Intrepido lettore, che leggendo
Ruvide troverai le mie parole,
Infine sappi ch'a te solo rendo
Netto il mio rancore, poiché non suole
A un gentìl uom mostrar sì tremendo
Battito nel cuore, se non con versi
Orpiù mai letti, lasciando gemendo
Labili speranze, e con lor diversi
Sogni ed illusioni che in mezzo al fuoco
Ho amalgamato e reso tersi,
Arsi e vivi ancor di più nel mio roco
Canto e nel suo eco, che tanto avversi
Or più saranno, poiché poco a poco
Vuoti li vedrò... con queste parole
Almeno... capirai che non fu un gioco.