giovedì, giugno 28, 2007

Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un poco di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, però in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più, capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.

Andrei avanti quando gli altri si fermano, mi sveglierei quando gli altri dormono.

Ascolterei quando gli altri parlano, e come gusterei un buon gelato al cioccolato!

Se Dio mi regalasse un poco di vita, vestirei in modo semplice, mi butterei a terra al sole, lasciando allo scoperto, non soltanto il mio corpo ma anche la mia anima.

Mio Dio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio, e aspetterei che uscisse il sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle un poema di Benedetti, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.

Innaffierei con le mie lacrime le rose per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio dei suoi petali…

Mio Dio, se io avessi un poco di vita…

Non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che gli voglio bene. Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini proverei quanto si sbagliano quando pensano che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi!.

A un bambino gli darei le ali, però lascerei che da solo imparasse a volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli uomini…

Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere nella cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.

Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo mantiene intrappolato per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro dall’alto, solo quando lo aiuta ad alzarsi.

Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, però realmente a molto non serviranno, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.”
postato da: donbairo alle ore 20:39 | link |
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I started a joke, which started the whole world crying,
But I didnt see that the joke was on me, oh no.

I started to cry, which started the whole world laughing,
Oh, if Id only seen that the joke was on me.

I looked at the skies, running my hands over my eyes,
And I fell out of bed, hurting my head from things that Id said.

Til I finally died, which started the whole world living,
Oh, if Id only seen that the joke was on me.

I looked at the skies, running my hands over my eyes,
And I fell out of bed, hurting my head from things that Id said.

til I finally died, which started the whole world living,
Oh, if Id only seen that the joke was one me.
postato da: donbairo alle ore 02:29 | link |
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martedì, giugno 26, 2007

tenebra
li mi confondo e sto bene
lontano dal mondo
lontano dall'eterna staticità
la radio vomita musica predigerita
ed il caldo scioglie anche il desiderio
ma non importa
lei è accanto a me
sinuosa, quasi delicata nella penombra
profuma di olio
ed è carica di promesse
con le dita l'accarezzo
la stringo
e poi ascolto felice
il sussurro della pallottola
postato da: donbairo alle ore 21:28 | link |
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morte e dannazione
furono i primi a ridere
fra piume e sangue
come un cane rantolante
si dibatteva l'angelo
poi le risate e le grida
e il rumor di ossa rotte
spezzate furon le ali
dannati invece gli angeli
nel fango moribondi
come miseri falliti
e le risa degli uomini
fù l'unica cosa che precedette
la gioia della pallottola.
postato da: donbairo alle ore 21:28 | link |
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venerdì, giugno 22, 2007

Io me ne sbatto della tua recensione
intorno al mio disco monti una recinzione
Io faccio sci nautico sulla tua pozione
vorresti vedermi in ebollizione
Ogni volta che c’è qualcuno che fa il rap
io prendo una fionda e mi lancio a lezioni di step
almeno guardo un po’ di culo in vista con paiette
al posto di sti culi ciccioni come una crap
non c’è bisogno che fai ‘ste domande strazio
Da sola ti accorgi che non parlo più di un cazzo
ruba un po’ di soldi a papà e prendi la Saxo
che ci facciamo in macchina mentre sfondiamo il clakson
Ho fatto un disco poi un altro anche il terzo
mi uccido col quarto per quanto fiato ho perso
Non mi interessa se sta roba non ingrana
quando soffro di insonnia e non dormo da una settimana.

Per questa roba ho pugnalato troppi amici
per questa roba ho preso merda in troppi uffici
Ho fatto musica con i peggio falliti
che ora vendono vernici come fossero vestiti
Ho visto Caparezza ribaltarsi in bici
dopo che gli ho rotto i freni con lo scardina radici
Vado alle jam per raccogliere due spicci
la gente mi passa le canne e poi mi dice “appicci?”
Non vado ai party gay perché ci va anche Antonio Ricci
giro con un dj che dice “Fibra cazzo dici?”
Odio la gente che continua a promettere
che mi presenterà a qualcuno perché so trasmettere
Quando in verità io sto cercando di smettere
cammino a gattoni faccio fatica a connettere
Che sono dieci anni che agli stessi ripetiamo
“continua a sostenere questo hip hop italiano”

Il mio primo demo l’ho spedito a Frankie
il secondo a Bassi insieme ad altri centoventi
L’ultimo demo che ho fatto invece non lo senti
perché sono impazzito tra indirizzi e mittenti
Non alzo la cornetta per chiamare il mio collega
sentendomi dire “qui non si vende una sega”
Sono costretto a riprendere la sanbuca
e nella cappella rimango con questa verruca
Il mio cuore fa choc insieme a quello di Luca
carboni ardenti dentro questo mio bazooka
Punto la pista mentre passano Molella
non mi serve un passaggio perché io torno in barella.
postato da: donbairo alle ore 18:16 | link |
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martedì, giugno 19, 2007

Non mi chiami mai per nome mi dici “moooo” cosa è un cartone
Pago un mese in Spagna perché il tuo sogno è Valencia e poi mi annulli il viaggio
Un giorno prima alla partenza santa pazienza con i soldi non si gioca
Io per quanti ne ho persi è come se mangiassi coca ti ho preso un dvd
Con delle scene un po’ piccanti lo vediamo e tua madre mi guarda brutto e sta davanti che cazzo
Mi sento libero adesso che mi sto lanciando giù dal tuo terrazzo dici che mi lasci
Se puzzo di marijuana così ho comprato quattro bocce di Dolce e Gabbana
Ma questa relazione in fondo di sesso è tossica facciamo una scopata mentre
Pensiamo alla prossima non prendi la pillola perché dici che ti ingrassa
E ad ogni tuo ritardo la pressione mia si abbassa.

Nel caso in cui dovessimo avere un problema gli amici fanno il tiro al bersaglio
Sulla mia schiena e quante parole che a casa mia non ci si dice io non voglio
Fare la fine dei miei troppo infelice e quindi io mi impegno cazzo mi autoconsegno
Chiedendo il tuo sostegno mi vesto come vuoi anche se poi mi sento un legno
Cercando di esser degno di stare con il tuo gruppo, gente priva di ingegno
Il tuo ex non ha contegno e ti chiama il giorno dopo non vuole accettare che sono io
Che ora ti scopo e la cosa più triste è che tu non glielo dici mentre ascolti le cazzate
Di quei falsi dei tuoi amici.

Voglio farti un regalo non mi sembra carino per otto ore mi hai lasciato qui
Davanti al camino dicendo che andavi a parlare un minuto col tuo vicino quindi
Passami la pala perché andiamo in giardino te lo ricordi quel giorno che ti è sparito
Il barboncino quel giorno in cui davvero hai pianto standomi vicino io te lo ho sepolto qui
Gli ho strangolato il corpicino e ogni volta che ci passi adesso pensa al tuo vicino.
postato da: donbairo alle ore 20:01 | link |
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venerdì, giugno 15, 2007

Io sto nell’acqua in questa vasca in cui ci butto acceso un phon
Vorrei incontrarti tra cento anni appesa insieme a Ron
Divento aggressivo se non lo sono imparerò
nel caso in cui ti vedrò entrare In casa mia ti sparerò
un paio di anni fa ero troppo stupido lo so
Ma sto pagando un prezzo che non me lo scorderò
sono in down perciò Il peggio è che peggiorerò
un uomo bomba mi sfuggirò e mi autodistruggerò
Il mio cuore ancora batte ma soltanto per un po’
Bevendo in macchina un frontale a cento con questa Renault
E il mio nome è in questa lapide mica in un borderò
Il mio volto è ancora in lacrime da quando hai detto no
E quante donne incontrerò che ancora peggiò tratterò
su questo chiodo la mia fronte tra un secondo sbatterò
ogni volta che mi domandi quanto mi condannerò
Fino al prossimo mese in casa con lo stipendio che c’ho perciò.

Quanti momenti no
Quanti progetti e poi nonostante ti amo non funziona tra di noi
Ma se ti incontro per la strada con un altro non lo so
Gli prenderò di scatto il collo stringerò e lo strozzerò!

Sono circondato da pazzi che confondono il mio Io
mia madre è in paranoia prega e spera in questo Dio
sono talmente confuso che non so più il nome mio
mi sfondo casa mentre guido il furgoncino di mio zio
perché sono in depressione ho crisi di persecuzione
sono pronto all’ispezione quando scendo alla stazione
voglio più prostituzione intorno alla mia abitazione
prima che esploda in aria per difetti di progettazione
tengo una deformazione la testa in ebollizione
non siamo una proiezione siamo senza protezione
drogo la circolazione del mio sangue in secrezione
e spingo fino all’infezione collassando a colazione
se andassi in televisione sarei il tipo che accoltella
un taglio in pancia lacerando il corpo di Jucas Casella
io sputo sulla tomba di Pacciani morto in cella
e strozzerò ogni tuo ragazzo: O sarai mia o sarai zitella.

Non sono affatto interessato ai tuoi commenti e sai perché
di cattiverie ne ho pensate anche fin troppe su di me
io stavo andando in collegio quando era il novantatre
perché gli unici interessi miei non erano un gran che
io quando parlo con mio padre sento il gelo dentro me
perché non parla con mia madre e lei non parla più con me
sono un pazzo vagante insano tanto quanto te
che diventa schizofrenico in classe (che cazzo c\'è?!)
ho ancora i buchi nella schiena che gli amici han fatto a me
si sono chiesti ma cosa è che fa pensa solo per se?
questo è egoismo il mio nervoso non centra con il caffé
e il pessimismo qui germoglia Insieme a l’odio che già c’è
io non c’ho cash quindi non viaggio al massimo faccio un bidé
ma chiedo un prestito a un collega e ci compro una trentatre
da spararmi in testa in ufficio Quando il mio capo non c’è
metà cervello brutto stronzo te lo spruzzo sul parquet.
postato da: donbairo alle ore 19:50 | link |
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giovedì, giugno 14, 2007

Io non rimo inietto veleno in questo casino
lancio freccette sulla mia foto da bambino
E se ancora non mi ammazzo
è grazie al cazzo.
Il destino mio è fare l’uomo nel mirino
mi bagno di benzina tu passami l’accendino
sono il disco macchina che investe il motorino con sopra Albertino
Faccio marcia in dietro e lo sopprimo
sono completamente impazzito
ho parlato col demonio in maschera e non mi ha capito
Quando ero piccolo mi hanno spinto in piscina
senza poi tornare a galla per quanta acqua ho inghiottito
ho il cervello bollito e un coglione indolenzito
ho un acido in circolo che ancora non ho smaltito
rinfaccio a mia madre il giorno in cui mi ha partorito
come auguro la morte ad ogni stronzo che mi ha tradito

Io non rimo inietto veleno in questo casino
lancio freccette sulla mia foto da bambino
e se ancora non mi ammazzo
è grazie al cazzo
Il destino mio è fare l’uomo nel mirino
mi bagno di benzina tu passami l’accendino
E se ancora non mi ammazzo
è grazie al cazzo.

Ho un colpo in canna col rap mi son firmato la condanna
se mi sparano ritorno perché sono un ologramma
sono un figlio di merda con in fiamme il diaframma
quando mangio un trip in casa e vesto come mia mamma
ho la psyco-dramma
non vivo questo tempo
io non parlo come un gay come quel cazzo di Tormento
ho un crollo mentale sotto anestesia totale
ho un down che mi accompagna da qui fino al funerale
mi addormento sognando che mi sveglio in una bara
mi masturbo con davanti i videoclip di Paola e Chiara
fumo venti grammi in venti minuti cara
dopo di che in bocca ho il deserto del Sahara
quindi è evidente che non scherzo in sala
da pranzo vengo verso di te con questa pala
e una madonna se la sento brutta aria
che da un momento all’altro io qui salto in aria

Io non rimo e neanche mi sento un predicatore
non sentirti ‘sto cd fammi ‘sto cazzo di favore
che prima di ammazzarmi o di crepare per tumore
ho visto dove tieni il fumo e i soldi in un contenitore
che sta in camera tua tra il mobile e il ventilatore
entro quando non ci sei mi prendo anche il televisore
e strappo l’estintore che è di fianco all’ascensore
e ti sfondo con un colpo stereo e masterizzatore
strappo dal muro ‘sto crocifisso del Signore
e lo appendo a testa in giù nella porta del tuo ingresso
e questa copertina con la faccia della Pina te la appiccico sulla tavoletta del cesso
postato da: donbairo alle ore 17:35 | link |
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Quando cade la neve
In una fredda e grigia mattina di Chicago
Un povero bimbo è nato
Nel ghetto
E sua madre piange
Perché se c’è una cosa di cui non ha bisogno
È un’altra bocca affamata da sfamare
Nel ghetto

Gente, non capite?
Il bimbo deve essere aiutato,
O un giorno diventerà cattivo.
Guarda me e te,
siamo troppo ciechi per vederlo,
voltiamo semplicemente la testa
e guardiamo dall’altra parte

beh, il mondo continua la sua vita
e il bimbo affamato con un naso moccoloso
gioca per la strada, mentre un vento freddo soffia
nel ghetto

e la sua fame aumenta
così comincia a vagabondare per la strada, di notte
e impara a rubare
e impara a combattere
nel ghetto

alla fine, una notte, per disperazione
un giovane* fugge.
Compra una pistola, ruba una macchina,
prova a correre, ma non va lontano
e sua madre piange

come la folla si raduna attorno a questo giovane furioso
che si affaccia per la strada con una pistola in mano
nel ghetto

quando il ragazzo muore,
in una fredda e grigia mattina di Chicago,
un altro bambino è nato
nel ghetto


'In the ghetto'  Jack
postato da: donbairo alle ore 16:18 | link |
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martedì, giugno 12, 2007

Caro m'è ‘l sonno e più l'esser di sasso
mentre che il danno e la vergogna dura
non veder, non sentir m'è gran ventura
però non mi destar, deh parla basso


Così Michelangelo rispose a un sonetto di elogio della statua a Giuliano de' Medici, scritto da Giovan Battista Strozzi, che si concludeva con il verso «déstala, se noi credi, e parleratti».
postato da: donbairo alle ore 18:46 | link |
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domenica, giugno 10, 2007

Non nominare mai il nome di Dio invano,
non insultare nessun altro essere umano,
non desiderare la roba che hanno gli altri in mano,
non desiderare mai la donna di Albano
non mentire mai ai giurati,
non fumare mai nei locali frequentati,
non usare mai profilattici seccati,
non prendere mai le caramelle dai drogati,
non metterti orecchini vicino ai genitali,
non venire a fare il duro sempre con gli stessi occhiali,
non lanciare al presidente i tuoi effetti personali,
non passare dalla parte del torto alla ragione,
non mandarci in guerra senza una rivoluzione,cosa chiedi al cardinale la santa benedizione affinchè Dio onnipotente aiuti il mondo del pallone?.

Non metterti a barare pensando di essere il solo,
non metterti a pregare sperando di essere il primo,
non metterti davanti pensando che sei speciale,
non lanciarti dai palazzi se neanche sai volareeeeee,
non tornare dalla Thailandia con duecento epidemie,
non portar le prostitute per scambiare le malattie,
non cercare le rumene per la strada di notte,
non parlare di problemi privati con le mignotte,
non dire che conosci gente che non cerchi mai,
non comprare i pappagalli importati dalle hawaai,
non fare il figo al bar quando la tua squadra perde,
non farti il cellulare nuovo quando non ti serve,
non prenderlo con internet se neanche ti colleghi,
non prenderti le nike quando ti puzzano i piedi,
non chiedermi di andare a sanremo per fare un duo,
non mi chiedere di uccidere tua madre al posto tuo.

Non pensare di trovarti un gran lavoro in paese,
non puntare a grandi spese alla fine del mese,
non pensare con un viaggio di imparare l'inglese,
non guardare incuriosito un funerale cinese,
non guidare in autostrada se c'hai colpi di sonno,
non ti prendere una porsche all'età di mio nonno,
non farmi le foto col videotelefonino,
non mandare le mie foto anche alla figlia del vicino,
non pensare di scoparti mia moglie tranquillamente,speravi che nessuno mi dicesse mai niente,
non cantare vittoria prima del fischio di inizio,
non mandarmi in galera senza uno straccio d' indizio,
non lanciarti sulla testa il motorino allo stadio,
non rubare le canzoni se ti invitano in radio,
non fare gli spettacoli in tv bell' augurio,
non farti ridurre alle risate in un tugurio.
postato da: donbairo alle ore 17:04 | link |
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sabato, giugno 09, 2007

Se c'è una cosa che odio è il rap positivo
quando penso che esisto già mi nausea essere vivo
sono un morto apparente un maniaco depressivo
in me non c'è niente di umano specie quando scrivo
e quando arrivo è lo shock più grande
come quando ti fai donne è inizi a perdere sangue
ma non cambi mutande e non vuoi l’assorbente
c’hai un padre che ammazza e sotterrava la gente
sai qui c'è un emittente che fa interviste in galera
perchè la gente è interessata che la storia è più vera
quindi ammazzo di sera così poi il giorno sto apposto
come disse il professore che sedeva composto
mi sento strano è il male che non via
non sopporto me stesso e faccio mr simpatia
basta accusi il mio rap come fosse uno stupro in compagnia
vallo un pò a dire ai parenti della piccola Lucia

La stanza è questa un puzza che impesta
sta ragazza è per terra ma il corpo nudo e senza testa
i capelli sparsi le mie impronte sulle pareti
io mi nascondo mezzo nudo mentre piango tra i vetri
ma io non c'entro anche se guardi con un coltello a 2 metri
ed è una coincidenza la mia giacca in mezzo alle siepi
sarà un caso la mia fronte insanguinata macchiata
ma sta ragazza che mi sta accanto non l ho neanche toccata
mangio volgarità non dico mai la verità
ma cazzo froci culo figa ciao mamma ciao papà
qualcuno mi aiuti ho solamente un collasso
non posso ammazzarmi ho il balcone troppo basso
ma finche esisto brucerò ogni impianto
che piuttosto di calmarmi vado in cerca allo schianto
come il figlio (..) di Lory del Santo
benvunuti al mio drive in sono pazzo questo è quanto

E mica è un caso che racconto di Carletto Giuliani
o di altra gente scomparsa dall'oggi al domani
se ti immedesimassi in me capiresti i miei piani
non sono poi cosi diverso dai tanti italiani
che la mattina vanno in bagno con le palle dei cani
al posto degli occhi per un turno e uno stipendo da infami
in un sistema che è meglio se ne stiamo lontani
perchè è la coca che distrugge un grande come Pantani
mica la gente che c'è intorno e vuole show da marziani
tutti vogliono sapere dei miei testi insani
tutti vogliono vedere con che faccia rimani
tutti vogliono allungare le mani..allungare le mani..allungare le mani
postato da: donbairo alle ore 16:13 | link |
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giovedì, giugno 07, 2007

io, la notte e le ferrovie

"Il treno regionale 10761 delle ore 8.15 proveniente da Lecco e diretto a Milano porta Garibaldi, è in arrivo dal binario 2. Ferma in tutte le stazioni. Attenzione: è vietato oltrepassare la linea gialla in attesa dei treni".

Mi sveglio del tutto, solo in quel momento.
Prima della voce meccanica, provo delle sensazioni attutite, come se fossi circondato da cuscini.
Guardo i miei passi, mentre attraverso il passaggio di legno tra i binari.
Il rumore di un asse che si alza, sotto il mio peso; e io penso 'chissà da quanto tempo è lì', disancorata e rumorosa.
Mi metto dietro alla tanto temuta linea gialla, assieme agli altri viaggatori.
Non li guardo mai, neppure mentre salgo; e inizio a cercare un posto dove ci siano meno persone possibili.
Come se avessi anche io una 'linea gialla' immaginaria, una Linea Maginot entro la quale spingere i pensieri, che si risvegliano anche loro nella puzza della seconda classe.

Mi accorgo che mancano un casino di 'linee gialle'. Tante.
E mancano proprio dove servono di più.
Troppo facile mettere un avviso 'occhio stai lontano, sennò il treno potrebbe farti parecchio male', oppure 'Fumi? guarda che schiatti'.
Gli avvisi andrebbero messi dove i pericoli sono nascosti, e non dove sono bene in vista, enormi, lanciati a 100 all'ora, fischianti e fumosi.
Ma è troppo difficile stabilire ciò che 'è' o 'non è' pericoloso. Specie se, all'apparenza, di pericoli non ce ne sono.
E quanto può essere doloroso, scontrarsi contro una specie di 'treno invisibile', che fino ad ora non è
stato visto?
Come si puo conoscere l'entità di un danno creato da qualcosa che fino a quel momento non è mai stato
considerato dannoso?
Bel dilemma del cazzo.

L'entità non la conosce nessuno, so che delle volte avrei preferito un 'Signor 1761 delle ore 8.15' dritto in faccia, piuttosto che una trappola invisibile.

Sigaretta.
Brilla rossa nel buio, e sento quasi il rumore del tabacco consumarsi. Mi ricorda il rumore del velcro, quando lo apri.

Oltre al rumore, oltre alle linee gialle. E' un po' come passare dall'altra parte dello specchio, credo;
e sarebbe bello oltrepassare tutte le linee gialle, tutti i segnali; e rompere lo specchio.
Sventrarlo, come il treno fa con l'aria, al mattino.

Rompere lo specchio.
e guardare in faccia quel figlio di puttana che lo tiene in mano.
postato da: donbairo alle ore 00:12 | link |
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mercoledì, giugno 06, 2007

il riflesso del silenzio
traccia la tua figura
ella è sempre presente dentro al mio smarrito cuore
lieve accarezza la mia mente
ha l'eco della tua voce
e mi affascina
tenacemente
poi continuando scorre lieve
tracciando del tuo seno un dolce profilo
ha il tuo profumo
che sempre la testa mi fa girare
ed io convinto sono ormai
che nel silenzio
tu sei la mia canzone
postato da: donbairo alle ore 00:21 | link |
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Dono del vento,
respiro un tuo sospiro
che spira tra nebbia e fumo
che stagna e si staglia
sul mio viso il ghigno
amaro d'oltreamore
mai stato amore
pur sempre amaro.
postato da: donbairo alle ore 00:20 | link |
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lunedì, giugno 04, 2007

Penso che, chi ha le mani pulite, non deve vergognarsi, a mostrarle.
Differente è chi, invece, giura di averle candide e non le vuole far vedere.
Cinquantesima in mano (smetti, jack, cazzo) e un posacenere (che in realtà è un poggia saponetta da bagno) ricco di cenere e nervi fumati.
mi piace tenerla appoggiata al bordo, equilibrista in combustione, mentre scrivo a due mani, e vedere le spirali di fumo salire, fino a dissolversi completamente.
Il ventilatore accanto al monitor sposta appena l'aria, e penso sempre che devo cambiarlo; troppo casino, per niente.

Leggo cose che mi aspettavo di leggere (perchè poi, faccio finta di stupirmi, lo sa il cielo), e ho già lucidato la maschera da indossare domani mattina. E' sempre più difficile sorridere, ma col tempo si impara a fare tutto.
L'esperienza, in aggiunta, ti insegna a fare buon viso a cattivo gioco, e di localizzare le uscite di emergenza, pronti a sparire.
Ovviamente, senza dare motivazioni. Perchè il gioco sporco non lo si fa mai da soli. E poi, perchè non ha senso dare motivazioni a chi sa benissimo il motivo della sparizione. Nulla viene fatto per caso; ogni cosa è voluta e cercata.


Frase consigliata: "Non annuncerò più a nessuno gli omicidi che commetterò, sembreranno rapine ordinarie, omicidi passionali e qualche falso incidente".


'Zodiac' jack
postato da: donbairo alle ore 02:02 | link |
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sabato, giugno 02, 2007

Quanto hanno visto
questi alberi antichi
sperduti e isolati
da occhi indiscreti.
Coi loro fiori
hanno celato
incontri di fuoco
di amanti accaldati,
sudati di sole
e di intensa passione;
mentre il vento,
stridendo tra i rami,
copriva i palpiti forti
dei loro cuori.

I tronchi scolpiti
raccontano, adesso,
i ricordi più rossi
ai passanti curiosi.

Ma mai nessun occhio
cadrà sul mio nome
in questa valle nascosta
velata di rosa.
Per me solamente
la danza inscenata
dai petali bianchi
portati dal vento.
postato da: donbairo alle ore 15:33 | link |
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Ho solcato tutte le onde della Rete: e mi son rotto le palle. Internet dà molto, ma si prende indietro tutto.

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