So, so you think you can tell
Heaven from Hell,
Blue skys from pain.
Can you tell a green field
From a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
Troppo bello, questo stallo dell'anima. Allora ciao, fratello, ciao. Tu cammini e io volo.
Scrivo. Mi è sempre piaciuto. Scrivevo ancor prima di aver imparato a leggere. Infatti da bimbo dicevo 'ma che cazzo ho scritto?'.
Scrivo, leggo.
Trasmetto.
Più con il viso, che con le parole. Ma bisogna sapermi leggere. E il mio, è un linguaggio dannatamente difficile.
Spietato, delle volte. E troppe volte è stato riadattato, tagliato, censurato, nel corso del tempo.
Tutto per l'illusione di essere più agevolmente 'accettato' da quel branco di merde chiamato 'persone'. Ora non mi importa. Ora sono io; 'diamo un nome alle cose', e se per me sei uno stronzo, io 'stronzo' ti dico.
Ricordo i volti colmi di idiozia dei miei compagni di classe, alle superiori. Impiegavo circa 20 minuti per fare il tema di lettere, e il mio modo di scrivere era simile a quello di oggi.
Spesso capitava che la mia insegnante mi correggesse laddove non era necessaria alcuna riga rossa (perchè, poi usare la penna rossa? bah), e mi chiedesse il perchè di certe espressioni 'colorite'.
Io dicevo che 'era giusto così', perchè era la frase più adatta al contesto.
Ho sempre avuto l'anima nel bel mezzo di una tempesta, e la penna serve a dipingere i colori che popolano la mia mente. E così capitava che la mia insegnante leggesse il tema alla classe.
E leggevo negli occhi vuoti dei miei 'compagni' (compagni di cosa, poi? compagni di niente) l'invidia.
Era troppo facile darmi del leccaculo, piuttosto che ammattere a sè stessi che il loro modo di scrivere ricordava grossomodo quello delle scimmie ammaestrate, o piuttosto, una sorta di 'pensierino di terza elementare' buttato giù su un foglio protocollo (mi raccomando, piega il foglio più che puoi, cosi riempi tre facciate su quattro e fai bella figura).
Chissà quanti di loro, oggi, hanno cominciato a usare il cervello; e chissà quanti credono di averlo attivato, e continuano a vagare inconsapevoli come lobotomizzati che si danno un tono di saggezza.
Essere spocchiosi può aiutare. Specie a se stessi.
O anche agli altri, ma per fare ridere. Non c'è mai abbastanza humor, nella vita di tutti i giorni.
And did they get you to trade
Your heros for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange
A walk on part in the war
For a lead role in a cage?
Mi concedo all'arrivo della sera, quando tutto è scuro e posso sentire il tabacco che brucia, mentre scrivo.
Fernet cubano accanto al monitor, e i pensieri che si mettono in fila. Leggo, dicevo. E certe frasi mi fanno ridere. Passo oltre, e ho la conferma che, nella vita, ci si inventa molte cose.
Bisogna cominciare a perdersi, se ci si vuole ritrovare.
How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls
Swimming in a fish bowl,
Year after year,
Running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears.
Wish you were here.
'Diamo un nome alle cose' Jack