fatuo, sommesso
era un sogno dove un uomo può impazzire
era un mondo a rovescio
dove Alice era sgozzata ed il bianconiglio non c'era più
era come un album di ricordi sbiadito
e venerare gli idoli non ti poteva salvare
tutto era fuori controllo e tagliente
un pò come il destino
un pò come l'amore
Ora, per sempre.
Del desiderio di farla arrivare
a maledizione, di ogni poeta
vorrei camminasse, nel mio paradiso
che si fa inferno a parole taciute.
resta un sorriso che sembra una smorfia
nell'essere fermo a guardare la storia
di donna beffarda che a battaglia persa
grida risposta a domanda mai fatta.
Dedicatissima, fratelli, a chi indossa vestiti scollati, si trucca, cerca uomini, li desidera, li abbandona, è disinteressata, cade sempre dal mondo delle nuvole, e indossa un silenzio colpevole.
"non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai."
grazie Faber, hai avuto un occhio molto piu ampio di noi.
'via del campo' jack
Guardare senza interferire pagare per non esserci
cadere a piedi e non coinvolgersi
usando la memoria fino a dove serve
dimendicando se non serve
siamo pallidi non vedi
scendiamo lentamente senza scale
per questo non riesco ad accettare
l'incomprensibile indifferenza del mondo che esplode
esplode
essere sinceri non ci interessa affatto
vogliamo cose impossibili e quando le abbiamo sfasciamo tutto
il tempo fa paura lo utilizziamo male
siamo abili non vedi a spingere i rapporti in altomare
per questo non riesco ad accettare
l'incomprensibile insofferenza del mondo che esplode
Mi piace giocare a carte scoperte, e preferisco parlare a chiare lettere piuttosto che un silenzio senza coglioni, che vi salva la coscienza in un possibile futuro, del tipo 'non ti sei fatto vivo neppure tu, che cosa vuoi da me??'
a differenza di voi, vi dico addio. Non mi importa se lo leggerete, servirà a me come righe da rileggere in un pomeriggio domenicale noioso.
Di certo non saprete mai quanto sia screditante per voi, mettervi tutte sulla stessa barca, ma ho rispetto per me stesso e vi dico addio.
A Suspence, che mi ha dimostrato come sia inutile la cultura, senza l'anima.
A Metalepsis, troppo presa dal suo guardarsi intorno, nella sua falsa trasformazione (giustificazione, piuttosto, per cercare trasgressione da 'tutto a un euro'), da non capire che sta cercando qualcosa che neppure lei sa.
Ad Ambra, che conosce le parole e il silenzio, e troppo in fretta passa da una all'altro.
A Ninfa, felice di sentirmi mentre era ricoverata in ospedale; e del tutto assente nella vita di tutti i giorni.
Una sola parola vi accomuna: bugia.
'Così è, se vi pare' jack
IL CIELO
Io la notte leggo
fra le righe delle strade
la voce che si alza
fino a me
e chiede risposte e inquilini
che non ho.
Ogni pagina che giro
è uno spasmo
ansimo del corridore stremato.
Le parole si nascondono
si azzuffano,
frasi si allargano
e comprimono
per divenire aderenti
ai luoghi
che io, Cielo, non rispecchio.
LA TERRA
Stamattina ti sei alzato
spostando le lenzuola,
lasciandomi.
Io che vivo la meraviglia
(del tuo tepore
che ogni giorno mi risveglia)
e l'entusiasmo
(del protendere a te)
sono rimasta a letto, triste.
La pioggia mi ha lavato dal sozzume
degli uomini
come un secondo diluvio
come una pagina bianca.
Potrò cantare
di grotte e altopiani
che io, Terra, non ricordo
di possedere.
Aguzzate le orecchie, dato che sapete farlo, quando volete.
Quando, nella giungla di tutti i giorni, dimostrate di metterla in culo alle vostre prede, con un sorriso civile e tre parole scritte male di simil poesia.
Aguzzate le orecchie.
Conosco i vostri cervelli da gallina, schematici e prevedibili, come i tram; pieni di persone, sempre diverse, a cui propinare lo stesso viaggio.
Stesse tappe, per lo stesso capolinea.
io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...
Conosco la trasgressione e le bugie, senso della vostra vita, e il freddo che accompagna i vostri giorni passati da un letto a un altro. Conosco gli occhi lucidi davanti a un film per adolescenti idioti, e la naturale indifferenza regalata a chi vi si apre innanzi a voi.
E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...
Conosco la vostra stupida impudenza, reginette bramose del 'sesso senza limiti, ma col cazzo che vi dico anche solo la regione in cui vivo; non sia mai che un domani il mio ragazzo mi scopre'.
Conosco la vostra puzza di merda, piu forte di tutte le Calcutta del mondo.
Conosco il tempo, che va avanti e mi sta scalfendo, e vi dico addio, prima che sia lui a farlo al mio posto.
Aspetto ancora birre, sciarpe e un 'grazie'.
Aspettavo donne, e trovai voi.
Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...
'un passo e sei morto' Jack
Scusami il mondo è il gioco dei ricchi o no
Scusami non era un gioco per tutti o no
Sparami ma la sostanza non cambierà mai
Bacio il buio e sto deviando
Poi bacio il cielo che quasi ci credo
Ho luci dentro e piume Fuori
Chi vola prima o poi saremo anche noi
Sono io sei tu
Scusami ogni sistema è una gabbia mi dà rabbia
Perché aumenta le differenze
Tra chi ha potere E chi non ha proprio niente
Sempre più niente
Sparami sparami io sarò sempre meno quello che pensi
Una nuova realtà sommersa
Colpo su colpo risponderò questo sistema è una gabbia
Mi dà in omaggio rabbia
Sparami lo Farò colpo su colpo io risponderò
Apriti e scegli i semi più buoni e poi
Donali ai tuoi nemici più veri e poi
Passerà quest'anno nero come sono passati gli altri
Se vogliamo cadrà ogni muro anche il più duro fra di noi
Sparami sparami io sarò sempre meno quello che pensi
Una nuova realtà sommersa
Colpo su colpo risponderò questo sistema è una gabbia
Mi dà in omaggio rabbia
Sparami sparami lo farò
Colpo su colpo io risponderò
Sparami sparami lo farò.....
Sparami
Disperazione
sulla mia pelle puoi sentire
nessuna libertà per il cuore
ingabbiato in cupe liturgie
cantate in mistici anfratti
del mio dannato animo
di vetri infranti costruita
puzzo di sogni morti
gioco con carcasse putrefatte
che han fatto la gioia
di corvi or satolli
i sogni che partorisco
son figli di aborti mai riusciti
deformi creature
cercan le attenzioni
da un padre che li ha abbandonati
nel cassonetto come nella culla.