lunedì, gennaio 24, 2005

 Chi sono? Sono le ali di un pensiero lento, androgino nel suo incedere, sono il vento tra i vicoli di una città morta. Sono l'uomo che non volevi, sono più di tutto quello che temevi. Sono un malfidente, malfidato che troppe volte volte ha avuto la preveggenza distruttiva. Vorrei potermi aiutare ma le idee mi portano altrove, tra luci frastornanti che ti portan via la voce e silenzi così seri che risucchiano la luce, e le parole divengono sospiri, e gli occhi uno specchio di inondazione.  Mentre aspetto la risposta in carta bollata per consentirmi di respirare, il mondo qui fuori vive in una anarchia incontrollata e complessa, nella sua più bieca e dolorosa sconsideratezza. Ma ricordo quando tutto era così semplice, quando le emozioni erano cosi sincere e come facilmente nascevano. Era cosi facile entrare nel cuore delle persone; quando il dolore era solo scritto sui libri, cosi lontano che sembrava non ci raggiungesse mai. Io sono ancora là. Ma amare è dura, e senza frutti al sole... è dura e segna gli occhi. L'idea che avevamo dell'infinito è cambiata nel tempo. L'infinito è finito, non esiste posto in cui nn siamo già stati, nessun luogo è inesplorato. Tutto il nostro infinito finisce qui. L'illusione di un qualcosa di rivoluzionario e innovativo ci fa gola e ci spinge a proseguire un giro dell'oca che ci riporta all'inizio. Ogni volta.

Non è un lamento senza senso di un delirante, non è un pianto che senti di notte, non è una persona che ha visto la luce; è un discorso che pochi possono capire, gente come Silenzi, Dilettante e pochi altri. Aver così tante cose da fare, ma essere sfiniti da tutto e lasciare perdere. Lasciar perdere, si. Ignora, è più facile. Ma io sono ancora là, in un mondo perso, in esilio, un mondo dismesso. Dove le parole avevano un peso, i sentimenti un valore assoluto e il cuore non era una semplice batteria. Ma il mondo non passa di qui e non mi importa più molto di me. Troppi giorni ad aspettare che scendesse una mano dal cielo. Ma ti abitui a tutto e pochi lo sanno con fermezza.  La mia anima è gia via e dall'alto, da questa Stazione Orbitante, ha già messo una croce su ciò che più mi fa male. Non un gesto di odio, ma di pietà. Io sono ancora lì, e la mia anima non è un numero appoggiato sopra ad un volto, ma una luce bianca tra le stelle.

postato da: donbairo alle ore 02:28 | link |
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