Se esiste un dio, conosce l'anima che c'è in me. sa che amo la notte, non intesa come 'discoteca e luci colorate'.
La notte come silenzio che urla, la notte come immenso fermo immagine nel quale viaggi con la tua auto e la tua immaginazione. Tutto fermo, tutto fiocamente illuminato da luci gialle di distributori, sbiadite come dentro ad un ricordo.
Se esiste un dio, ha osservato fino ad ora quel che è successo; e, sempre se esiste un dio, sono sicuro che comprende le mie reazioni, anche quelle che fanno storcere il naso alle persone accanto a me. Quelle reazioni che ti fanno guadagnare l'appellativo di 'pazzo' o 'malato di mente'.
Se esiste un dio, mi conosce e sa quel che ho fatto, nel bene e nel male. Sa quando mi sono rialzato in piedi e sa quando ho voluto 'lasciare la mano' e preferire il silenzio a tante parole belle quanto inutili. Se esiste, si ricorda quanti progetti ho immaginato, quanti ne ho cercato di iniziare, e conosce l'abisso tra quelli che hanno davvero preso il volo, seppur per poco tempo, fino a sciogliersi come un castello di sabbia aggredito dalla marea.
Se esiste un dio, saprà ascoltarmi, e saprà perdonarmi se l'avrò deluso in qualcosa.
Se esiste un dio, non sarà deluso di me se avrò preferito la via della solitudine, piuttosto che svendere il mio cuore in vicoli ciechi di amicizie vuote e tentazioni anacronistiche.
Se esiste un dio, conosce il peso delle catene e l'apnea di un nodo alla gola.
Ma, se esiste un dio, e non muove un dito per cambiare le cose, allora la colpa di tutto questo è anche sua.
"Insomnia" Jack