Esperimento di Proesia, fratelli.
non ci sono manco più i commenti, tocca arrangiarsi e leggere...
Non mi scaglio contro anima pia
ne sguaino la spada al viso dei giusti,
non oso schernire chi ha meno di me
ne sbeffeggio colui che non possiede averi.
l'ardito giorno che verrà mi troverà con gli occhi sgranati
privo di paura, di timore e irriverenza.
Non verserò più lacrime perchè nulla scalfirà più la mia anima,
nulla trapasserà più la mia corazza o trafiggerà il mio cuore.
Toccato il fondo non si può che risalire lasciando giù le ombre del reo passato
e salirò alla volta di un cielo armonioso di luce
e la luce tornerà ad avvolgermi tra i suoi candidi abbraci
Un giorno arriverà giustizia e da mano sua saremmo giudicati;
e allora lo sconfitto si alzerà da terra e scaccerà lo stolto
e lo stolto non avrà più forza per proferir parola.
Tutta la vita
seduto sulla notte,
tra le panchine in penombra,
avvolto dal più delicato e feroce vento
che giunge dagli sguardi delle donne,
eppoi languidi spazi bianchi,
anestetici d’immenso.
Tutta la vita
sul crepaccio,
osservando le foglie riarse
abbandonarsi al vuoto,
ma non ho il coraggio di seguirle,
solo aspetto che sia la vita
a spingermi o a tirarmi indietro.
Tutta la vita
passata ad osservare
la lontana luce
per poi coglierla
e abbacinarmi.
Freno a mano tirato
a squarciare le gomme sull'asfalto.
stridono, e urlano
sporcano la strada
col loro sangue nero.
Inutili grida,
più deboli,
di quelle dello schianto
delle ossa in frantumi
sul corpo dell'uomo
immobile.
Negli occhi, i fari,
bianca luce del tir.
Nell'anima, il buio,
una morte giunta da tempo.
Nella mano, un dono.
Così bello, e così affilato,
che il cuore rischia ancora di ferirsi.
Donato tempo fa,
ormai quasi
non si ricorda quando.
Dimenticarsi il bello;
tipico, pensa.
Ma ora è tardì.
Il dopo è adesso.
'Crush' Jack
Il viso che t’entra in sogno e più non esce
se non al mattino, al risveglio, col sapore
puro di purpureo petalo, delicato e bianco.
Quel sapore l’ho ritrovato negli occhi caldi
di un freddo mare. Mi dissi che la felicità
più grande era nel corpo di una donna.
E niente più di quella gioia rimase in alto;
né eterno né istante poterono tormentare
il biondo del vento e gli occhi miei dritti.
Ma non chiedetemi cosa mi rimane,
piuttosto diffidate dai sorrisi delle donne.
Io ti voglio bene
come nella mia vita non è accaduto mai
così profondamente che ho paura di me
di questo smisurato amore
che adesso provo per te
Io ti desidero
un desiderio nuovo che mi tormenta
talvolta mi domando
com'è possibile
che mi debba addormentare
mi debba risvegliare
andare e ritornare
e avere te sempre davanti a me
negli occhi miei
nei miei pensieri
in ogni istante della mia vita
Io ho bisogno di te
come la barca ha bisogno del mare
per poter andare
la primavera ha bisogno del sole
per poter fiorire
la farfalla di un fiore
un bimbo di una mano che l'accompagni
un cane di un padrone
e del vento l'aquilone per poter volare
ed io di te sempre vicino a me
in ogni istante della mia vita
Ma come hai fatto
a farmi innamorare così tanto
mi guardo nello specchio
e mi domando
se quello lì sono io
ma come hai fatto
a far della mia vita
una tua cosa
a trasformare il tempo
in un'attesa
di rivedere te
no non ha senso
questa mia vita
e più ci penso
e più è un filo
nelle tue mani
Ma come hai fatto
non so nemmeno quando è incominciato
io so soltanto che nella mia vita
non è accaduto mai
la prima volta
che dico veramente
ti voglio bene
Negli occhi miei
nei miei pensieri
in ogni istante della mia vita
sempre vicino a me
Ma come hai fatto
a far della mia vita una tua cosa
a trasformare il tempo in un'attesa
di rivedere te
la prima volta che dico veramente
ti voglio bene
In tutta la mia vita non ho mai esercitato un atto di violenza né fisica né morale. Non perché io sia fanaticamente per la non-violenza. La quale, se è una forma di auto-costrizione ideologica, è anch'essa violenza. Non ho mai esercitato nella mia vita alcuna violenza né fisica né morale semplicemente perché mi sono affidato alla mia natura cioè alla mia cultura.
Terra senza primavere. Ricoperte da ghiaccio e gelo. Lontani passi, crepita il velo freddo. Silenzio, nel vento sola voce. Sferza sulla pelle e strappa un brivido.
Continuerà. E' solo l'alba.
Ricomincia.
Ricomincia l'inizio.
Jack
Corri verso la vita
ammirando l'orizzonte
la natura circonda l'animo
il pensiero travolge i sensi
non fermarti guarda dritto
il rumore è assordante
il silenzio è distrutto
batti un ciglio apri gli occhi
l'arrivo è vicino
un angelo saluta
e tutto è finito
Notizie dal mondo....
Strangolarono l'amica dopo un party per un agghiacciante esperimento: vedere se avrebbero provato rimorso. Le due ragazzine, 16 anni, sono state condannate all'ergastolo da un tribunale di Perth, in Australia. I giudici hanno definito l'omicidio "raccapricciante e spietato fino all'estremo", e hanno stabilito che le adolescenti non potranno chiedere la libertà vigilata per almeno 15 anni.
Un terribile esperimento, degno di un film di Hitchcock. Le due, che non possono essere identificate perché minorenni, erano accusate di aver ucciso la 15enne Eliza Jane Davis nel sonno con un cavo elettrico, nel giugno dello scorso anno, nella cittadina mineraria di Collie, a sud di Perth, e di aver seppellito il corpo sotto la casa. Le due piccole omicide hanno prima denunciato la scomparsa dell'amica, e poi suffragare la loro innocenza si erano unite alle ricerche. Alla fine, immaginando che sarebbero state in ogni caso arrestate, si sono costituite alla polizia.
Secondo l'accusa, le tre giovani stavano trascorrendo la notte nella stessa casa dopo un party, con Davis in una stanza e le altre due in un'altra. Le due chiacchieravano e ciascuna affermava che non avrebbe provato rimorso dopo aver ucciso qualcuno, e hanno deciso di mettere alla prova la teoria. "Hanno pianificato l'omicidio con calma, riflessione, distacco emotivo e desiderio di provare l'esperienza di uccidere qualcuno", ha detto durante l'udienza il pubblico ministero Simon Stone.
fonte: Libero
che schifo, fratelli
pochi giorni, e il finto lutto termina.
basta strapparsi i capelli.
tornano le solite immagini.
solita espressione, solita bocca, che portano a nuovi e sempre uguali scambi di parole.
soliti giri e solite conclusioni.
piu o meno durevoli.
Sono figlio di un' Italia che non vota
che é devota a Dio quando é a forma di una banconota
che lavora ma di grana ne fa poca così si arruola
va in Irak e muore dopo un' ora
che il week end si sfoga si infuoca si fa di coca
trip e rhum e si inchioda
e che la chiama "vida loca" ma intanto affoga
e va a puttane perchè a casa non scopa.
E i bambini fanno oh !!! Cazzo idiota
sono figlio di un' Italia con la testa vuota
prendi nota, qui ci togli il calcio il cibo e la moda
e siamo gli ultimi in Europa siamo ...
quelli a ruota, quelli con i preti che si fanno
i chierichetti filmati da qualche suora
forse per questo la Madonna piange ancora
farà sentire meglio almeno Erika e Omar.
Questa fede ci divora e poi ci condiziona
Santo padre ci esco pazzo una domanda sola
se ci ha fatto a sua immagine e somiglianza allora
Dio non é la chiesa, é un' altra cosa
Dov' è Dio !?
Sono figlio di un' Italia che é sorda
che ha la memoria corta, Ustica Moro Bologna
che se ricorda ricorda solo chi conta
Falcone - Borsellino dimmi un nome della scorta
ma che importa, tanto é così ingorda
che con una mano ti aiuta e con l' altra ti imbroglia
perché insegna ai propri figli a tagliare la corda
e ad uscirne con le mani pulite ogni volta.
volevi una risposta ?!
ecco sono figlio di un' Italia bigotta e morta
che fa l' amore con tromba [see], succhia non pompa
viene non sborra
shh !! zitto che la chiesa ci ascolta !!
già quella stessa che in quest' era di HIV che ci porta alla tomba
mi fa sentire in colpa ogni volta
che metto il profilattico e mi salvo una vita che é già corta.
In questa fede c'é qualcosa che non torna
Maria rimane in cinta e Giuseppe non ha le corna, nah !!!
la castità é una crociata e come tale é una menzogna
spero proviate uo pò di vergogna !!!
Dov' é Dio ?!?
Non ti ho mai visto, non so dire se ci sei, tu dove sei, dove sei
tutti mi parlano di te ma ...
se tu mi hai visto, dimmi dove sei, tu dove sei, dove sei ...
Sono figlio di un' Italia sull' orlo di un testa coda
perché chi la guida si é comprato la patente e ancora
dimora in una casa delle libertà che non da
nemmeno libertà di parola.
che - che si batte per il crocifisso a scuola, ma che
poi non distingue una moschea da una sinagoga
uno strumento di tortura appeso al muro non migliora una persona
fatti eleggere con questo slogan !!
Dai prova, sono figlio di un' Italia così sola
che ha paura ed é insicura pure in casa propria
che se la fede l' abbandona, si compra una pistola
la punta sui suoi figli e poi si spara in gola
la fede ci divora e poi ci condiziona
santo padre ci esco pazzo una domanda sola
se ci ha fatto a sua immagine e somiglianza allora
Dio non é la chiesa, é un' altra cosa
Dov'é Dio ?!?
Vigilia di Natale,
un giorno come gli altri,
una tazza di latte caldo e
nessun regalo da scartare.
"Auguri professore,
Felice anno nuovo"
d'un tratto un indecifrabile
imbarazzo colmava i suoi occhi.
Vigilia di Natale
cori polifonici
trainati dal vento,
sii laudato, Mio Signore.
Gli addobbi per le strade,
presepi viventi,
d'un tratto un senso di sconforto
misto a frustrazione, colmava i suoi occhi.
Ed avrebbe voluto
trovare al suo fianco
una compagna premurosa
e amabile.
Ed avrebbe voluto
sentire il calore
di un altro corpo sotto
le coperte.
Vigilia di Natale,
un albero spoglio,
uno sguardo fugace a
vecchi testi di filosofia.
"Auguri professore,
felice anno nuovo"
d'un tratto uno spietato senso
d'insoddisfazione colmava i suoi occhi.
Ed avrebbe voluto
trovare al suo fianco
una compagna premurosa
e amabile.
Ed avrebbe voluto
sentire il calore
di un altro corpo sotto
le coperte.
Apro la rubrica, cerco il nome.
Chiamo.
E' un pò che non ci si sente. Chissà come va. Ho una cosa da dire. Forse può essere interessante.
Non sono un tipo che chiama 'così per sentire come va', un logorroico del cazzo che passa la vita al cellulare.
Chiamo se ho da dire qualcosa.
Bella o brutta.
Quanto meno, da ascoltare. Ascoltiamo così tante cazzate, ogni giorno, lo sapete meglio di me, fratelli.
Suona libero.
Tuuuuu, tuuuuu, tuuuuu.
.....
Poi 'Tu, tu, tu'.
Fine della conversazione.
Il display mi conferma che la chiamata è stata rifiutata.
Rifiutata?
Mi annuso. Non mi sembra di puzzare. Perchè rifiutare?
Resto inebetito.
Poteva essere un saluto.
O una cosa importante.
Dopo anni di silenzio, per come la vedo io, valeva la pena tirar su il telefono.
e la mente va indietro, nello Stargate che fa rivivere i momenti passati.
Momenti positivi, solo perchè vecchi. Ma non meno feroci, se si torna indietro con l'anima.
quando si era al ristorante e tenevi due cellulari sul tavolo, uno a destra e uno a sinistra del piatto, come fossero due stoviglie.
'non ho nessuna vita sociale, se ogni tanto qualcuno mi chiama voglio rispondere!'.
Si è così bravi a giustificare le proprie scelte.
Oggi no.
Oggi non si vuole rispondere alla vita sociale.
Oggi va bene cosi.
'Sono a posto, grazie.'
E 'Click', tasto rosso.
Racconto cos'è successo a chi mi sa ascoltare.
'Prosit' Jack
Alla mia amata gattina Tenderly.
Eccoti,
Circondata dai fili d’erba,
L’ombra d’un pino allieta il tuo sonno.
Ma lo sai,
Non potrò lasciarti dormire a lungo,
Verrò a darti noia.
E si giocherà insieme,
La tua coda è anche un po’ mia,
Un’altra cosa che sai già.
Cara sdentata,
Affila bene tutte le unghie,
Voglio da te altri ricordi.
Ma adesso riposa,
Lascia che l’erba mossa dal vento carezzi i tuoi sogni,
A dopo…
Miao miao.
Parlano.
Senza sapere, parlano.
Sentenziano.
E' troppo forte l'odore di fica. Troppo invitante.
Fai bella figura, fratello, e te la scopi.
Questo è il genere di penseri che gira in certe teste vuote.
Scrivono qui e là, sul blog di una o di un'altra. Le incontrano magari.
Ci fanno sesso, magari. O forse no, ma il loro obiettivo è chiaro fin da subito.
A prescindere, si schierano da una parte.
Dalla parte di chi può offrire loro del divertimento. Sesso, forse. 'Tanto per cambiare', direte voi.
Se c'era un Dio da discutere, ora non c'è più.
Sei così ingenuo da credere di avere a che fare con una persona normale.
Ora si fanno i conti.
E saranno spietati.
Ci si riempie la bocca con paroloni. 'Denuncia, violazione della privacy'.
Hai scoperto l'acqua calda, fratello minorato. Ho pena di te. E lo capirai. Denuncia questo cazzo.
E te, che mi hai chiuso la porta in faccia e ora indossi la maschera della vittima, non ho da dirti molte cose in più di quel che ho detto. Puoi fingere con chi non conosce nulla.
Non con me.
'la realtà brucia' jack
So, so you think you can tell
Heaven from Hell,
Blue skys from pain.
Can you tell a green field
From a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
Troppo bello, questo stallo dell'anima. Allora ciao, fratello, ciao. Tu cammini e io volo.
Scrivo. Mi è sempre piaciuto. Scrivevo ancor prima di aver imparato a leggere. Infatti da bimbo dicevo 'ma che cazzo ho scritto?'.
Scrivo, leggo.
Trasmetto.
Più con il viso, che con le parole. Ma bisogna sapermi leggere. E il mio, è un linguaggio dannatamente difficile.
Spietato, delle volte. E troppe volte è stato riadattato, tagliato, censurato, nel corso del tempo.
Tutto per l'illusione di essere più agevolmente 'accettato' da quel branco di merde chiamato 'persone'. Ora non mi importa. Ora sono io; 'diamo un nome alle cose', e se per me sei uno stronzo, io 'stronzo' ti dico.
Ricordo i volti colmi di idiozia dei miei compagni di classe, alle superiori. Impiegavo circa 20 minuti per fare il tema di lettere, e il mio modo di scrivere era simile a quello di oggi.
Spesso capitava che la mia insegnante mi correggesse laddove non era necessaria alcuna riga rossa (perchè, poi usare la penna rossa? bah), e mi chiedesse il perchè di certe espressioni 'colorite'.
Io dicevo che 'era giusto così', perchè era la frase più adatta al contesto.
Ho sempre avuto l'anima nel bel mezzo di una tempesta, e la penna serve a dipingere i colori che popolano la mia mente. E così capitava che la mia insegnante leggesse il tema alla classe.
E leggevo negli occhi vuoti dei miei 'compagni' (compagni di cosa, poi? compagni di niente) l'invidia.
Era troppo facile darmi del leccaculo, piuttosto che ammattere a sè stessi che il loro modo di scrivere ricordava grossomodo quello delle scimmie ammaestrate, o piuttosto, una sorta di 'pensierino di terza elementare' buttato giù su un foglio protocollo (mi raccomando, piega il foglio più che puoi, cosi riempi tre facciate su quattro e fai bella figura).
Chissà quanti di loro, oggi, hanno cominciato a usare il cervello; e chissà quanti credono di averlo attivato, e continuano a vagare inconsapevoli come lobotomizzati che si danno un tono di saggezza.
Essere spocchiosi può aiutare. Specie a se stessi.
O anche agli altri, ma per fare ridere. Non c'è mai abbastanza humor, nella vita di tutti i giorni.
And did they get you to trade
Your heros for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange
A walk on part in the war
For a lead role in a cage?
Mi concedo all'arrivo della sera, quando tutto è scuro e posso sentire il tabacco che brucia, mentre scrivo.
Fernet cubano accanto al monitor, e i pensieri che si mettono in fila. Leggo, dicevo. E certe frasi mi fanno ridere. Passo oltre, e ho la conferma che, nella vita, ci si inventa molte cose.
Bisogna cominciare a perdersi, se ci si vuole ritrovare.
How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls
Swimming in a fish bowl,
Year after year,
Running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears.
Wish you were here.
'Diamo un nome alle cose' Jack